Trovare casa è un rebus: “Gli affitti? Troppo alti per i giovani medici: così è dura avere rinforzi”

2026/07/28

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L’ex Inail, tra qualche anno, ospiterà professionisti sanitari a prezzi modici. L’Ordine conferma il problema: "Incide molto anche sugli organici".

L’ex Inail, tra qualche anno, ospiterà professionisti sanitari a prezzi modici. L’Ordine conferma il problema: "Incide molto anche sugli organici".

L’ex Inail, tra qualche anno, ospiterà professionisti sanitari a prezzi modici. L’Ordine conferma il problema: "Incide molto anche sugli organici".

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L’ex Inail di piazzale della Vittoria è tra i cinque immobili individuati da Invimit, la società di gestione del risparmio controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dove realizzare una residenza a canone calmierato destinata al personale sanitario. Forlì è una delle cinque città coinvolte nella sperimentazione nazionale, che prevede complessivamente circa 400 alloggi e mille posti letto. L’iniziativa nasce per rispondere alle crescenti difficoltà che gli operatori incontrano nel trovare una casa a prezzi sostenibili.

Michele Gaudio (foto), lei è presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Forlì-Cesena: quanto pesa oggi il problema della casa per chi lavora nella sanità? "È un problema ormai conosciuto e non riguarda soltanto Forlì. Se ne discute da tempo e alcune realtà hanno già individuato delle risposte. Il Veneto, ad esempio, ha approvato una legge regionale dedicata all’housing, mentre in Emilia-Romagna ci sono già state esperienze come quelle di Modena e Sassuolo. Il nodo è che gli stipendi degli operatori sanitari sono fermi da anni e, soprattutto nelle aree del Nord, non sono più compatibili con il costo della vita e degli affitti, in alcune città superano anche i mille euro al mese. Per i giovani professionisti non è sostenibile".

Quanto incide questo aspetto sulla carenza di personale? "Molto. Abbiamo enormi difficoltà a reperire medici e infermieri. Se chi arriva si trova anche davanti al problema di trovare una casa a prezzi sostenibili, è naturale che scelga altre destinazioni, magari aree periferiche o regioni del Sud, dove il costo della vita è più contenuto. Ecco perché offrire un alloggio a canone calmierato significa anche rendere più attrattivo un territorio: permette innanzitutto di dare una risposta immediata a chi viene assunto. È anche un modo per compensare, almeno in parte, il divario tra gli stipendi attuali e gli affitti".

A Forlì si aggiunge anche la presenza del corso di laurea in Medicina... "È un elemento da tenere presente. Il corso è una grande risorsa per la città, ma aumenta inevitabilmente anche la domanda di alloggi. Più studenti significa minore disponibilità di appartamenti per gli operatori e canoni che tendono a salire".

Il progetto all’Inail può essere un punto di partenza per migliorare la situazione in città? "Assolutamente sì. Non conosco nel dettaglio il progetto e non so se il numero degli alloggi sarà sufficiente, ma bisogna andare in questa direzione. Se necessario, occorre pensare anche ad altri immobili pubblici oggi inutilizzati o sottoutilizzati. Mi auguro che anche l’Ausl Romagna possa muoversi nella stessa direzione di altre aziende sanitarie del territorio, perché la carenza di personale nel Servizio sanitario nazionale sta raggiungendo livelli di grande preoccupazione".

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