TREVISO - Era stato raggiunto telefonicamente da un sedicente “maresciallo dei carabinieri” che, con il pretesto di un presunto attacco al suo conto corrente, lo aveva informato che i suoi risparmi sarebbero stati messi a rischio a causa di un inesistente dipendente infedele della banca.
Con questa falsa motivazione, il truffatore era riuscito a convincere un 68enne a recarsi presso il proprio istituto di credito per trasferire il denaro su un altrettanto inesistente conto “sicuro”. Per rendere ancora più credibile il raggiro e impedire che la vittima si confrontasse con qualcuno, il truffatore gli aveva inoltre intimato di non riferire nulla al personale della banca, sostenendo che la riservatezza fosse necessaria per non compromettere le fantomatiche indagini in corso.
A insospettirsi è stata la figlia dell’uomo, che non riusciva a mettersi in contatto con il padre, rimasto per lungo tempo al telefono con il sedicente militare. Informata dai familiari di quanto stava accadendo, la donna ha intuito il tentativo di truffa e ha immediatamente chiamato il 112.
La centrale operativa dei carabinieri di Treviso ha ricostruito in tempi rapidi gli spostamenti del 68enne, riuscendo a individuare la filiale bancaria presso la quale l’uomo si era recato. I militari hanno quindi contattato il direttore dell’istituto di credito, chiedendo di bloccare qualsiasi operazione di trasferimento.
Il provvidenziale intervento ha consentito di fermare il bonifico proprio mentre l’uomo lo stava effettuando allo sportello, prima che l’operazione fosse definitivamente inoltrata. I risparmi della vittima sono stati così messi in salvo.
L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione sull’importanza di segnalare tempestivamente al 112 qualsiasi richiesta sospetta di denaro, soprattutto quando a formularla sono persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine.
Carabinieri e altre forze di polizia non chiedono mai ai cittadini di effettuare bonifici, consegnare denaro o preziosi per esigenze investigative. Di fronte a richieste di questo tipo, è fondamentale interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112, senza seguire le indicazioni impartite dal presunto interlocutore.
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