Videochiamate, pagamenti digitali, streaming e social media impossibili da utilizzare. È quanto è successo giovedì a Taiwan, durante le ultime esercitazioni con cui la popolazione si prepara ad affrontare le conseguenze di un possibile attacco da parte dell'esercito cinese.
Secondo le autorità, l'esercitazione era stata concepita per incoraggiare la popolazione a preparare dispositivi alternativi con cui poter comunicare in caso di emergenza. L'obiettivo consiste nel rafforzare la propria capacità di difesa di fronte alle crescenti minacce militari provenienti da Pechino, che rivendica l'Isola come parte del suo territorio.
L'esercitazione si è svolta in due giorni distinti e ha coinvolto 14 città situate nella parte settentrionale di Taiwan, dove vive circa il 70% degli abitati totali dell'Isola. «Attraverso esercitazioni ripetute, le persone comprenderanno gradualmente che si tratta di sperimentare quel disagio e di testare i sistemi di backup di cui potremmo aver bisogno», racconta Tzeng Yi-suo, ricercatore associato presso l'Istituto di ricerca sulla difesa e la sicurezza nazionale di Taiwan.

Diversi i disagi riportati dai cittadini. Molti hanno segnato un down dei social media principali. «TikTok non si apriva affatto. Facebook funzionava, ma era lentissimo, e per inviare un messaggio su Instagram ci volevano circa 30 secondi», ha raccontato un diciottenne al giornale inglese The Guardian. «Se l'obiettivo è ricreare una situazione simile a quella di una guerra, è sicuramente scomodo, ma posso capire perché lo stiano facendo», afferma Jimmy Chu, un operaio di 22 anni che durante l'esercitazione non è riuscito a comunicare con il suo datore di lavoro.
I motivi dietro l'esercitazione
L'esercitazione di giovedì si inserisce all'interno delle politiche attuate dal presidente taiwanese Lai Ching-te per cercare di rafforzare la difesa dell'Isola in un clima di crescente incertezza e preoccupazione da parte della popolazione. Si teme soprattutto per i cavi sottomarini che portano la connessione internet a Taiwan, definiti “un'ancora di salvezza digitale insostituibile”.

Negli ultimi anni, diversi sono stati infatti danneggiati in incidenti che hanno coinvolto navi cinesi. La guardia costiera di Taiwan ha descritto questa situazione come una strategia di “zona grigia” volta a esaurire le risorse dell'isola senza sfociare in un atto di guerra.
Taiwan è attualmente impegnata a costruire più livelli di comunicazioni che in caso di blackout permettano all'Isola di rimanere connessa. Tra le proposte avanzate figurano i servizi satellitari in orbita terrestre bassa, che potrebbero aiutare in caso di interruzioni delle reti internet.
La lezione ucraina
Un approccio che si ispira anche a quanto accaduto in Ucraina, dove i satelliti Starlink di Elon Musk hanno permesso alla popolazione di mantenere la propria difesa anche dopo la distruzione delle infrastrutture locali da parte dell'esercito russo. Il mese scorso, il parlamento di Taiwan ha approvato dei nuovi emendamenti per facilitare l'ingresso di Starlink nel mercato locale, sebbene la dipendenza dalla rete di Musk abbia sollevato preoccupazioni nel Paese a causa dei suoi vasti interessi commerciali in Cina.
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