Turismo con il segno più questa estate e andare in vacanza in

2026/08/16

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BOLZANO. Prendete un'estate italiana da record, mettetela sotto la lente dell'Ufficio statistica del Ministero del Turismo, e quello che viene fuori è un paese che quest'anno ha riempito ombrelloni, baite e stanze d'albergo più di chiunque altro in Europa. Se poi guardate il conto noterete che a incassare il titolo di meta più cara d'Italia non è né Venezia né la Costiera, ma la provincia di Bolzano, con una tariffa media che ad agosto ha toccato quota 322,6 euro a notte.

Un numero che da solo racconta più di qualsiasi comunicato ufficiale.

Partiamo dai dati generali, perché il quadro è comunque impressionante. Ad agosto la percentuale di camere o posti letto già occupati o non più disponibili (che tecnicamente si definisce saturazione) si attesta al 58,5%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025, e superiore a quella registrata dai due grandi competitor europei, la Spagna al 54% e la Francia ferma al 41%.

Allargando lo sguardo all'intera stagione estiva, quella compresa tra il 15 giugno e il 15 settembre, il tasso medio di saturazione italiano è del 58,9%, sempre a doppia cifra di crescita sul 2025 (+10,8 punti), con una tariffa media nazionale di 153,6 euro, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente.

È qui che il report entra nel dettaglio territoriale, ed è qui che la provincia di Bolzano comincia a distinguersi, non tanto per l'affluenza quanto per il portafoglio richiesto a chi decide di visitarla.

Sul fronte della saturazione, infatti, Bolzano non è in cima alla classifica. Nella stagione estiva si ferma al 62,1%, un dato comunque alto ma inferiore a quello della provincia di Trento, che tocca il 64,4% e risulta la meta più satura d'Italia insieme al Veneto (63,3%) e al Friuli Venezia Giulia (62,7%). Anche Sardegna (63,4%) e Sicilia (63,0%) fanno meglio di Bolzano in termini di riempimento delle strutture.

Il capoluogo altoatesino, insomma, non è la meta che si contende il tutto esaurito con più insistenza.

Il discorso cambia radicalmente quando si passa alle tariffe. Con 322,6 euro a notte in media nella stagione estiva, Bolzano non solo guida la classifica nazionale, ma la guida con un margine enorme: la seconda destinazione più cara, la stessa provincia di Trento, si ferma a 204,3 euro, quasi 120 euro in meno a notte. Dietro seguono il Veneto con 182,5 euro, la Valle d'Aosta con 176,3 euro e la Liguria con 171,8 euro.

Persino la Sardegna, che pure resta tra le mete insulari più costose e ha visto la propria tariffa media crescere del 2,5% sul 2025, si attesta a 167,1 euro, quasi la metà di quanto si spende in provincia di Bolzano.

Sul fronte dei flussi turistici, il report offre anche uno sguardo al primo semestre 2026, confrontato con lo stesso periodo del 2025. A livello nazionale gli arrivi sono cresciuti del 4,4% e le presenze del 4,9%, con un andamento positivo diffuso in tutte le regioni italiane.

Il Trentino Alto Adige, preso nel suo complesso, cresce del 5,0% negli arrivi e del 3,9% nelle presenze, un dato in linea con la media nazionale ma decisamente più contenuto rispetto alle performance di regioni come la Calabria, che con un +10,7% negli arrivi e un +12,5% nelle presenze risulta la più dinamica d'Italia, o come l'Umbria (+9,7% arrivi, +7,8% presenze) e il Piemonte (+8,5% arrivi, +9,6% presenze). 

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