Trump minaccia di bombardare l’Oman, ’non si metta in mezzo su Hormuz’ - Medio Oriente - Ansa.it

2026/08/17

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Con il crollo ufficiale di una tregua già precaria con l'Iran, Donald Trump non è riuscito a nascondere la frustrazione per un conflitto che lui stesso ha scatenato ma che non riesce a concludere. In un'intervista a Fox News, il presidente americano si è scagliato contro un alleato degli Stati Uniti, l'Oman, che da settimane sta tentando di mediare i negoziati con Teheran: "Se si mette di mezzo li bombarderemo fino a distruggerli", ha minacciato il tycoon, mentre poco prima l'Iran aveva annunciato di aver di fatto chiuso l'accordo con Muscat su Hormuz.


    É stato Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, a dichiarare che "un accordo in merito alla mappa del percorso di transito nello stretto è stato raggiunto".
    Il funzionario non ha fornito ulteriori dettagli, ma stando a precedenti indiscrezioni in base all'intesa Hormuz riaprirebbe, e alle navi sarebbe consentito di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire in prossimità dell'Oman. Baghaei ha anche precisato che devono ancora essere definiti gli ultimi dettagli prima che possa essere pubblicata una dichiarazione congiunta. É la seconda volta quest'anno che Trump minaccia Muscat. Quando a maggio era emerso che l'Oman aveva discusso una collaborazione con l'Iran per imporre tariffe alle navi in transito nello stretto, il tycoon aveva reagito con veemenza.

 
    "L'Oman si comporterà esattamente come tutti gli altri, altrimenti dovremo farli saltare in aria", aveva avvertito allora. "Lo capiscono. Andrà tutto bene".
    Le ostilità hanno ormai superato la soglia dei sei mesi in un conflitto iniziato a febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran. All'epoca, i funzionari dell'amministrazione avevano assicurato che la guerra si sarebbe conclusa nel giro di quattro-sei settimane. A giugno, le due parti hanno concordato un memorandum d'intesa, ma l'accordo è rapidamente naufragato a causa di divergenze sulla sua formulazione. Sia Trump che i leader iraniani hanno dichiarato che l'intesa è ormai da considerarsi sostanzialmente morta. Con la scadenza del cessate il fuoco, il presidente americano e il suo team hanno promesso di imporre sanzioni durissime contro Teheran nel corso della settimana e il segretario alla difesa Pete Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti sono in grado di mantenere il blocco navale a tempo indeterminato. Un'ammissione implicita che Washington non vede una fine della guerra nell'immediato.
    Il commander-in-chief, nell'intervista a Fox, ha anche confermato di avere un canale di comunicazione diretto e riservato con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
    Ma un portavoce dei pasdaran ha nettamente smentito. "Non sono in corso colloqui tra funzionari dell'IRGC e gli americani", ha detto all'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale Tasnim News.
    "E' una bugia di Trump, frutto di mere fantasie, scaturite dai deliri e dagli incubi che lo tormentano a seguito della sconfitta e della disperazione vissute nel conflitto". Intanto droni lanciati dall'Iran hanno preso di mira l'ufficio del premier del Kurdistan in Iraq, Masrour Barzani. Proprio quest'ultimo - secondo quanto trapelato nei giorni scorsi - starebbe facendo da mediatore tra l'amministrazione Trump e i Pasdaran.
    The Donald ha infine ripetuto di non avere fretta di porre fine al conflitto. "Sono bravi giocatori di poker, ma sono allo stremo. Non ho scadenze".
   

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