Tic tac, Inter: il campionato si avvicina…

2026/07/20

Categories: sports

A meno di un mese dall'inizio del campionato l'Inter cerca ancora il suo esterno destro titolare. E non solo, perché il cantiere nerazzurro è aperto anche in difesa e, potenzialmente, a centrocampo. Nulla di strano, ci mancherebbe, visto che comunque il mercato chiude il 2 settembre e che spesso le occasioni saltano fuori negli ultimi giorni d'agosto, quando tutti hanno fretta di vendere e di comprare. Meno rassicurante, però, è il totale stallo per un'operazione così importante come quella sulla fascia, dettato sì dalla sfortuna per Khalaili, ma anche dalla lentezza delle operazioni per arrivare a Marco Palestra. 

L'errore più grave è stato proprio questo. Aver sottovalutato l'appeal di un giocatore giovane e moderno come Palestra per i club di Premier League e, viceversa, la forza economica di società in grado di raddoppiare lo stipendio offerto dall'Inter. Dunque, il patatrac: è arrivato il Chelsea, con le solite vagonate di sterline appresso, e in una notte ha cancellato il corteggiamento dei nerazzurri iniziato nei mesi precedenti. L'Inter però deve recriminarsi qualcosa: se avesse offerto subito i 50 milioni bonus inclusi richiesti dall'Atalanta invece di fare leva sulla volontà del giocatore per indebolire la posizione dei bergamaschi, probabilmente, il classe 2005 oggi sarebbe con Barella, Bastoni e compagni a Donaueschingen. E qui viene fuori un altro "difetto" di questa dirigenza: il voler fare il prezzo per i giocatori che compra.

Citofonare Liverpool, interno Curtis Jones, per un esempio pratico e chiaro. Da settimane i Reds hanno stabilito il valore del centrocampista: 35 milioni di sterline, 41.2 milioni di euro. Troppo? Troppo poco? Non è questo il punto. Se il Liverpool e i suoi dirigenti hanno deciso che Jones costa così e non vogliono trattare più di tanto, ed è assolutamente legittimo dal loro punto di vista, bisogna prendere una decisione. O si offre quella cifra, o almeno qualcosa di simile, o il giocatore non arriva, a maggior ragione se il campionato di provenienza è la Premier League, dove le squadre non hanno problemi a far scadere un contratto senza incassare, in virtù della loro forza economica.

La situazione Djed Spence è sinistramente simile. I media italiani parlano di 35 milioni per indicare il budget stanziato dall'Inter per questa operazione. Un tentativo sarà fatto, ma, francamente, è difficile pensare che bastino. Un 25enne in Premier League, con contratto in scadenza nel 2029, reduce da un Mondiale in cui ha saputo mettersi in mostra proprio con la maglia dei Tre Leoni: conoscendo il mercato inglese di oggi, a meno di improbabili saldi estivi, la valutazione degli Spurs sarà più alta, come del resto riportano i media inglesi. E anche qui allora bisognerà fare una scelta. Read, Vanderson, Molina e via andare: le alternative ci sono, oggi. Magari tra venti giorni no, a meno di ricorrere a quella "creatività", come l'ha definita Marotta nella conferenza stampa di presentazione della stagione, che porta con sé più rischi che benefici quando si parla di un giocatore che dovrebbe essere un titolare inamovibile della squadra campione d'Italia in carica.

E se l'operazione sulla destra dovesse portare a Milano un "Luis Henrique 2.0" il malumore sarebbe giustificato. Da mesi l'Inter sa quali sono le sue necessità sul mercato: in primis un esterno destro titolare, poi un difensore centrale da inserire nelle rotazioni. Il 20 luglio, a metà ritiro e con la Serie A che si avvicina, non è arrivato nessuno dei due. Se si vuole difendere il tricolore dalle prime giornate, senza incappare in un avvio "diesel" come quello dello scorso anno, è fondamentale cambiare passo sin da subito.

>> Home