Tartaruga Liuto trovata morta a Orbetello: era incastrata in un groviglio di reti. È la specie più grande al mondo

2026/10/11

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Una tartaruga liuto è stata trovata senza vita venerdì 9 ottobre sulla spiaggia della Feniglia, a Orbetello, in provincia di Grosseto. L’esemplare, lungo un metro e 80, era rimasto impigliato in un groviglio di reti da posta e la corrente lo ha poi spinto fino a riva. A darne notizia è stata l’associazione tartAmare, con un post su Facebook.

Il recupero sulla Feniglia

Tutto è partito dalla segnalazione di Massimo, dello stabilimento balneare «La Zonca». Sul posto sono arrivati gli esperti di tartAmare, che insieme a Capitaneria di porto, Arpat e università di Siena hanno recuperato la carcassa e rilevato i parametri biometrici. Il carapace misura 139 centimetri, mentre la lunghezza totale, compresi testa e coda, arriva a 180. Secondo l’associazione, l’animale aveva tra i 20 e i 30 anni. «Un incontro che lascia l’amaro in bocca, perché i liuto sono presenze eccezionali e rarissime nei nostri mari», scrive tartAmare.

La più grande tra le tartarughe

La liuto (Dermochelys coriacea) è la tartaruga più grande del mondo, ricorda la Noaa, l’agenzia statunitense per gli oceani e l’atmosfera. È anche l’unica tartaruga marina priva di scaglie e di un guscio rigido, e ha la distribuzione più ampia tra tutti i rettili. Resta però una specie vulnerabile: la legge americana sulle specie a rischio la classifica tra quelle in pericolo e le popolazioni del Pacifico sono le più minacciate.

Tra i pericoli, sempre secondo la Noaa, ci sono la cattura accidentale negli attrezzi da pesca, un problema diffuso in tutto il mondo, e l’ingestione di rifiuti marini.

È il richiamo dell’associazione, che parla di episodi che «ci ricordano quanto sia fragile l’equilibrio del nostro ecosistema e quanto gli attrezzi da pesca abbandonati, le cime e la plastica siano trappole mortali per questi animali millenari». A chi vede una tartaruga in difficoltà o un animale in mare aperto, tartAmare chiede di contattare subito la Guardia costiera al 1530 o il centro di recupero della zona.


Ultimo aggiornamento: domenica 11 ottobre 2026, 21:32

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