Trump respinge richiesta saudita di intervenire sugli Houthi in Yemen

2026/09/11

Categories: world-news

Medio Oriente

Israele sventa contrabbando armi da Giordania in Cisgiordania. Telefonata tra Seul e Teheran su Hormuz. Iran ed Emirati a New Dehli per vertice Brics. Mar Rosso, gli Houthi conquistano Mocka. A Gaza uccisa una famiglia in un attacco israeliano.

Media, colloqui Araghchi con Pakistan su attacchi houthi e ritorno ai negoziati

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo dell'esercito pakistano Asim Munir hanno discusso della possibilità di ripristinare gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni tra Teheran e gli Stati Uniti su tutti i fronti. Lo scrive Haaretz, citando la Reuters, a cui un funzionario della sicurezza pakistana ha riferito che i due si sono sentiti telefonicamente ieri e la conversazione si è concentrata sulla guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran e sulla possibilità di riprendere i colloqui e sugli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita.
 

Vienna, ambasciatore iraniano AIEA: "Imminente deferimento al Consiglio di Sicurezza ONU è 'strumento politico' "

Giovedì la missione iraniana presso le organizzazioni internazionali di Vienna ha denunciato la decisione del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) di deferire la questione nucleare iraniana al Consiglio di sicurezza dell’ONU, definendo la risoluzione uno “strumento politico” dopo che era stata approvata il giorno precedente a seguito di una presunta “inosservanza” degli accordi sul nucleare. In un’intervista alla China Global Television (CGTN), Reza Najafi, ambasciatore iraniano presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) a Vienna, ha affermato che l’agenzia dovrebbe adempiere ai propri compiti tecnici e non diventare uno strumento nelle mani di alcun Paese per promuovere la propria agenda politica. Najafi ha inoltre risposto a una domanda sulla possibilità che l’Iran adotti misure di ritorsione: «Dovremo vedere quali saranno gli effetti concreti di tale risoluzione. A nostro avviso, non ci sarebbero effetti concreti. Cosa valuteremo? Valuteremo la situazione e, sulla base della nostra valutazione, reagiremo di conseguenza», ha affermato. La risoluzione del Consiglio dei Governatori, presentata da Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti e, secondo quanto riferito, approvata con 23 voti a favore, tre contrari e otto astensioni, «chiede al Direttore Generale (dell’AIEA) (Rafael Grossi) di segnalare» l’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sarebbe la prima volta in vent’anni che l’AIEA segnala l’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione afferma che l’Iran ha impedito agli ispettori dell’AIEA di tornare nei siti nucleari bombardati dagli attacchi statunitensi e israeliani, rendendo impossibile all’agenzia verificare cosa sia accaduto all’uranio altamente arricchito dell’Iran.

Cisgiordania, polizia israeliana: "Sventato contrabbando armi dalla Giordania"

Questa mattina i militari israeliani hanno sventato un tentativo di contrabbando di decine di armi da fuoco dalla Giordania verso la Cisgiordania, arrestando due sospettati. Lo ha riferito la polizia israeliana. Prima dell'alba, agenti di polizia e militari israeliani hanno individuato "elementi che indicavano preparativi per un tentativo di contrabbando di armi nell'area di confine con la Giordania", ha riferito la polizia in un comunicato. Le forze in campo hanno organizzato appostamenti lungo il confine, riuscendo a individuare e catturare due palestinesi sulla cinquantina provenienti dalla zona di Gerico. Secondo la polizia, i due avevano con sé 34 pistole e due fucili d'assalto M-16. Il contrabbando di armi rappresenta una sfida costante per Israele lungo il suo lungo e permeabile confine orientale con la Giordania.
 

Yemen, media: "Trump ha respinto richiesta Riad di colpire Houthi"

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha esortato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in due telefonate ieri, a lanciare attacchi contro gli Houthi yemeniti mentre il gruppo avanza verso lo stretto di Bab al-Mandab. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi.
Trump ha rifiutato e i funzionari statunitensi hanno affermato che al momento Washington non ha in programma azioni militari dirette contro gli Houthi. "Gli Stati Uniti sono concentrati sulla protezione dei nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale, come garantire la liberta' di navigazione nel Mar Rosso, e al contempo danno ai nostri partner regionali la possibilita' di assumere un ruolo guida nella gestione e nella risoluzione delle sfide alla sicurezza regionale", ha dichiarato ad Axios un alto funzionario dell'amministrazione Trump. Axios sostiene che Washington avrebbe comunque fornito all'Arabia Saudita dati di intelligence e informazioni sugli obiettivi. 

Iran, Seul: "Telefonata con Araghchi su situazione di Hormuz"

I ministri degli Esteri della Corea del Sud e dell'Iran hanno discusso dello Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata. Lo ha fatto sapere Seul pochi giorni dopo aver confermato di star valutando un "contributo" alla sicurezza della via navigabile.
Il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi su richiesta di Teheran, "per discutere della recente situazione in Medio Oriente" e dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministero degli Esteri sudcoreano in un comunicato.
 

Vladimir Putin è arrivato venerdì a Nuova Delhi, secondo quanto riportato dalle agenzie russe, per partecipare al vertice dei BRICS in un contesto di forti turbolenze geopolitiche mondiali, dal conflitto in Medio Oriente alla guerra in Ucraina. Il presidente russo, in visita di tre giorni in India, è stato accolto al suo arrivo dal ministro di Stato per gli Affari esteri indiano, Kirti Vardhan Singh, secondo quanto riportato dalle agenzie Tass e Ria Novosti.

Il presidente russo Vladimir Putin viene accolto al suo arrivo alla base aerea di Palam, a Nuova Delhi, l'11 settembre 2026.

Il presidente russo Vladimir Putin viene accolto al suo arrivo alla base aerea di Palam, a Nuova Delhi, l'11 settembre 2026. (afp)

Iran, Mosca: "Stiamo mediando in 'controversia' con Emirati "

Nel contesto della complessa situazione in Medio Oriente, la Russia sta fornendo costante assistenza per la risoluzione delle controversie tra Iran ed Emirati Arabi Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
"E' evidente, naturalmente, che vi siano interessi contrastanti tra alcune nazioni dei Brics. La situazione in Medio Oriente e' complessa e ha dato origine a tali controversie", ha affermato Peskov in un'intervista alla stampa russa. Interpellato sulla possibilita' che la Russia contribuisca a risolvere le divergenze tra Iran ed Emirati Arabi Uniti nell'ambito dei Brics, Peskov ha dichiarato che "la Russia lo sta facendo costantemente, ma si tratta di controversie molto profonde".
Gli attacchi lanciati da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran, insieme alle ritorsioni iraniane contro gli Stati del Golfo, hanno avuto un profondo impatto sui Brics che si riuniscono per il vertice dei leader domani sotto la presidenza indiana. 

FT: lunedì incontro tra Iran e Stati del Golfo per promuovere un accordo sullo Stretto di Hormuz

I ministri degli Esteri del Golfo hanno in programma di incontrare il loro omologo iraniano nell’ambito di un’iniziativa promossa da Oman e Iran per ottenere il consenso su un accordo temporaneo volto a gestire il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato venerdì dal Financial Times.

L’incontro è previsto per lunedì nella città costiera omanita di Salalah, secondo quanto riportato dall’articolo, che cita due fonti informate sulla questione. Reuters tuttavia non ha potuto verificare la notizia.

Trump: "Iran sta cedendo su tutti i fronti, controlliamo lo Stretto di Trump"

 "L'Iran sta cedendo su tutti i fronti. Noi controlliamo lo Stretto di Trump". Lo ha detto Donald Trump alla convention republicana per le elezioni di metà mandato riferendosi allo Stretto di Hormuz. 

IL PUNTO - Gli Houthi conquistano lo scalo strategico di Mokha: a rischio il traffico marittimo nel Mar Rosso e la tregua in Yemen

I ribelli Houthi sostenuti dall'Iran hanno assunto il controllo della città portuale di Mokha, nodo strategico dello Yemen affacciato sul Mar Rosso. La presa dello scalo, confermata sia da fonti governative sia dagli stessi Houthi, segna il più importante avanzamento territoriale dei ribelli dalla tregua siglata nel 2022 e rischia di far precipitare nuovamente il Paese in una guerra civile su vasta scala.

La minaccia allo stretto di Bab el-Mandeb e agli equilibri energetici

Situata ad appena 80 chilometri dallo stretto di Bab el-Mandeb — arteria marittima fondamentale attraverso cui transita circa il 12% del commercio globale —, Mokha garantisce ora agli Houthi e a Teheran un punto di pressione strategico e diretto sulle rotte commerciali e petrolifere internazionali, già gravemente compromesse dalle tensioni nel vicino Stretto di Hormuz.

Gli analisti internazionali avvertono che il posizionamento delle forze Houthi lungo la costa occidentale dello Yemen e nelle aree montuose di Taiz potrebbe facilitare nuove azioni ostili, tra cui l'impiego di mine navali per ostacolare il traffico mercantile nel Mar Rosso.

Fuga di civili e la reazione internazionale

La conquista della città ha scatenato la fuga in massa dei residenti e del personale sanitario verso sud, in direzione di Aden, roccaforte del governo internazionalmente riconosciuto e sostenuto dalla coalizione a guida saudita. In risposta all'offensiva, le forze governative yemenite hanno avviato raid aerei per colpire i rinforzi Houthi a ovest di Taiz.

Sullo scenario diplomatico, l'Inviato Speciale dell'ONU per lo Yemen, Hans Grundberg, ha espresso profonda preoccupazione durante una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dichiarando che "questa nuova guerra segna la fine della relativa calma durata oltre quattro anni" e sollecitando una risposta internazionale immediata per evitare un'escalation di portata regionale.

Trump sulla guerra in Iran: "Non credo nel concetto di rimpianto, rifarei esattamente lo stesso"

Donald Trump rivendica con forza le proprie scelte militari e geopolitiche sul fronte mediorientale. In un'intervista rilasciata all'emittente Fox News, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di non avere ripensamenti sulla guerra in corso con l'Iran: "Non credo nel concetto di rimpianto". Qualcuno me lo ha chiesto: se dovessi rifarla, agirei esattamente come ho fatto".

Nonostante la fermezza mostrata ai microfoni della conduttrice Laura Ingraham nel difendere la linea dura adottata contro Teheran, lo stesso Trump ha lasciato trasparire una vena di riflessione personale, ammettendo che "ci si può sempre interrogare un minimo" di fronte a decisioni di tale portata strategica.

La rivendicazione della Casa Bianca arriva tuttavia in un momento di forte pressione politica interna.

L'apertura di un nuovo, complesso fronte di guerra contro l'Iran continua infatti a incontrare una forte resistenza da parte dell'opinione pubblica americana e, soprattutto, nell'elettorato di riferimento del movimento MAGA (Make America Great Again).

Ampie frange della base che hanno riportato Trump alla Casa Bianca lo avevano scelto proprio sulla promessa di disimpegnare le forze armate statunitensi dai teatri esteri, mettendo definitivamente fine all'era delle cosiddette "forever war" (guerre infinite). Il prolungarsi delle ostilità con Teheran rischia ora di creare una frattura tra la leadership del presidente e il suo stesso elettorato alla vigilia di scadenze politiche decisive per il Paese.

Corsa alle scorte e allarme dei generali: Vance interroga i comandi Usa sui rischi di un'escalation

Le riserve di munizioni strategiche degli Stati Uniti sono ai minimi storici, e il trasferimento di risorse verso il teatro mediorientale sta compromettendo la capacità di deterrenza di Washington nei confronti di Cina, Russia e Corea del Nord.

È il quadro emerso dai colloqui riservati tra il vicepresidente JD Vance e i vertici dei comandi militari americani. Sollecitati da Vance a fornire un resoconto dettagliato sulla tenuta dell'arsenale statunitense, i generali hanno tracciato un bilancio critico e senza filtri sulla sostenibilità dell'impegno bellico.

Al centro delle preoccupazioni dei comandi militari c'è il drastico calo delle scorte di intercettori Patriot, la colonna portante della difesa aerea e antimissile degli Stati Uniti e dei loro alleati. I prolungati ingaggi per neutralizzare le minacce aeree nel Medio Oriente hanno assorbito gran parte dei sistemi di difesa strategici, riducendo le riserve disponibili per altri scenari ad alto rischio, a partire dal Pacifico e dall'Europa orientale.

Parallelamente, i generali hanno confermato l'esaurimento dei missili tattici ATACMS (Army Tactical Missile Systems) — capaci di colpire fino a 310 km di distanza — e la parallela erosione dei nuovi PrSM (Precision Strike Missiles), destinati a sostituirli.

La franchezza dei comandanti ha evidenziato come l'impiego massiccio di munizionamento ad alta precisione stia impoverendo le riserve belliche a un ritmo superiore rispetto alle capacità industriali di rimpiazzo. Senza una rapida riconversione produttiva o un ridimensionamento del fronte mediorientale, la capacità di reazione degli Stati Uniti a un eventuale focolaio nello Stretto di Taiwan o sullo scacchiere coreano rischierebbe di risultare fortemente compromessa.

George W. Bush rompe il silenzio e premia il generale Caine: "Grazie a Dio lei è lì"

In occasione delle commemorazioni per il 25° anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001, l'ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha rotto il suo consueto riserbo pubblico per rivolgere un sentito elogio al generale Dan Caine, attuale capo dello Stato Maggiore congiunto: "Grazie a Dio lei si trova dove si trova; le siamo riconoscenti". Il tributo è arrivato durante un dialogo con l'ex segretario di Stato Condoleezza Rice, in collegamento dal Bush Presidential Center di Dallas.

Il generale Caine, ex pilota di F-16 che pattugliò i cieli di Washington all'indomani dell'11 settembre e che prestò servizio alla Casa Bianca sotto l'amministrazione Bush, si trova oggi al centro della gestione strategica del conflitto con l'Iran come principale consigliere militare del presidente Trump. Secondo le indiscrezioni riprese da The Hill, Caine avrebbe espresso forti perplessità sull'escalation militare, avvertendo la Casa Bianca dei rischi legati alla scarsità di munizioni critiche e alla mancanza di sostegno da parte degli alleati, spingendo per una rapida conclusione delle ostilità al fine di evitare conseguenze controproducenti per gli Stati Uniti.

Netanyahu: "E' vero quello che dice Trump che l'Iran sta riprovando a dotarsi di armi nucleari"

"Ve lo prometto qui, al Muro del  Pianto, prima di Rosh Hashanah: finché sarò Primo Ministro, l'Iran non avrà armi nucleari". Ad affermarlo è stato il premier israeliano  Benjamin Netanyahu. "Il presidente Trump - ha dichiarato - ha  annunciato questa sera che l'Iran sta cercando di ridotarsi di armi  nucleari. È vero. Dopo che abbiamo distrutto la loro capacità  immediata di produrre bombe nucleari, ci stanno riprovando".      

 "Allo stesso tempo - ha aggiunto - stiamo colpendo l'asse iraniano,  non solo nella Striscia di Gaza, dove è molto difficile, ma anche in  Libano. Abbiamo distrutto la catena montuosa di Bofor e ora ci stiamo  occupando della collina strategica di Al-Tahir".

Benjamin Netanyahu su Clash Report

Benjamin Netanyahu su Clash Report (X)

Yemen: gli Houthi hanno conquistato l'isola di Zuqar a sud del Mar Rosso

Secondo una fonte militare yemenita, oltre a Mocha gli Houthi hanno conquistato l'isola di Zuqar, a sud del Mar Rosso, “dopo attacchi missilistici e un assalto terrestre condotto con l'ausilio di imbarcazioni che trasportavano combattenti”.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto le forze ribelli entrare a Mocha, a 70 chilometri a nord dello stretto di Bab El Mendeb, scandendo Morte all'America, morte a Israele.

Esplosioni sull'isola di Qeshm e Sirik. Lo riportano i media statali iraniani

Esplosioni sull'isola di Qeshm  e Sirik. Lo riportano i media statali iraniani

Stretto di Hormuz e l'sola di Qeshm

Stretto di Hormuz e l'sola di Qeshm (@BeamTracker_)

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