Il focus
13 settembre 2026 alle 01:32
Black out e reti in sofferenza, incassi in crescita: la doppia faccia di un’annata che sarà un successoPer la Sardegna questa stagione turistica potrebbe segnare un punto di svolta: luglio e agosto da pienone, settembre con il 16 per cento di prenotazioni in più rispetto al 2025. Maurizio Battelli, presidente dell'associazione Extra, conferma: «Nei b&b e negli affittacamere dell’Isola a luglio abbiamo avuto il 7 per cento di presenze in più del 2025, ad agosto il 5 e a settembre, se si mantiene la tendenza iniziale, arriveremo al 10. Per ottobre ci aspettiamo addirittura il 15 per cento in più. Considerato il clima di incertezza geopolitica con cui era iniziata, un’ottima stagione». Negli alberghi, però, «il tutto esaurito non c’è mai stato perché qualche posto letto è sempre rimasto libero», mette le mani avanti Paolo Manca, numero uno di Federalberghi: «Ma è una buona stagione – concede – e anche settembre sembra un buon mese. Chiuderemo con i risultati dell’anno scorso». Che fu una stagione record, ricorda l’assessore regionale al turismo, Franco Cuccureddu: «Replicare quei risultati sarebbe un successo, e potremmo superarli». Eppure la sensazione è che il sistema sia arrivato a un limite: «Tra blackout continui, problemi di viabilità, carenza di parcheggi, reti idriche e fognarie in sofferenza – aggiunge – abbiamo un limite infrastrutturale. L’unico settore economico in crescita nell’Isola non sarà più sostenibile se non allunghiamo la stagione». Manca annuisce: «È un tema su cui dobbiamo ragionare. Non possiamo continuare a ospitare 40mila persone in paesi che hanno reti tarate per tremila residenti. E il problema non sono gli alberghi».
Segni più e segni meno
I numeri delle presenze effettive di agosto saranno nelle mani degli amministratori regionali soltanto domani ma il quadro è già evidente. Cuccureddu sfoglia i dati delle transazioni effettuati con carte Mastercard nell’Isola fra gennaio e luglio: in confronto con l’anno scorso i pagamenti con Pos sono aumentati in ristoranti (voce che rappresenta il 21,94% del totale e cresce del 16%), bar ed enoteche (+23%), shopping (+11%).Un dato apparentemente contrastante riguarda gli hotel, dove la spesa rilevata attraverso le carte diminuisce del 6%: ma questo, avverte Cuccureddu, perché una quota crescente delle prenotazioni viene saldata direttamente sulle piattaforme digitali come Booking e analoghe, anziché attraverso il Pos della struttura ricettiva. Segno negativo anche per il noleggio delle auto: -3%. In questo caso, secondo l’assessore, la flessione sarebbe collegata alla diminuzione della disponibilità di vetture a noleggio e riflettere un'offerta più limitata rispetto alla richiesta.
Il peso delle “strisciate”
Interessante ragionare sulla provenienza dei titolari delle carte: tra i principali mercati stranieri, la Germania resta il primo per quota di spesa, con il 20,95%, e cresce dell'8%. I Paesi Bassi aumentano del 20%, la Polonia del 27%, gli Stati Uniti del 13%, Francia del 7%, Austria e Spagna del 9%. In calo il Regno Unito, -3%, mentre la Svizzera rimane stabile. La “strisciata” più pesante è dei turisti statunitensi, «altospendenti» per definizione: la transazione media (“ticket”, nel gergo degli analisti) è di 81 euro e 52 centesimi. Al secondo posto, distaccati, gli svizzeri: la loro “strisciata” media è di poco meno di 65 euro.
Anche la domanda italiana mostra un andamento positivo. La Lombardia, primo mercato nazionale con il 24,49% della spesa, cresce dell'8%; Lazio, Emilia-Romagna e Veneto segnano tutti un +11%. Aumenti anche per Liguria (+10%), Campania (+11%), Piemonte (+5%) e Toscana (+3%).
Potere d’acquisto
Eppure Manca insiste: «Quest’anno i turisti hanno ridotto la durata della vacanza e tagliato sulle spese per i servizi accessori. E il problema non riguarda solo la Sardegna».
La perdita di potere d’acquisto, che ha colpito gli italiani più degli altri. Infatti si confida negli stranieri, che hanno il ruolo principale nel turismo di settembre e ottobre. Eppure nei dati delle transizioni con carte di credito e debito il fenomeno non emerge. «Questo perché sono dati medi», spiega Cuccureddu: «Certo è vero che diversi ristoranti quest’anno hanno venduto qualche insalata in più e qualche aragosta in meno, ma d’altra parte basta un matrimonio in grande stile come quello di qualche giorno fa in Gallura, che ha lasciato nell’isola circa 20 milioni, per riequilibrare i conti».
La strada, conclude l’assessore, è tracciata: «Non vogliamo altri voli low cost a luglio e agosto: dobbiamo puntare ad allungare la stagione, e lo stiamo facendo, per esempio investendo sul Capodanno. Dobbiamo fare in modo che chi decide di lavorare in questo settore, e quindi di avviare un percorso formativo, possa contare su un’occupazione non precaria e non stagionale: bisogna arrivare a undici mesi di lavoro l’anno. Altrimenti continueranno a mancarci i lavoratori».
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