Trovato il “cecchino” di Prati, si è presentato spontaneamente in caserma: si indaga su (almeno) altri 4 casi, Cristina Stillitano operata

2026/09/17

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È stato individuato il presunto responsabile del ferimento di Cristina Stillitano, la donna colpita a un braccio da un piombino sparato in via della Giuliana, nel quartiere Prati a due passi dal Vaticano. L'uomo si trova nella caserma dei carabinieri San Pietro, accompagnato dal suo avvocato. Gli investigatori sono riusciti a risalire a lui attraverso i registri di un'armeria, dove avrebbe acquistato una carabina all'inizio del mese di settembre. Inizialmente irreperibile, l'uomo si è poi presentato spontaneamente in caserma.

Le condizioni della vittima e i precedenti 

Cristina Stillitano, sottoposta a intervento chirurgico dopo essere stata raggiunta da un proiettile metallico, sta bene.

Le indagini coordinate dalla Procura di Roma confermano tuttavia che quello di lunedì 14 settembre 2026 rappresenterebbe soltanto l'ultimo di una serie di episodi analoghi. All'attenzione delle forze dell'ordine figurano almeno quattro casi, avvenuti tutti nello stesso tratto di via della Giuliana.

Le denunce e le testimonianze

Il quadro investigativo si è arricchito grazie alle denunce presentate nei giorni scorsi. Angela Perrone, una commercialista della zona, ha raccontato ai carabinieri di aver avvertito uno spostamento d'aria all'altezza della cinta e un dolore al polpaccio, riportando un livido di striscio. Inizialmente aveva archiviato l'episodio come una bravata, salvo poi rivolgersi alle autorità dopo aver appreso del ferimento di Stillitano. Altre testimonianze chiave includono quelle dei titolari di un ristorante locale, che hanno riferito di due turiste spagnole fuggite urlanti dopo aver avvertito un colpo, oltre alla segnalazione di un uomo che ha udito colpi ad aria compressa disperdersi tra le fronde di un albero.

Gli accertamenti tecnici dei Ris e la pista

La sezione balistica dei Ris ha effettuato rilievi e una ricostruzione in 3D della scena del crimine per stabilire l'esatta traiettoria del proiettile.

Gli elementi raccolti escludono che i colpi siano partiti da distanza ravvicinata o da auto in corsa: l'ipotesi privilegiata vede il tiratore appostato nel palazzo di fronte al marciapiede delle vittime, tesi avvalorata anche dall'analisi del piombino metallico estratto dal braccio di Stillitano, compatibile con un fucile ad aria compressa a lunga gittata.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 16 settembre 2026, 21:06

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