Trovati in Romania i due trattori rubati a un’azienda agricola nel 2023: tornano a casa grazie ad un lavoro di squadra tutto al femminile

2026/08/01

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CASARSA (PORDENONE) - Stanno finalmente tornando a casa i due grandi trattori che erano stati rubati nel casarsese nel novembre del 2023. Rispunta così il sorriso sul volto di Antonella Bertolin dell'azienda agricola Bagnarol Mauro e C. di San Giovanni. «Quando le donne fanno squadra non le batte nessuno» sostiene Bertolin nel rivolgere un ringraziamento alla consigliera regionale Lucia Buna. «Senza di lei - spiega - saremmo probabilmente ancora qui ad aspettare di riavere indietro i nostri mezzi». Buna ha messo in moto quella che si è rivelata essere una macchina virtuosa e al femminile, che include anche la consigliera comunale di Prata Gabriela Bulai e la console rumena a Trieste, la dottoressa Adina Lovin.


L’episodio


La notte del 22 novembre del 2023 ignoti sottraggono dall'azienda casarsese due trattori praticamente nuovi, «acquistati a distanza di un anno uno dall'altro, anche con l'aiuto di Industria 4.0 e in leasing» ricorda Bertolin. Il valore complessivo è di 300mila euro. Il colpo è di quelli che possono mettere in ginocchio un'azienda. «Noi facciamo anche attività per conto terzi e dunque quei mezzi erano per noi essenziali - continua l’imprenditrice -, senza contare il valore economico e il fatto che abbiamo dovuto ricomprarne altri due». I ladri tolgono quasi subito il Gps del mezzo più vecchio, ma il più recente è molto sofisticato e continua a fare il suo lavoro. «Qualche giorno dopo l'applicazione ci invia la posizione, vediamo che da qui sono andati a San Giorgio di Nogaro e da lì poi espatriati - racconta Antonella - Li ritroviamo nel sud della Romania, in un'area dove nemmeno la Polizia locale si reca volentieri. Ai mezzi limano subito i numeri dei telai, evidentemente per rivenderli». 


Le difficoltà


Individuati e bloccati dalle autorità rumene, inizia il calvario procedurale. «Dobbiamo dimostrare che sono i nostri trattori, anche senza numero di telaio - ricorda Antonella -. Per fortuna la casa produttrice, la Fendt, è in grado di farlo leggendo elettronicamente i mezzi». Tutto fatto? Magari. «Un anno fa - continua - l'iter si blocca. Nel frattempo noi qui siamo costretti a continuare a pagare il leasing per i due mezzi nuovi». Antonella bussa a tante porte ma «ad un certo punto la sensazione è stata di essere rimasti soli». 


La svolta


Poi una sera incontra per caso la consigliera Lucia Buna, le racconta tutto e lei si offre di cercare una soluzione. Dal suo impegno parte la riscossa. Tira in ballo Bulai che conosce la lingua, e via dalla console rumena a Trieste. «Adina Lovin ci consiglia di prendere un avvocato con studio in Romania - raccontano le donne - e così facciamo». Buna non molla e finalmente arriva la bella notizia: «Possiamo andare a ritirare i mezzi, solo che trovare chi accetti di recarsi in quella zona si rivela difficile. Alla fine ce la facciamo con un giovane di Castelfranco che prima di partire ha problemi con il suo camion: andiamo noi ad assisterlo in piena notte a Latisana». Costo del rientro, 5mila euro, che si sommano ai circa 20mila sborsati in avvocati e pratiche in due anni abbondanti. Colpo di scena finale: «In Serbia all'autotrasportatore rubano tutto, telefono e documenti, ma il rientro è salvo, per fortuna». Soddisfatta Buna: «Questo risultato dimostra come la collaborazione istituzionale transfrontaliera e il dialogo costante possano superare anche gli ostacoli burocratici più complessi. Vedere questi trattori ritornare a Mauro Bagnarol e Antonella Bertolin, dopo una situazione che sembrava ormai irrimediabilmente compromessa, rappresenta una vittoria per la giustizia e per la tutela delle nostre aziende agricole». Buna non manca di ringraziare le altre protagoniste dell'impresa. 
Stamattina saranno tutti fuori in azienda ad attendere il ritorno a casa dei due trattori e con essi la fine di un'odissea che solo la caparbietà femminile ha saputo vincere, ovviamente ritorno festeggiato con il prosecco Bagnarol che produce il cugino dell'imprenditore casarsese. E i ladri? «Non ne abbiamo saputo più nulla», conclude Antonella, ma ormai importa poco. 

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