Tar boccia ricorso Legambiente: “Bosco Ospizio non individuabile”. No alla richiesta di annullare i permessi edificabili di Conad

2026/07/29

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Il tribunale amministrativo di Parma mette ormai la parola fine alle speranze degli attivisti "Incontestata la circostanza che il progetto preveda la piantumazione di oltre 1.350 alberi".

Una delle proteste andate in scena nell’area verde da parte degli ambientalisti e dei comitati pro ‘bosco urbano Ospizio’

Una delle proteste andate in scena nell’area verde da parte degli ambientalisti e dei comitati pro ‘bosco urbano Ospizio’

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È approdata al Tar la battaglia degli ambientalisti e dei cittadini contrari all’eliminazione di un’area verde, il cosiddetto ‘bosco urbano’ nel quartiere Ospizio, per fare spazio alla costruzione del nuovo supermercato Conad, più altri servizi, deliberata da tempo. Il primo grado della giustizia amministrativa ha emesso in questi giorni il verdetto: le ragioni dei contrari – tra cui Legambiente Reggio e quattro cittadini – sono state respinte. Il Tar di Parma ha rigettato il loro ricorso presentato contro il Comune e la Provincia (non costituita in giudizio) nei confronti di Conad Centro Nord, in cui si chiedeva di annullare tutti i titoli abilitativi che hanno portato nel tempo all’approvazione definitiva del progetto Conad.

Si tratta di un arco ventennale: a partire dalla delibera del municipio dell’ottobre 2006, passando per l’accordo di programma tra la coop di consumo e il Comune siglato nel 2015, fino ai permessi di costruire rilasciati l’anno scorso. I giudici del Tar hanno rigettato il 21 luglio l’istanza cautelare. Nella sentenza si legge che "si ritengono insussistenti, allo stato, i presupposti". Per poi proseguire con un’espressione che sarà destinata a far insorgere i gruppi pro area verde: il Tar dice no "tenuto conto che nell’area interessata non risulta individuabile alcun ’bosco urbano‘ – rilevano – e che è incontestata la circostanza che il progetto preveda la piantumazione di oltre 1.350 alberi nonché la cessione al Comune di circa 20mila mq di aree verdi".

Parole che rimandano direttamente all’articolato piano annunciato il 16 febbraio, in consiglio comunale, dal sindaco Marco Massari. In quella sede aveva detto che sarebbero iniziati "non prima di luglio" i lavori del progetto ‘Pru Ospizio’ che include il Conad e prevede anche un edificio che ospiterà la Casa della salute, la biblioteca decentrata e il polo sociale territoriale. L’amministrazione in carica ha ereditato il progetto dal passato: il Comune non poteva più mettere mano al piano dell’attuatore privato, essendo caduti i presupposti per una revisione dell’iter amministrativo.

Vi è un precedente, ovvero la sentenza del Consiglio di Stato sull’edilizia abitativa prevista in via Luxemburg, che dichiarò inammissibile il tentativo di cancellazione, da parte del Comune, di diritti edificatori già acquisiti nel passato (nel caso di Conad risalgono al 2006). In febbraio gli uffici comunali avevano rilasciato i permessi di costruire sull’area di 45mila metri quadrati dopo che nel maggio 2025 la maggioranza aveva approvato lo schema di convenzione per la riqualificazione siglato fra Comune e Conad. Massari aveva anche ricordato le iniziative previste per compensare la costruzione: nuovi alberi piantumati innalzati a 1.572, (circa trecento in più); parcheggi interrati saliti di 64 e diminuiti di 41 quelli in superficie, "cosa che ha permesso – ricordò il sindaco – il mantenimento delle alberature nelle aree verdi fronte via Emilia".

Piani che non hanno convinto però gli attivisti di Assemblea Bosco Ospizio ed Extinction Rebellion, che in questi giorni sui social hanno invitato alla mobilitazione per "boicottare e fermare l’ennesima ingiustizia ecoclimatica e sociale".

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