Sviluppo e riscatto sociale, dal mare di Torre Annunziata salpa il motopontone Solinav

2026/08/28

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Il mare per unire lavoro e riscatto sociale. Da Torre Annunziata, ancora volta, parte un’iniziativa per dire che non esiste solo un territorio abbandonato nelle mani della criminalità. La sfida la lancia Marco Di Palma, insieme a un gruppo di giovani imprenditori, amministratore unico della Solinav, una Srl che grandi ambizioni in ambito cantieristico. Un segnale per un cambio di paradigma atteso da troppo tempo in questa parte del Golfo di Napoli. «Abbiamo varato - sottolinea Di Palma con un tono ricco di soddisfazione - il nuovo motopontone. Una produzione completamente Made in Italy orientata principalmente alla versatilità e alla capacità di operare in contesti portuali e costieri difficilmente accessibili alle unità tradizionali». Di Palma vuole subito ribadire anche il resto. «Il mare è sociale, occasione di riscatto e di reinserimento. Contribuiremo concretamente a percorsi di reinserimento socio-lavorativo, prevedendo, nell’ambito del progetto con Archeoclub d’Italia, l’impiego con contratto part-time di persone provenienti da istituti penitenziari».

LO SVILUPPO

Per sviluppare la propria idea imprenditoriale, Solinav ha presentato un progetto nell’ambito della misura pubblica Resto al Sud, promosso da Invitalia, ottenendo il finanziamento necessario alla realizzazione di un’importante parte dell’investimento. Il progetto ha previsto, in particolare, la realizzazione di una nuova unità navale multifunzionale, progettata e costruita per operare anche in contesti caratterizzati da spazi ridotti, bassi fondali e particolari esigenze operative. Il cuore operativo del progetto è il nuovo motopontone di Solinav, la cui costruzione è iniziata nel 2022 e che è stato recentemente varato, battezzato nei cantieri navali di Torre Annunziata. L’unità, lunga 18,50 metri e larga 8 metri, raggiunge un’altezza complessiva di circa 7,50 metri, considerando anche la sovrastruttura. La progettazione, completamente curata internamente, dunque Made in Italy, anzi proprio made in Campania, è stata orientata alla versatilità e alla capacità di operare in contesti portuali e costieri difficilmente accessibili alle unità tradizionali.

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Ma perché e così speciale questo motopontone? Cominciamo col dire che una particolare attenzione è stata proprio dedicata al contenimento del pescaggio, caratteristica fondamentale per poter operare anche in presenza di fondali ridotti, e all’installazione di una gru destinata alle attività di movimentazione e sollevamento. Dal punto di vista tecnico il risultato è interessantissimo: si tratta di una unità navale concepita non per una singola attività, ma come vera e propria piattaforma di lavoro multifunzionale, in grado di adattarsi a differenti esigenze operative nel settore marittimo e portuale.

LA SOCIETÀ

E veniamo al team che ha avuto e realizzato l’idea. La compagine societaria, infatti, da quattro soci campani, con competenze professionali differenti e complementari. Insieme hanno organizzato internamente le principali funzioni aziendali, dalla conduzione dell’unità navale alla gestione tecnica e progettuale, dagli aspetti amministrativi a quelli legali. Questa struttura, insomma, consente a Solinav di integrare direttamente competenze diverse e di sviluppare il progetto con un elevato livello di autonomia operativa. C’è poi, la collaborazione con Archeoclub d’Italia e Marenostrum. «Nel percorso di sviluppo della propria attività, Solinav guarda con particolare interesse alle collaborazioni con realtà impegnate nella tutela, nella valorizzazione e nella conoscenza del patrimonio marittimo e costiero. In questa prospettiva - sottolinea Di Palma - si inserisce la collaborazione con l’Aps Archeoclub d’Italia, attraverso la divisione marittima Marenostrum, con la quale sono allo studio e in fase di sviluppo iniziative congiunte di particolare interesse per il territorio. Tra queste assume particolare rilevanza il progetto che sarà realizzato presso la Base della Marina Militare situata nel Porto di Napoli: un’iniziativa che unisce competenze marittime, valorizzazione del territorio e attenzione agli aspetti sociali».

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