Torre Annunziata, Fortapàsc: giù la torre del fortino dei Gionta

2026/09/10

Categories: world-news

Il simbolo nel simbolo, quello scalone centrale che campeggiava sullo sfondo della conferenza dell’inizio dei lavori di demolizione, a maggio scorso, si è sgretolato come un castello di sabbia sotto i colpi delle ruspe del 21esimo Reggimento Genio Guastatori della brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano. Palazzo Fienga, il quartier generale del clan Gionta, l’emblema ad inizio secolo scorso dell’operosità dei cittadini oplontini e poi, come il rovescio della medaglia, dagli anni 70 dello strapotere della camorra violenta e sanguinaria, perde il suo pezzo centrale.

 Ieri mattina i militari hanno demolito l’iconica scalinata centrale che si riusciva a vedere anche nei lunghi 11 anni di chiusura del Palazzo, da quando il 15 gennaio 2005 è stato murato dopo lo sgombero delle famiglie che ancora l’abitavano a maggio di quest’anno quando sono iniziate le operazioni di abbattimento. Al posto dell’imponente immobile nato come mulino per volere del commendatore Fienga sorgerà una piazza della legalità, un parco pubblico attrezzato in un quartiere ancora oggi segnato sia dalla presenza criminale sia da zone decadenti come il Quadrilatero Carceri.

Gli interventi 

Il prefetto di Napoli Michele di Bari, con una nota diffusa nella giornata di ieri, ha ringraziato «tutti coloro che hanno partecipato e dato impulso al progetto». Oltre alle diverse figure istituzionali, anche le forze armate che «hanno svolto un’azione determinante superando con professionalità e spirito di sacrificio le molteplici difficoltà di ordine ambientale, tecnico e strutturale». Il rappresentante del governo ha evidenziato «il profondo valore simbolico dell’iniziativa che non si configura soltanto come un intervento urbanistico, ma sancisce in modo inequivocabile il ripristino della legalità sul territorio, assurgendo a emblema della vittoria dello Stato contro il potere della camorra». Viva soddisfazione espressa anche dalla commissione prefettizia che sta guidando la città oplontina, dopo lo scioglimento dell’ultima amministrazione per infiltrazioni mafiose. Per la triade di commissari – il prefetto a riposo Gianfranco Tomao, il viceprefetto Roberto Esposito e il dirigente della prefettura di Caserta Gianluca Orlando – l’abbattimento di Palazzo Fienga è «un risultato storico ed un segnale importante. Lo Stato è entrato a gamba tesa sulla questione e la nostra amministrazione è impegnata a contribuire alla nascita della futura piazza. Stiamo lavorando con le altre istituzioni alla progettazione dello spazio che rappresenta un grande risultato anche dal punto di vista urbanistico, dande respiro a quella zona della città».

 Sulla stessa lunghezza d’onda il dirigente dell’ufficio tecnico Valentino Ferrara che ha ricordato l’iter progettuale dalla possibile valorizzazione dell’immobile al suo abbattimento. «C’è stato il tentativo di salvare l’edificio che però aveva grandi criticità strutturali. Poi, si è arrivati alla conclusione di avere uno spazio pubblico anche attorno alla Basilica della Madonna della Neve. Si tratta di un intervento rilevante per il territorio che darà anche nuova luce all’intero quartiere».

Il programma

Tra i temi anche l’utilizzo dei fondi Prius che potrebbero essere utilizzati per il vicino Quadrilatero Carceri. «È un finanziamento che non perdiamo, entro fine anno contiamo di completare il programma in modo da ottenere anche una premialità». Per il dirigente delle Politiche Sociali Nicola Anaclerio, la piazza che nascerà al posto di Palazzo Fienga «darà lustro al quartiere e alla Basilica che stiamo lavorando per inserire in un percorso turistico dedicato alle Madonne. Dalla Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia alla Madonna del Rosario di Pompei passando per la Madonna della Neve di Torre».

>> Home