Travolto dalla bici di Paolo Belli: “Magnaus, ci hai dato tanto”. Il dolore sulle note di Max Pezzali

2026/07/25

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I familiari di Alessandro Magnani, le sue allieve di pallavolo, gli amici di sempre, le foto e la musica. Le parole di don Davide Poletti al funerale del 41enne: "Una morte ingiusta, precoce e violenta".

I familiari di Alessandro Magnani, le sue allieve di pallavolo, gli amici di sempre, le foto e la musica. Le parole di don Davide Poletti al funerale del 41enne: "Una morte ingiusta, precoce e violenta".

I familiari di Alessandro Magnani, le sue allieve di pallavolo, gli amici di sempre, le foto e la musica. Le parole di don Davide Poletti al funerale del 41enne: "Una morte ingiusta, precoce e violenta".

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di Elisabetta Grassi

"Una morte ingiusta, precoce e violenta". Con queste parole don Davide Poletti ha definito la scomparsa a soli 41 anni di Alessandro Magnani, che si è spento lo scorso 14 luglio, dopo un giorno di agonia, a seguito dell’incidente avvenuto nelle campagne della Bassa Reggiana con la bicicletta di Paolo Belli. Sinistro su cui è aperto un fascicolo per accertare le responsabilità dell’accaduto e che vede il noto cantante e conduttore televisivo di Carpi, iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto per poter svolgere accertamenti del caso, per l’ipotesi di omicidio stradale.

La frase è stata pronunciata dal prete durante i funerali del ragazzo, che si sono tenuti ieri pomeriggio nella chiesa dell’Immacolata Concezione di via Bismantova a Reggio Emilia, in un clima di profonda commozione e dolore collettivo.

Una folla ha accolto il feretro con cartelloni pieni di foto di momenti felici, magliette in suffragio indossate dagli amici più stretti e le sue allieve dell’Academy volley Progetto Intesa in lacrime, insieme ai genitori e a tutta la comunità del quartiere in cui Magnani, per tutti ’Magnaus’, aveva vissuto per anni, prima di trasferirsi a Canolo di Correggio, facendo il catechista e organizzando tornei di pallavolo per i ragazzi della parrocchia.

Sulla bara era adagiata la maglietta del Napoli Calcio e i fiori erano rigorosamente bianchi e azzurri, a memoria della sua grande passione per la squadra partenopea, a cui aveva affiancato anche quella per la Reggiana Calcio. In un cesto, posto dagli amici accanto al feretro, infatti, c’era anche una sciarpa delle Teste Quadre, accanto all’immancabile pallone da pallavolo, una maglietta con tutte le firme dei colleghi e delle sue atlete, una macchinina radiocomandata, oltre a tanti cd degli 883, il suo gruppo musicale preferito.

Il sacerdote nell’omelia ha citato la parabola del buon seminatore, definendo Magnani "un seme buono che ha dato e che darà frutti buoni. Un ragazzo che, ovunque è andato, ha saputo creare attorno a sé una piccola fraternità".

Il giovane, rimasto orfano del padre sei anni fa, era figlio unico e il prete si è rivolto proprio alla madre Lina e ai parenti più stretti, giunti dal capoluogo partenopeo: "Non posso nemmeno immaginare la fatica del vostro dolore, vogliamo starvi vicini, sostenervi nel Signore. Tutti ricorderanno il sorriso di Alessandro e lo sguardo attento che aveva per la propria mamma. Lo ringraziamo per la sua bontà, portata fino all’ultimo, con la donazione degli organi, che ora consentiranno una nuova vita a coloro che li riceveranno".

E, proprio ad Aido, la famiglia ha chiesto di destinare le offerte in sua memoria. Tanti, poi, i ricordi a chiusura della messa a lui dedicati, la mamma di una sua atleta ha detto: "Per mia figlia è stato un grande punto di riferimento, ha lasciato tanti germogli nei ragazzi che ha incontrato lungo il suo breve cammino". Emanuele di Silvestro, animatore della parrocchia e suo migliore amico, ha aggiunto: "Non era una persona capace di volere bene a metà. Era sensibile, intelligente e buono. Credeva nelle persone e nei legami, nella condivisione e nell’amicizia. Era napoletano fin nel profondo – ha aggiunto sorridendo tra le lacrime - ci mancheranno i capodanni insieme, con i suoi immancabili fuochi artificiali. Una cosa mi ha insegnato sopra a tutte: che il bene non va trattenuto, ma coltivato".

Una rappresentante della sua squadra di volley ha aggiunto: "Andremo avanti senza paura, come ci dicevi sempre. Ti prometto che lo faremo".

All’uscita del feretro sul sagrato della chiesa gli amici più cari lo hanno salutato con le canzoni di Max Pezzali, che pian piano hanno cantato tutti i presenti, fino a un grande e toccante applauso di commiato finale. Ora il corpo di Magnani è stato trasferito al cimitero di Coviolo, in attesa della cremazione e della successiva tumulazione.

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