BELLUNO - Tesi negazioniste sui cambiamenti climatici in un volume distribuito alle scuole bellunesi. Il caso è esploso a Belluno e va anche oltre la semplice polemica su una pubblicazione che contiene al suo interno evidenze non supportate dalla scienza. Cosa deve fare un'istituzione pubblica quando decide di parlare di scienza nelle scuole? Può limitarsi a mettere a disposizione opinioni diverse, lasciando poi agli studenti il compito di stabilire quali siano sostenute dalle evidenze e quali no? Oppure ha una responsabilità ulteriore, proprio perché destinata a una platea di ragazzi in formazione? Il punto è proprio questo. Negli istituti superiori bellunesi, in particolare nelle classi quarte e quinte, è stato infatti distribuito un volume di circa 150 pagine dal titolo "Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni nelle scuole, negli ordini professionali e negli enti del territorio" che sconfessa decenni di ricerche.
Gli errori contenuti nel testo
La pubblicazione raccoglie gli interventi del medesimo convegno organizzato dal Comune di Belluno l'ottobre scorso con il sostegno della Regione Veneto. A scatenare la bufera sono state le tesi contenute nel saggio "Resilienza dei territori tra conoscenza, manutenzione e incertezza" firmato dal dottor Giorgio Giacchetti, presidente dell'Ordine dei geologi della provincia di Belluno. Nel testo vengono presentate come fatti dimostrati alcune affermazioni che si pongono in contrasto con il consenso scientifico internazionale sul clima. Tra queste, l'attribuzione dell'aumento delle temperature globali a cicli naturali di origine astronomica, con la contestuale affermazione che l'impatto delle emissioni antropiche non sarebbe apprezzabile. La Co2 viene inoltre descritta come una conseguenza, anziché come una causa, del riscaldamento globale. Nel saggio si sostiene poi che, oltre la soglia dei 260 parti per milione (ppm), l'effetto serra della Co2 diventerebbe trascurabile e che i modelli climatici non sarebbero affidabili. I primi dubbi sono stati sollevati da alcuni insegnanti delle scuole superiori, che hanno contattato Jacopo Gabrieli, ricercatore dell'Istituto di scienze polari del Cnr. Gabrieli ha definito il testo «superficiale nei dati e allucinante nei contenuti» sottolineando che le affermazioni di Giacchetti costituiscono la base del negazionismo climatico e poggiano su teorie smentite dalla comunità scientifica da oltre trent'anni.
Gabrieli ha quindi investito della questione il professor Carlo Barbante, docente all'Università Ca' Foscari di Venezia e presidente del Centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici. E Barbante ha inviato una lettera aperta al sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin e alle assessore competenti (Lorenza De Kunovich per il Comune ed Elisa Venturini per la Regione), chiedendo la sospensione immediata della distribuzione, il ritiro delle copie inviate e una rettifica ufficiale destinata alle scuole. «Il testo presenta come fatti scientifici affermazioni che contraddicono lo stato delle conoscenze sul clima - dice Barbante - La distribuzione di quei testi è stata presentata come la trasformazione di un convegno in uno strumento stabile di conoscenza. L'intenzione è condivisibile. Proprio per questo, però, è incomprensibile che un prodotto finanziato e diffuso da istituzioni pubbliche non sia stato sottoposto a un'adeguata verifica scientifica prima di essere consegnato agli studenti e ai professionisti». Nessun dubbio, ricorda Barbante, sull'origine del fenomeno: il VI Rapporto Ipcc stabilisce in modo inequivocabile che il riscaldamento globale è causato dalle attività umane. Il docente ha inoltre criticato le istituzioni pubbliche per aver distribuito agli studenti materiale non sottoposto a revisione scientifica, che mette sullo stesso piano blog e letteratura scientifica. Il caso è stato segnalato anche all'Accademia dei Lincei e alla Società italiana per le scienze del clima. La risposta? «Siamo inorriditi».
Gli studenti
Alla richiesta di ritiro si è unita la Rete degli Studenti Medi di Belluno: «È gravissimo che un ente pubblico finanzi e diffonda nelle aule informazioni false su un tema cruciale per il futuro dei territori montani» dicono. Gli studenti hanno espresso rammarico per il fatto che l'onere del fact-checking sia ricaduto su docenti e ragazzi anziché sulle istituzioni promotrici. Di contro, l'assessora all'Ambiente del Comune di Belluno, Lorenza De Kunovich, ha difeso la pubblicazione richiamandosi al principio della libertà di opinione, citando l'autorevolezza di Giacchetti come presidente dell'Ordine dei geologi e chiamando in causa la Regione che, di fatto, ha individuato i relatori. Ma non basta certo una difesa d'ufficio per placare gli animi.
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