Trippa Milano punisce i clienti: niente vitello tonnato e tagliatelle

2026/08/05

Categories: food-cooking

A prima vista non so se definire di gioco (di marketing) o di punizione la decisione dell’osteria Trippa – locale osannato, Bib Gourmand, frequentato e difficilissimo da prenotare – a Milano che ha emesso il suo diktat. Diremmo un po’ educazionale e anche a salvaguardia del conto (economico). Da Trippa Milano non saranno in carta per qualche tempo il vitello tonnato e le tagliatelle burro e parmigiano.

Cioè i due piatti signature, iconici, irrinunciabili (fate un po’ voi) per cui schiere di appassionati cercano di trovare un posto a tavola. Digerendo innanzitutto il sistema di prenotazioni che cerca di limitare i no show ma incendia il popolo del web.

Vediamo un po’ partendo dall’annuncio Instagram di Trippa Milano.

Da Trippa niente vitello tonnato e tagliatelle burro e parmigiano

il vitello tonnato di Trippa Milano

Il Vitello Tonnato e le Tagliatelle burro e parmigiano non saranno più in carta per qualche tempo, per dare spazio a nuovi piatti.

Presto apriranno le prenotazioni per il mese di settembre. Le modalità sono spiegate nel dettaglio sul nostro sito, che vi invitiamo a consultarle.

Sarà possibile prenotare online anche il pranzo del venerdì.

In fase di prenotazione verrà richiesta una carta di credito a garanzia. Dopo aver scelto il tavolo, ci saranno 5 minuti per inserire i dati e confermare la prenotazione.

È una scelta che ci aiuterà a ridurre i no-show, limitare le prenotazioni effettuate per conto di altre persone e contrastare l’utilizzo di BOT, rendendo il sistema più corretto per tutti.

Le reazioni

Applausi e proteste alla comunicazione via social si sono susseguiti nemmeno se stessimo su Truth a discutere dell’ultimo post che assicura la fine di una guerra.

Da una parte ci sono le ragioni del ristorante che giustamente cerca di limitare i danni da no-show, cioè il prenotare e non presentarsi lasciando il tavolo vuoto. Dall’altro i potenziali clienti che proprio sull’onda di trascinamento di vitello tonnato e tagliatelle burro e parmigiano vorrebbero sedersi a ogni costo da Trippa Milano.

Il coro di chi si è già seduto al tavolo è praticamente unanime. “Fate bene” e “W i nuovi piatti” è il riassunto a colpi di accetta. Si comportano come una community che è riuscita a ricevere il consenso. In altri tempi avrebbero detto i favori dell’imperatore.

Al contrario, chi è stato respinto dal sistema di prenotazione sembra aver perso il motivo per andare a desinare al ristorante. E in questo si direbbe che la decisione di Diego Rossi sia giusta: evitare che arrivino commensali interessati a instagrammare il piatto famoso di Trippa aka il vitello o le tagliatelle e andarsene. Insomma fa il paio con la decisione di tenere chiuso il sabato e la domenica (se volete immergervi nel Rossi pensiero c’è la puntata del podcast Bazar Atomico). Di conseguenza, gli esclusi, quelli che anelano al posto a sedere in funzione vitello e tagliatella non sono contenti.

Ma la reazione più articolata a questa decisione è di Angela Frenda che sul suo profilo Instagram ha pubblicato una riflessione. Se non siete di quelli che seguono link o mettono like, ecco il testo integrale dell’Editor in Chief di Cook del Corriere della Sera.

Angela Frenda vs Trippa

mi ha fatto scattare un fastidioso campanello di prurito allergico alle cretinate

C’erano una volta i cuochi. Persone che cucinavano per rendere felici le persone. Un mestiere fatto di fatica enorme e sacrificio, ma che nasceva proprio come “al servizio” degli altri. Del Cliente. Poi qs di malsano si è insinuato in una relazione apparentemente semplice. Il cliente è diventato una figura a tratti sbiadita, se non come portatore di ricavi. E alcuni, per fortuna una minoranza, hanno deciso che no, non si cucinava più per lui. Ma per loro stessi: il loro piacere, il loro ritmo, il loro gusto. Al massimo, per la Michelin. Sarà che quando finalmente entrò in modalità vacanza e rilasso il cervello vedo le cose con maggior chiarezza.

Ma le notizie degli ultimi giorni di un ristorante che decide di abolire i suoi due cavalli di battaglia (pubblicizzati da loro eh, con sapienti strategie di marketing) perché infastiditi dal fatto che fossero i più richiesti mi ha fatto scattare un fastidioso campanello di prurito allergico alle cretinate. Peraltro anche queste strombazzate sui social. Ma ve lo immaginate il vostro oste sotto casa rifiutarsi di farvi il proprio piatto forte perché così “imparate ad assaggiare altre cose”? Quanta supponenza. Quanto fighettismo. Quanta inutilità. Quanto narcisismo. Si può dire? Lo dico. Ps: peraltro anche la prenotazione leggo che ha regole ferree che manco l’iscrizione ad Harvard… cinque minuti al massimo per inserire i dati seno sarete espulsi da sistema supremo. ma insomma, anche meno eh…e magari provate la pizzeria o la trattoria sotto casa. Nb: il film è Big Night con uno strepitoso Stanley Tucci.

Si va o non si va da Trippa per vitello e tagliatelle?

Le tagliatelle. Foto di Gianfranco La Forgia.

E quindi? Punizione o tentativo di educazione per far comprendere che Trippa Milano non è solo vitello tonnato e tagliatelle burro e parmigiano?

Forse per evitare l’effetto punizione potrebbe bastare inserire una complessità di ordine. Un po’ come si faceva con i concessionari di auto e moto. Puoi avere il modello più richiesto – l’assegno circolare – se ne prendi altri due. Puoi avere il vitello tonnato di Trippa se prendi anche i mandilli al pesto. Ma come? Ferran Adrià ha voluto il vitello tonnato di Diego Rossi. Come la mettiamo?

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