Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe lasciato in segreto l’Air Force One dopo il vertice NATO di Ankara, venendo trasferito su un altro aereo militare attraverso un’operazione diversiva. La misura sarebbe stata adottata per proteggerlo da una possibile minaccia legata a gruppi filo-iraniani.
L'operazione segreta per trasferire Trump dall'Air Force One
Per lasciare l’Air Force One senza attirare l’attenzione, il presidente americano sarebbe stato trasferito in modo riservato a bordo di un mezzo utilizzato per il servizio di catering dell’aeroporto. L’operazione sarebbe avvenuta prima della partenza da Ankara, nell’ambito di una complessa strategia di sicurezza.
Il Washington Post è stato il primo a riportare la notizia dell'operazione segreta. Secondo il quotidiano statunitense, lo scorso 8 luglio, al termine del vertice dell’Alleanza Atlantica tenutosi nella capitale turca, Donald Trump avrebbe lasciato segretamente l’aereo presidenziale mentre si trovava ancora sulla pista. Da lì sarebbe stato accompagnato verso un altro velivolo militare, mentre l’Air Force One proseguiva il viaggio come parte di un piano diversivo. La misura sarebbe stata adottata per proteggere il presidente americano da una possibile minaccia legata a gruppi filo-iraniani.
Il vertice NATO si è svolto ad Ankara il 7 e l'8 luglio 2026 ed è stato il 36esimo vertice dell’Alleanza. Vi hanno partecipato i capi di stato e di governo dei paesi membri, incluso Trump, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan come padrone di casa.
Trump era arrivato in Turchia a bordo del nuovo Boeing 747-8 donato dal Qatar ma aveva annunciato che per il viaggio di ritorno avrebbe utilizzato il vecchio Air Force One. Trump aveva definito la decisione come dettata dalla "nostalgia dei vecchi tempi" in un post pubblicato su Truth Social.
Secondo quanto riferito, Trump è salito sull’Air Force One sotto gli occhi dei giornalisti, salvo poi lasciare poco dopo l’aereo in modo riservato.
Il presidente statunitense sarebbe entrato in uno dei container destinati al trasporto delle merci, per poi essere trasferito su un velivolo più piccolo dell’aeronautica militare statunitense. Le immagini dell’operazione mostrano un mezzo utilizzato per il catering aeroportuale mentre si allontana dall’Air Force One. Secondo le ricostruzioni, Trump si trovava al suo interno.
Il viaggio dell'Air Force One
I giornalisti e alcuni membri dello staff della Casa Bianca, invece, sarebbero rimasti a bordo dell’Air Force One, apparentemente ignari del cambio di programma. Secondo quanto riferito, tra le persone presenti sull’aereo figuravano il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il consigliere per la sicurezza interna degli Stati Uniti Stephen Miller e il direttore della comunicazione della Casa Bianca Steven Cheung.
La notizia ha portato ad una serie di domande e polemiche.
Riguardo alla decisione, il presidente americano ha affermato che non dipendeva da lui.
"Dipende solo dai servizi segreti", ha affermato Trump al ritorno da un suo viaggio in Ohio.

Mi limito a seguire le loro indicazioni. Quindi mi affido ai servizi segreti e ai militari. Volevano che prendessi un volo diverso, un aereo diverso, con le stesse misure di sicurezza, ma volevano che lo facessi. E così ho fatto.
Trump: "Ricevo molte minacce"
Interrogato sul perché i servizi segreti lo avessero trasferito su un altro aereo, "ricevo molte minacce", ha aggiunto il presidente americano.

Devo solo fare quello che mi dicono... Loro puntano alla sicurezza e io devo fare quello che mi dicono.
Interrogato sul motivo per cui fosse considerato troppo rischioso per Trump viaggiare a bordo dell'Air Force One, mentre non lo fosse per evacuare i giornalisti, il leader americano ha affermato che l’aereo segreto presentasse in realtà un "rischio maggiore".

Penso che in realtà l'aereo su cui ho viaggiato fosse a maggior rischio... Perché credo che quello sarebbe l'aereo che avrebbero scelto più probabilmente di attaccare.
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