Le guerre in Medio Oriente
L'Iran: "Nessun accordo, Hormuz resta chiuso". Trump: "Attacchi annullati su richiesta dei Paesi del Golfo". Bombe israeliane su Gaza, in 24 ore almeno 13 morti di cui 4 bambini
Trump: "Stop attacchi su richiesta Arabia, Qatar, Emirati e Teheran"
Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato di aver deciso di fermare i nuovi attacchi contro l'Iran su sollecitazione degli alleati del Golfo come Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e della stessa Repubblica Islamica. Lo riportano i media statunitensi. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha spiegato che era previsto l'attacco "più grande" dai tempi della "Seconda Guerra Mondiale". Tuttavia, ha deciso di accantonare il piano e di dare più tempo alla diplomazia, dopo aver ascoltato i principali leader del Golfo, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e su richiesta di non meglio precisati funzionari iraniani. "Ho chiesto al principe ereditario: 'Cosa preferireste? Preferireste che lo facessimo o no?'", ha raccontato Trump. "Mi hanno risposto che avrebbero di gran lunga preferito un accordo a un attacco, perché non si sa dove possano portare questi attacchi", ha aggiunto il presidente americano.
Gb, esplosione vicino petroliera a largo Oman, nessuna vittima
L'agenzia britannica per il trasporto marittimo (Ukmto) riferisce di aver ricevuto, nella notte, la segnalazione di un'esplosione vicino a una petroliera a 20 miglia nautiche a nord-est di Khasab, a largo dell'Oman. Il comandante - si legge nel post condiviso su X dall'Ukmto - riferito di aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave, aggiungendo che la petroliera non ha subito danni e che non si registrano vittime tra le persone a bordo.
Trump: "Negoziati con Teheran riprenderanno oggi"
Dopo aver annunciato di aver fermato un attacco "massiccio" contro l'Iran, il presidente americano, Donald Trump, ha riferito che i negoziati con Teheran riprenderanno oggi. Lo riporta la Cnn. "Conoscevano la portata dell'attacco perché lo hanno visto prendere forma. Ora stiamo parlando con loro sotto forma di negoziazione. Inizierà domani pomeriggio e vedremo", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, dopo un fine settimana trascorso al suo golf club di Bedminster, nel New Jersey. "C'è un accordo su Hormuz, e poi ci sarà un accordo sulla denuclearizzazione dell'Iran", ha affermato ancora il presidente americano.
Asia, prezzi del petrolio in calo di oltre il 4%
I prezzi del petrolio sono calati dopo l'annuncio di nuovi negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente e riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre lo yen ha continuato a rafforzarsi in seguito all'intervento congiunto di Tokyo e Washington sul mercato valutario. Il prezzo del Brent del Mare del Nord con consegna a settembre, benchmark globale, viaggia in calo del 4,56% a 83,92 dollari al barile. Il suo equivalente statunitense, il West Texas Intermediate, è sceso del 4,75% a 80,66 dollari al barile.
Trump: "Su Hormuz c'è un accordo, sul nucleare ci sarà"
Con l'Iran c'è "un accordo su Hormuz" e "ci sarà un patto sulla denuclearizzazione".
Il presidente americano Donald Trump, parlando sull'Air Force One di ritorno alla Casa Bianca dopo aver speso gran parte del weekend nel New Jersey al suo campo da golf, ha detto che sono "in corso discussioni" con Teheran nell'ambito di un negoziato: "Si comincia domani pomeriggio".
Trump: "I Paesi del Golfo mi hanno dissuaso da un attacco massiccio all'Iran"
Il presidente americano Donald Trump dice che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un "attacco massiccio" contro Teheran.
Parlando sull'Air Force One, Trump ha detto che Teheran sapeva che l'attacco degli Stati Uniti in cantiere "sarebbe stato il più grande dalla seconda guerra mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile". Lo scopo "non è uccidere, ma avere un accordo".
Le forze israeliane hanno dato fuoco ad alcune case nel Libano meridionale
Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), le forze israeliane hanno incendiato delle case nella zona di al-Mashaa, situata tra le città di al-Mansouri e Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi israeliani sono proseguiti anche oggi: la Nna ha riferito in precedenza che cinque soldati dell'esercito libanese hanno riportato ferite lievi durante un attacco a Bint Jbeil, nel governatorato di Nabatieh, nel Libano meridionale
La Corte di Gerusalemme blocca la "prigione degli alligatori" di Ben Gvir
Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha emesso oggi un'ordinanza che blocca il piano del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir di utilizzare coccodrilli attorno al carcere di Ketziot dove sono detenuti prigionieri palestinesi.
La corte si è espressa in seguito a una petizione presentata nelle scorse settimane dall'Ong per la protezione degli animali 'Let the animals live'. ''I coccodrilli non sono armi, né strumenti punitivi o per campagne politiche. L'ordinanza in questa fase impedisce la creazione di fatti irreversibili, causare gravi sofferenze per gli animali e lo spreco di milioni di shekel'', ha commentato la Ong.
Mappa Stretto di Hormuz - 21 luglio 2026 (Rainews.it - Interactive Storytelling)
Raid israeliani sulla Striscia di Gaza, 13 morti
Nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 13 persone, secondo quanto riportato dalla Protezione civile, pochi giorni dopo l'annuncio di un accordo sul disarmo di Hamas e sul ritiro israeliano dal territorio palestinese.
Secondo il testo dell'accordo raggiunto dal Board of Peace promosso dal presidente statunitense Donald Trump, che lo ha annunciato per primo giovedi', Israele e Hamas dovranno cessare le loro operazioni militari. L'accordo prevede anche "un graduale ritiro delle Forze israeliane dalle aree ancora sotto il loro controllo a Gaza", nonchè lo "smantellamento dei gruppi armati", tra cui Hamas. Mentre Hamas ha confermato l'accordo, Israele non ha ancora reagito ufficialmente. I raid aerei e i bombardamenti israeliani, proseguiti nella notte tra sabato e domenica, hanno colpito diversi edifici residenziali e ucciso otto persone, secondo la Protezione Civile, che ha poi segnalato altre cinque vittime nel corso della giornata.
Distruzioni a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, il 31 luglio 2026 (AFP)
Media Teheran: nessun accordo su riapertura Hormuz
Non c'è alcun accordo tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello stretto di Hormuz, scrive l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte vicina ai negoziati.
"Le notizie pubblicate in merito sono false. Fino a quando continueranno le azioni ostili degli Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso e il passaggio delle imbarcazioni sarà possibile soltanto attraverso la rotta annunciata e con l'autorizzazione della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)", ha chiarito una fonte militare.
Media israeliani: "Intesa su rotte diverse per entrata/uscita Hormuz"
Si baserebbe su una salomonica divisione delle rotte l'accordo su Hormuz che l'Iran avrebbe accettato e che ha contribuito a far desistere il presidente americano Donald Trump da un nuovo attacco. Così dice l'emittente israeliana Canale 12.
L'intesa, sempre secondo la tv, prevederebbe che le navi in entrata nel Golfo Persico passino per la rotta iraniana, mentre quelle in uscita passino nelle acque territoriali dell'Oman. La proposta risulta accettata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aracgchi, ma continuano i negoziati con i mediatori del Qatar per garantire che anche i Pasdaran la sostengano, visto che è la Marina dei Guardiani della rivoluzione a controllare lo Stretto.
Teheran: "Gli Usa annullano attacco per mancanza di mezzi"
Per l'Iran, se Donald Trump ha annunciato la marcia indietro su una nuova offensiva e' solo perche' non ha piu' mezzi sufficienti. "Dopo aver lanciato minacce per tre volte, alla fine avete deciso di annullare il vostro attacco! Sia noi sia voi sappiamo perfettamente che il motivo" e' "l'esaurimento dei vostri sistemi di difesa aerea e delle vostre attrezzature operative nella regione", ha scritto su X Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. "Non avreste dovuto mettervi contro di noi", ha aggiunto.
Il punto del mattino
Annullato l'attacco all'Iran. La nuova massiccia ondata di raid contro Teheran era attesa proprio nel weekend ma, a sorpresa, Donald Trump annuncia di aver acconsentito a fermare la nuova offensiva, a patto che si raggiunga subito un accordo. E' di poco prima la notizia, rivelata da Axios, di un colloquio con il principe ereditario saudita, nel quale Mohammed bin Salman esprime al presidente Usa la preoccupazione per gli annunciati piani di colpire obiettivi energetici iraniani, in risposta all'attacco missilistico iraniano contro una base statunitense in Giordania e alle continue interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. A cui aveva fatto seguito la minaccia di Teheran di una rappresaglia contro impianti energetici e infrastrutture in Israele e nei Paesi del Golfo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva messo in guardia il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan contro qualsiasi "azione avventuristica da parte dell'esercito statunitense". Assume quindi particolare rilevanza la tempistica della telefonata in cui il principe ereditario saudita esprime "preoccupazione" e chiede "chiarimenti sul piano d'azione". Non solo, Mohammed bin Salman avrebbe anche esortato Trump a ridurre la tensione. Sempre secondo Axios, anche altre potenze regionali, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Pakistan, stavano esercitando pressioni su Stati Uniti e Iran. Il sito americano ha rivelato che sabato i mediatori del Qatar hanno avuto colloqui separati con Araghchi, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e funzionari omaniti nel tentativo di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, colloqui in cui si sarebbero registrati dei progressi. A cui fa indirettamente riferimento lo stesso Trump nel post su Truth in cui annuncia di aver "acconsentito, per il bene futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un'Iran prospero e di successo, a annullare l'attacco" - nonostante "gli Stati Uniti" fossero "pronti all'azione" - ma "a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo". Il presidente Usa spiega infatti che "l'Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco", "poiché sono stati concordati i termini generali di un accordo: ciò comporterebbe l'apertura immediata, completa e totale dello stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana".
Gaza, 8 morti in attacchi notturni: Hamas accetta il piano Trump, ma Israele frena
Nuovi raid aerei israeliani hanno colpito diversi edifici residenziali a Gaza durante la notte, provocando almeno otto vittime, secondo quanto riferito dalla protezione civile locale.
Gli attacchi giungono mentre si registrano importanti sviluppi sul fronte diplomatico: Hamas ha dichiarato di aver accettato il piano sostenuto dal presidente USA Donald Trump, che prevede il graduale ritiro delle forze israeliane e la consegna delle armi. Tuttavia, Tel Aviv non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali e una fonte politica ha precisato che "non ci sarà alcun ritiro" senza l'effettivo e completo disarmo del gruppo militante.
A Gaza migliaia di madri in difficoltà ad allattare per malnutrizione
A oltre dieci mesi dall'entrata in vigore dell'accordo di cessate il fuoco, migliaia di madri palestinesi nella Striscia di Gaza continuano a incontrare gravi difficoltà nell'allattamento dei propri figli a causa delle restrizioni all'ingresso di aiuti umanitari e ai beni commerciali. Lo denuncia oggi Save the Children, in occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno che si celebra ogni anno dal 1° al 7 agosto. L'organizzazione e i suoi partner locali segnalano livelli elevati di malnutrizione tra le donne in gravidanza e in allattamento, con una situazione particolarmente critica nel nord della Striscia. Alcune madri, che non possono alimentarsi in modo adeguato, sono costrette a nutrire i bambini con acqua mescolata a ceci macinati o tahina, mentre altre interrompono l'allattamento prima del previsto a causa delle difficoltà incontrate e della mancanza di sostegno. In un comunicato l'organizzazione ricorda che, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato lo scorso aprile, almeno il 13% delle donne con neonati a Gaza soffre di problemi legati all'allattamento. Le operazioni militari in corso, l'insicurezza alimentare, gli sfollamenti ripetuti, le precarie condizioni di vita e il limitato accesso ai servizi sanitari stanno compromettendo la possibilità di iniziare e portare avanti l'allattamento. I dati Onu di luglio 2026 mostrano che, su quasi 29.000 donne incinte e in allattamento sottoposte a screening per la malnutrizione, oltre 20.000, pari a circa due terzi del totale, hanno bisogno di programmi alimentari supplementari specifici. Anche l'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), il principale sistema internazionale di monitoraggio della fame, stima che circa 24.600 donne in gravidanza o in allattamento avranno bisogno di assistenza nutrizionale urgente fino ad aprile 2027. Molte di queste difficoltà potrebbero essere mitigate attraverso un supporto professionale tempestivo e qualificato all'allattamento, ha sottolineato Save the Children. Tuttavia, l'accesso a operatori specializzati resta fortemente limitato in tutta Gaza.Parallelamente, la persistente insufficienza di fondi obbliga le organizzazioni umanitarie a ridimensionare interventi essenziali per la sopravvivenza, dalla nutrizione alla salute materna, dal supporto all'allattamento agli aiuti in denaro, mentre la crisi continua ad aggravarsi.
>> Home