Washington, 24 settembre 2026 – L’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump avviene senza immagini in diretta: al momento del vertice, nonostante la sentenza di un giudice, Cnn e Msnow rimangono escluse dal pool stampa della Casa Bianca, e quindi anche le altre emittenti rifiutano di filmare. Ci sono le foto, però, che raccontano tutta la pompa di una visita di stato à la Trump: la parata militare, il menu “con sottili influenze cinesi”, lo champagne del viaggio di Nixon a Pechino nel 1972, un’occhiata alle migliorie dell’edificio volute dal presidente costruttore…
Al di là delle dichiarazioni programmatiche (“amicizia e cooperazione”, secondo il leader cinese che invierà anche due panda allo zoo di Atlanta, “un’amicizia veramente grande”, secondo Trump) il vertice lascia sul tavolo diverse questioni irrisolte. Dazi americani rinviati per altri due mesi, sì, ma niente di nuovo riguardo a Taiwan o all’Iran. E soprattutto, rimane aperto il tema della corsa all’intelligenza artificiale.
Usa in vantaggio sull’IA. E la Cina?
Il terreno comune al momento è limitato a un "telefono rosso” tra Stati Uniti e Cina per gli incidenti legati all’Ai che potrebbero avere conseguenze rilevanti per la sicurezza. Per il resto, le prospettive sono essenzialmente opposte. Da una parte l’America di Trump, al momento in netto vantaggio nella corsa all’Ai: i modelli più utilizzati al mondo sono quelli di Anthropic, OpenAI, Google e Microsoft, tutte imprese americane. E soprattutto sono americani i chip di Nvidia, indispensabili per sviluppare i modelli di frontiera: sono prodotti a Taiwan, ma la decisione di come distribuire un’offerta limitata, di fronte a una domanda in apparenza insaziabile, è presa in California.
Trump non è minimamente intenzionato a rallentare e rischiare di perdere il vantaggio: ha detto chiaramente no a qualsiasi vincolo o controllo sullo sviluppo dei nuovi modelli, nonostante le preoccupazioni espresse perfino dai Ceo di Anthropic e OpenAI.
Dall’altra, la Cina. Xi Jinping dice che “sia la Cina che gli Stati Uniti” sono i leader del settore, e osserva che entrambe le nazioni dovranno governare l’Ai come “una maniera di promuovere la pace per decenni”. Nel frattempo, l’industria tech cinese concentra i suoi sforzi in due direzioni, entrambe preoccupanti per gli americani: i modelli open source e l’integrazione verticale.

Il benvenuto organizzato dalla Casa Bianca per l’arrivo di Xi Jinping
DeepSeek, Alibaba e la “distillazione”
I modelli open source, sviluppati da DeepSeek e Alibaba, costano molto meno, sia nella fase di sviluppo che in quella di uso, e possono sottrarre quote di mercato ai costosissimi modelli americani. Anche perché hanno "saltato” diverse tappe di sviluppo, utilizzando gli stessi modelli americani con un processo chiamato “distillazione”.
Si tratta di una tecnica di compressione e addestramento: un modello più piccolo ed efficiente (detto “studente”) viene istruito per replicare il comportamento, la logica e le capacità di un modello gigante e altamente performante (detto “insegnante”). Saltare la complessa fase di ricerca per tentativi ed errori rende l’allievo capace quasi quanto il maestro.
Chip cinesi al posto delle Gpu di Nvidia?
Le imprese americane, Anthropic e OpenAI in testa, gridano al furto di proprietà intellettuale; ma sono le stesse che hanno allenato i loro modelli su proprietà intellettuale altrui, in larghissima parte senza mai pagarla. Quanto all’integrazione verticale, l’idea è riuscire a utilizzare chip cinesi, più abbondanti ed economici, invece delle preziose Gpu di Nvidia. Ma se Nvidia e i suoi clienti perdessero forza, svanirebbero in fretta gli ultimi anni di crescita in borsa: rimarrebbe un’economia americana in grave affanno.

La folla di giornalisti davanti alal Casa Bianca durante l'incontro tra i presidenti di Usa e Cina
La Cina si prepara al sorpasso
La chiave di lettura è il quindicesimo piano quinquennale cinese, da quest’anno al 2030. L’obiettivo è la "leadership” nelle dinamiche di governance economica mondiale, compreso un riferimento esplicito alle regole dell’intelligenza artificiale. Insomma, la Cina non soltanto non ha intenzione di rimanere indietro rispetto all’Occidente, ma si prepara al sorpasso. E lo dichiara. Poco spazio, quindi, perché Trump e Xi trovino una convergenza.
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