Per il terzo lotto della Tangenziale Sud di Taranto il calendario continua a scorrere, ma l’opera resta ancora lontana dal trasformarsi in un cantiere.
La Provincia non può procedere con la gara d’appalto perché non ci sono i fondi. Il progetto fu infatti definanziato. L’ultimo passaggio sostanziale risale infatti al marzo 2025, quando arrivò il via libera della conferenza dei servizi al progetto. Da allora, almeno sul piano delle opere, non si registrano passi avanti tali da modificare il quadro. L’infrastruttura di collegamento tra Taranto 2 e Talsano era stata quotata 50,7 milioni di euro.
Il completamento della cosiddetta Tangenziale Sud dovrebbe alleggerire il traffico diretto verso Talsano, Lama e San Vito, oggi convogliato in buona parte sulla viabilità urbana. Il secondo lotto, inaugurato il 21 febbraio 2025, ha già consentito di collegare Salinella e Taranto 2, ma il disegno complessivo resta incompleto senza il tratto successivo.
Il finanziamento
Il finanziamento dell’opera nell’ambito del Fondo sviluppo e coesione (programmazione 2014-2020) fu sottratto perché non si formalizzò nei tempi previsti l’obbligazione giuridicamente vincolante. La Provincia di Taranto, che è il soggetto attuatore dell’intervento, in questi mesi ha proseguito le interlocuzioni con Regione e Governo per cercare di reperire nuovamente le risorse. Ma ancora senza esito. Il progetto ha peraltro alle spalle una storia amministrativa lunga e accidentata. La convenzione tra Regione Puglia e Provincia venne sottoscritta nell’ottobre 2021 e fissava un cronoprogramma particolarmente stringente. La procedura per affidare i servizi tecnici fu avviata alla fine dello stesso anno, mentre nel 2022 arrivò la gara per il progetto di fattibilità tecnico-economica finalizzato all’appalto integrato.
L’incarico è stato poi affidato al raggruppamento guidato da Ferrotramviaria Engineering, con un ribasso del 42,25 per cento. L’importo complessivo dell’affidamento, comprensivo di contributi e Iva, è stato di circa 862mila euro.
La fase progettuale è proseguita con la conferenza dei servizi, avviata nel settembre 2023. Nel corso dell’iter sono emerse osservazioni e richieste di integrazione da parte di diversi enti. Tra gli aspetti affrontati anche le interferenze con la viabilità e con la rete idrica, la gestione delle acque meteoriche e l’ipotesi di una pista ciclabile parallela alla nuova infrastruttura.
A gennaio 2025 Ferrotramviaria Engineering aveva trasmesso gli elaborati integrativi richiesti. Poche settimane dopo, a marzo, la conferenza dei servizi si è espressa favorevolmente, seppure con prescrizioni da rispettare nelle successive fasi progettuali e durante l’esecuzione. Era quello il passaggio che sembrava poter aprire la strada alla fase operativa.
Le previsioni
La previsione indicata allora dalla Provincia era ambiziosa: avviare il cantiere entro il 2026 e completare i lavori nell’arco di tre anni. Ma le risorse, come detto, non sono state sbloccate. Il progetto resta quindi sospeso tra gli atti amministrativi già prodotti e l’attesa per ottenere i fondi e arrivare alla realizzazione.
Eppure l’opera rappresenta l’anello mancante di un sistema viario pensato per spostare fuori dai quartieri una parte consistente dei flussi diretti verso il versante orientale. Il secondo lotto, lungo 3,3 chilometri, ha già dimostrato l’utilità del nuovo tracciato collegando Salinella a Taranto 2 e consentendo di avvicinare il traffico alla direttrice verso Lama e San Vito.
Il terzo lotto prevede un tratto di 4,5 chilometri per il completamento dell’intersezione a quadrifoglio con la parte terminale del 1° e 2° lotto, la realizzazione del viadotto di collegamento tra la stessa intersezione e la strada provinciale 104, l’adeguamento della strada comunale Rapiddi, la realizzazione del collegamento tra la strada provinciale 10 e la direttrice viaria.
Il paradosso è dunque quello di un’opera che ha superato diversi passaggi tecnici e ha ottenuto il parere favorevole della conferenza dei servizi, ma che non dispone di una dotazione finanziaria. A quanto si è appreso le forze di maggioranza, al termine di una riunione che si è svolta nei giorni scorsi, hanno deciso di presentare una mozione in consiglio provinciale per chiedere i fondi al governo. Ma per il passaggio dalla progettazione al cantiere i tempi saranno ancora lunghi.
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