Terapia intensiva neonatale: “Standard di qualità più alti”

2026/07/26

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Il sindaco commenta positivamente il passaggio sotto la direzione di Rimini. Bravi (Ausl): "Soddisfatti, abbiamo lavorato per mantenere il reparto".

Il sindaco commenta positivamente il passaggio sotto la direzione di Rimini. Bravi (Ausl): "Soddisfatti, abbiamo lavorato per mantenere il reparto".

Il sindaco commenta positivamente il passaggio sotto la direzione di Rimini. Bravi (Ausl): "Soddisfatti, abbiamo lavorato per mantenere il reparto".

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"Questa decisione consente all’ospedale di Ravenna non solo di mantenere un servizio, ma anche di qualificarlo ulteriormente, riuscendo a garantire standard di qualità maggiori". Così il sindaco Alessandro Barattoni commenta i cambiamenti organizzativi avvenuti all’interno dell’ospedale, col passaggio della Terapia intensiva neonatale di Ravenna sotto alla direzione del reparto di Rimini.

Una novità ampiamente commentata e divenuta operativa dallo scorso 1 luglio e che ha generato diversi malumori tra gli operatori e le sigle sindacali, che hanno rispettivamente lamentato la mancanza di un confronto e lanciato l’allarme su possibili ripercussioni sui servizi. L’Ausl ha ribadito invece più volte che proprio questo cambiamento ha permesso di risolvere velocemente i problemi di organico che il reparto ravennate viveva da diversi anni, individuando tre medici che hanno preso servizio in maniera fissa al Santa Maria delle Croci.

Ora, come annuncia il Comune in una nota, la giunta regionale ha approvato l’adozione di una nuova rete neonatologica in ambito ospedaliero: questo ha portato alla riorganizzazione del sistema, che vede all’interno dell’Azienda Usl della Romagna la costituzione di una rete neonatologica e delle terapie intensive neonatali che si articola nelle tre sedi di erogazione presso le unità operative dei tre punti nascita degli ospedali di Rimini, con funzione di coordinamento clinico organizzativo, Ravenna e Cesena.

"Questo nuovo assetto organizzativo – spiega il sindaco Barattoni – consentirà alla terapia intensiva neonatale di rafforzare il proprio organico, prevedendo una guardia dedicata di personale medico che andrà ad aggiungersi a quella di personale pediatrico attualmente presente".

"Siamo soddisfatti perché è quello per cui abbiamo lavorato, ovvero il mantenimento della Terapia intensiva neonatale – dice la direttrice sanitaria dell’Ausl Romagna Francesca Bravi –. La Neonatologia è gestionalmente autonoma, mentre la Terapia intensiva neonatale di Rimini ha la funzione di coordinamento clinico organizzativo. L’operatività della Terapia intensiva neonatale non riconosce limiti di età gestazionale né di peso del neonato solo se sono superati i 1.500 parti all’anno. In caso di parti in numero inferiore valgono i limiti delle 32 settimane di gestazione e i 1.500 grammi di peso".

Ravenna attualmente si attesta su 1.200 parti all’anno e il dato è in calo a causa della denatalità. La novità permetterà al reparto ravennate di continuare a lavorare, ma i casi più complessi saranno sempre seguiti a Rimini.

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