Timori per nuovo ingresso di massa a Ceuta. Tajani: "I rischi terrorismo e di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l'Italia non potrà cambiare la sua decisione”. Contatti tra il commissario Ue Brunner e i ministri dell'Interno di Roma e Madrid. Dopo la mossa del governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe di Meloni, continuano i controlli in porti e aeroporti spagnoli nei confronti di chi proviene dall'Italia: ieri verifiche su 199 passeggeri di Paesi terzi
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Resta alta la tensione tra Spagna e Italia, con l’Unione europea che prova a mediare e il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ribadisce la posizione di Roma: lo stop a Schengen resta almeno fino al 15 agosto. Dopo il rifiuto del governo Meloni di revocare la sospensione, da ieri sono in vigore i controlli nei porti e aeroporti spagnoli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia. La mossa è stata annunciata dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma, in vigore dall'1 agosto, dopo la crisi migratoria di Ceuta. I controlli a campione in Spagna vengono effettuati sul 5-15% dei passeggeri e non si segnalano file o disagi particolari: ieri verifiche su 199 passeggeri di Paesi terzi, in possesso di biglietti su 12 voli. La Farnesina, comunque, ha rafforzato l'assistenza consolare. Nel frattempo, l’Ue prova a mediare. Il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner, dopo aver sentito i ministri dell’Interno di Roma e Madrid, ha dichiarato: “Entrambi confermano che i controlli alle frontiere sono temporanei. Ho sottolineato che la fiducia tra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa”. È arrivato anche il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La gestione dei flussi migratori rispetti la dignità delle persone”. Nell'exclave spagnola, intanto, si teme un altro ingresso di massa di migranti.
Tajani: “Controlli almeno fino al 15”
Dei timori di un nuovo ingresso di massa a Ceuta ha parlato anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha motivato così la decisione di non revocare lo stop a Schengen. "Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l'Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente", ha detto al Gr Radio Rai. Prima, in un'intervista alla Stampa, aveva spiegato: “Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio. È Sanchez che ha drammatizzato". Tajani ha aggiunto che, a suo parere, "ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola". Per il ministro, infatti, "non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo". La Spagna, ha detto ancora, "non ha vigilato come avrebbe dovuto. E la politica del 'venite tutti e sarete regolarizzati', come ha fatto con un milione di immigrati, è un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti".
Salvini: “Noi difendiamo confini europei, Madrid non l’ha fatto”
È intervenuto anche l’altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. "Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo: chiaro che se regolarizzi di colpo 500.000 clandestini, non puoi stupirti se migliaia cercano la stessa sorte. Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L'Italia lo sta facendo, la Spagna no", ha detto in un'intervista al Corriere della sera.
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Il dossier
Secondo quanto trapela, sul tavolo di Palazzo Chigi ci sarebbe un dossier dei servizi di intelligence frutto anche delle informazioni condivise dagli 007 spagnoli: secondo il Corriere della Sera, dal documento emergerebbe che il rischio terrorismo islamista a Ceuta sarebbe concreto e dietro la mobilitazione social per una nuova ondata migratoria ci sarebbe una vera e propria regia. I servizi italiani starebbero monitorando il passaparola in vista del nuovo esodo, che potrebbe esserci entro il 15 agosto. Secondo il rapporto, la mobilitazione sarebbe alimentata da utenti TikTok che inviano link WhatsApp a gruppi Facebook, con numeri telefonici provenienti anche da Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. Per l'intelligence, prosegue il Corriere, sarebbe in corso "una regia per la campagna" che non è attribuibile per il momento a un attore specifico. I gruppi sarebbero inoltre utilizzati da "trafficanti di esseri umani". Il dossier segnalerebbe anche il rischio che Ceuta possa diventare un centro di "radicalizzazione e reclutamento jihadista".
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I controlli incrociati
Intanto, nel pieno dell’estate, continuano i controlli incrociati in porti e aeroporti ai danni di migliaia di viaggiatori, in vacanza e non. Dopo la crisi di Ceuta, l’Italia ha sospeso per un mese l'accordo di Schengen alle frontiere aeree e marittime con la Spagna e i controlli sono scattati l’1 agosto. Dopo aver chiesto a Roma di rivedere la sua decisione, ritenuta inutile e sproporzionata, Madrid ha risposto con la stessa moneta: alla mezzanotte tra venerdì e sabato - e fino al 7 settembre - sono scattati i controlli per i passeggeri in arrivo nel Paese iberico dall'Italia. Nei principali scali, comunque, non si segnalano particolari situazioni di disagio. I controlli, in entrambi i casi, vengono eseguiti sui passeggeri di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna o dall’Italia. Le verifiche a campione dei documenti avvengono nei finger o ai gate di sbarco, dopo l'analisi delle banche dati e delle liste di bordo: solo in caso di anomalie o sospetti, i passeggeri possono essere sottoposti ad altre verifiche. Fonti della polizia spagnola hanno spiegato che ieri i documenti sono stati verificati con fluidità a un campione tra il 5 e il 15% dei passeggeri direttamente allo sbarco dai voli.
Su Gazzetta Ufficiale in Spagna decreto su ripristino controlli
Oggi in Spagna il decreto sul ripristino dei controlli alle frontiere è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto del ministero degli Interni di Madrid conferma il ripristino, temporaneo e fino al 7 settembre, dei controlli alle frontiere interne, in porti e aeroporti, per viaggiatori in arrivo dall'Italia a causa della "pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale". I controlli, specifica il decreto, sono iniziati ieri negli aeroporti e nei porti spagnoli per aerei di linea il cui ultimo scalo di partenza è stato in Italia prima dell'arrivo in territorio spagnolo e per navi e traghetti per il trasporto passeggeri partiti da un porto italiano. Secondo il governo spagnolo, il provvedimento "è conforme ai principi di necessità ed efficacia, in quanto individua l'obiettivo perseguito di ridurre al minimo i rischi che derivano dalla pressione migratoria proveniente dal Mediterraneo centrale e dalle carenze nell'applicazione da parte della Repubblica italiana delle nuove norme europee sulla responsabilità in materia di asilo". "La misura sarà oggetto di continue valutazioni e verrà revocata prima della data prevista quando verranno meno le minacce che ne hanno motivato l'adozione", ha precisato il ministero, sottolineando che non ci potrà essere una proroga automatica.
I numeri dei controlli in Spagna
Il ministero dell'Interno spagnolo ha anche reso noto che ieri, nel primo giorno dei controlli alle frontiere, sono state effettuate verifiche su 199 passeggeri di Paesi terzi provenienti dall'Italia, in possesso di biglietti su 12 voli. Madrid e Barcellona, sabato, sono stati gli aeroporti con il maggior numero di controlli: all'aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas è stato controllato un volo proveniente da Roma, con 83 passeggeri, tra cui cittadini di Paesi terzi, esaminati da 4 funzionari; all'aeroporto El Prat de Llobregat di Barcellona sono stati effettuati controlli su due voli provenienti da Milano e Roma, con 67 passeggeri controllati da 8 agenti. Altri controlli, secondo quanto riportato dai media spagnoli, hanno riguardato lo scalo di Siviglia su due voli provenienti da Bologna e Firenze, con 11 passeggeri esaminati da 4 funzionari, mentre a Bilbao è stato controllato un volo proveniente da Roma, con 5 passeggeri e 3 agenti impiegati. A Valencia, infine, sono stati controllati tre voli provenienti da Cagliari, Napoli e Bari, con 33 persone sottoposte a screening da 8 funzionari. All'aeroporto di Alicante , invece, nonostante l'arrivo di tre voli dall'Italia, sabato non è stato effettuato alcun controllo.
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La situazione a Ceuta
Nel frattempo, come detto, a Ceuta si teme un’altra ondata di ingressi irregolari. Secondo Madrid, delle circa 72mila persone arrivate a nuoto o via terra a fine luglio, sono 70mila quelle rientrate in Marocco. Secondo il presidente-sindaco Juan Vivas, del Partido Popular, in città restano invece tra 8 e 11mila persone. Vivas ha chiesto al governo centrale di Sanchez di accelerare i rimpatri e rafforzare il dispiegamento di polizia e Guardia Civil, per impedire il ripetersi di un nuovo afflusso di massa. Madrid ha rafforzato il dispositivo di sicurezza con una barriera galleggiante di circa 500 metri, due fregate, circa duemila militari e un maggiore impiego di Guardia Civil e Policía Nacional. Per l'Associazione marocchina per i diritti umani, sono 3.500 i migranti ancora nascosti tra i quartieri e i boschi attorno all'exclave. L'ong ha aggiornato anche il proprio bilancio di morti a 141, tra quelli ripescati in mare su entrambi i versanti della costa.