Turismo delle stelle, in Italia boom di destinazioni “dark sky”: dalla Sardegna al Gran Sasso, ecco dove ammirare il cielo

2026/08/11

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«Per i viaggiatori le stelle sono guide», scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel libro "Il Piccolo Principe". E in fondo l'uomo il naso all'insù lo ha sempre tenuto. Per orientarsi, certo, ma anche per quel senso di meraviglia che il cielo continua a suscitare, per il mistero, per la sensazione di immensità e, insieme, di piccolezza che si prova davanti a una distesa di stelle. Oggi, però, il cielo non indica soltanto la strada: è diventato esso stesso una meta.

Si parte per vedere una eclissi, per inseguire le Perseidi, si parte alla ricerca di cieli bui, lontani dalle luci delle città, o per raggiungere osservatori a oltre duemila metri, piccoli borghi e parchi naturali solo per ammirare la vastità del cosmo. Si chiama astroturismo ed è un fenomeno in crescita che proprio in questi giorni ha portato migliaia di persone con gli occhi rivolti verso il cielo: ieri con la notte di San Lorenzo e, soprattutto domani, il 12 agosto, per l'eclissi totale di Sole che attraverserà parte dell'Europa. In Italia si vedrà in maniera parziale. A Roma, per esempio, il fenomeno comincerà alle 19.32 e raggiungerà il massimo intorno alle 20.11, poco prima del tramonto, con circa tre quarti del diametro solare coperto dalla Luna. Nel Nord-Ovest invece l'oscuramento sarà ancora maggiore e in alcune città supererà il 90%.

L'evento

E ora è partita la corsa per non perdersela. Online si cercano gli occhialetti con filtri certificati ISO 12312-2, indispensabili per guardare il Sole in sicurezza; gli appassionati preparano telescopi e binocoli con filtri professionali. E c'è chi, per vederla nella sua totalità, ha preparato direttamente la valigia.

Paolo Volpini, segretario dell'Associazione Astrofili di Piombino, insieme a sua moglie Letizia Leonardi sono già a Minorca insieme ad appassionati arrivati da tutta Italia. «Alle Baleari il Sole sarà oscurato completamente e siamo qui per vederla con una delegazione dell'Unione Astrofili Italiani». Per chi resta a casa, Inaf, Uai e la rete dei planetari PLANit trasmetteranno l'evento in diretta. Ma è la Spagna a dare la misura del fenomeno. Secondo le stime riportate dal quotidiano britannico Guardian, sono attesi 446mila turisti in più e 342 milioni di euro di indotto. Il governo ha persino istituito un comitato speciale per gestire i tre grandi appuntamenti astronomici tra il 2026 e il 2028. Ma per inseguire le stelle non serve andare in Spagna.

Le mete

Basta arrivare ad Allai, un piccolo paesino di 300 abitanti nel Barigadu, in Sardegna, diventato quest'anno il primo borgo italiano certificato "Villaggio delle Stelle" dalla Fundación Starlight dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie. Un traguardo raggiunto dopo quattro anni di lavoro per proteggere ciò che altrove sta scomparendo: il buio. «Prima bisognava capire se il cielo fosse davvero pulito, perché l'inquinamento luminoso è l'elemento più impattante», spiega Tito Murgia, operatore del Museo Civico di Allai, coinvolto nel progetto fin dall'inizio. «Ora il paese ha modificato l'illuminazione pubblica, installato sedute e mappe celesti e organizzato incontri e workshop. E questo ha fatto crescere il turismo», ha confermato Murgia. Allai si aggiunge così ai due "Parchi delle Stelle" Starlight già presenti in Italia: Saint-Barthélemy in Valle d'Aosta e il Gal Hassin di Isnello, nel cuore delle Madonie. Ma la mappa delle mete "dark sky" corre lungo tutta la Penisola: sul Gran Sasso, a 2.150 metri, Campo Imperatore ospita il più alto osservatorio professionale d'Italia. Mentre sui Monti Ernici, Campo Catino è invece partner associato di MedSkyTour, progetto europeo da 2,16 milioni di euro, di cui 268.550 destinati al Lazio, per sviluppare nuovi itinerari e servizi nelle aree rurali e montane. E poi c'è chi le stelle le porta quasi sotto casa. Da Roma ai Castelli, fino a Civitavecchia e al litorale, il Gruppo Astrofili Palidoro conta 300 iscritti e quest'anno festeggia dieci anni di attività. «L'interesse per il cosmo cresce e lo vediamo anche sul nostro territorio», spiega il presidente Giuseppe Conzo. I numeri raccontano il resto: 500 persone in una sola serata e tra 2mila e 3mila nell'intera estate. Gli appuntamenti vanno da giugno a settembre e hanno portato i telescopi persino tra le tombe della Necropoli etrusca della Banditaccia di Cerveteri. Insomma dal mare alle montagne, dai borghi sardi alle Madonie, si viaggia per ritrovare qualcosa che nelle città abbiamo quasi perso: il buio. Perché è proprio quando si spengono le luci a terra che ricomincia lo spettacolo sopra le nostre teste.

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