I soldi non fanno la felicità, ecco perché i Paesi più gettonati per l’espatrio non sono quelli che pensi

2026/07/28

Categories: travel

Cambiare vita, trasferirsi all’estero e ricominciare in un nuovo Paese, complici le ultime crisi sul mercato del lavoro e l’inflazione crescente, è un sogno sempre più diffuso, non più solo tra i giovanissimi. Ma quali sono davvero le destinazioni migliori per chi decide di lasciare la propria nazione d’origine? A rispondere è la nuova classifica Expat Insider 2026, realizzata da InterNations, uno dei più grandi network globali dedicati agli espatriati.

L’indagine ha analizzato l’esperienza di chi vive fuori dal proprio Paese considerando diversi aspetti fondamentali: qualità della vita, facilità di integrazione, situazione economica, lavoro, burocrazia, costo della vita e soddisfazione personale. Secondo la ricerca, il podio mondiale è dominato ancora una volta da destinazioni lontane dall’Europa: Panama conquista il primo posto per il terzo anno consecutivo, seguito da Messico e Thailandia, mete apprezzate soprattutto per il clima, l’accoglienza degli abitanti e un costo della vita considerato più accessibile.

Tra le sorprese della classifica 2026 spiccano anche Spagna e Portogallo, che confermano il loro fascino per gli expat europei, mentre diversi Paesi del Vecchio Continente finiscono nelle ultime posizioni, penalizzati soprattutto dalla difficoltà di creare legami sociali e dal peso della burocrazia.

Indice

La classifica dei migliori Paesi al mondo dove espatriare nel 2026

La classifica Expat Insider 2026 di InterNations fotografa un cambiamento interessante nelle preferenze di chi sceglie di trasferirsi all’estero. Le destinazioni più apprezzate non sono necessariamente quelle con gli stipendi più alti, ma quelle capaci di offrire un equilibrio tra benessere quotidiano, rapporti umani, sostenibilità economica e facilità di ambientamento.

Sul gradino più alto del podio c’è appunto Panama, che conquista il titolo di miglior Paese per gli espatriati grazie alla combinazione tra clima tropicale, buone opportunità economiche e una popolazione percepita come particolarmente accogliente – nonché se ne apprezza anche la facilità nel trovare casa. A Panama, ben l’87% degli espatriati dichiara infatti di essere soddisfatto della propria vita all’estero, contro una media globale del 70%. Il Paese conquista il primo posto anche per la gestione delle finanze personali: il 90% degli expat ritiene sufficiente il proprio reddito disponibile per vivere comodamente.

Il Messico si distingue invece per la capacità di far sentire accolti gli stranieri: il 73% degli espatriati afferma che è facile creare amicizie con persone del posto, mentre la Thailandia conquista il titolo di Paese con gli expat più felici al mondo, con l’86% dei residenti stranieri soddisfatti della propria esperienza all’estero.

Ecco la classifica completa dei migliori e peggiori Paesi per gli espatriati nel 2026:

Perché l’Europa e i Paesi nordici perdono terreno

Il dato più curioso dell’edizione 2026 riguarda proprio l’Europa. Nonostante molti Paesi europei continuino a garantire elevati standard di sicurezza, servizi pubblici efficienti e qualità ambientale, diversi Stati scivolano verso il fondo della classifica. Se i primi posti premiano soprattutto accoglienza e qualità della vita quotidiana, le ultime posizioni evidenziano quanto l’integrazione sociale sia diventata un elemento decisivo nella scelta di una destinazione.

La Norvegia chiude la classifica al 31° posto: meno della metà degli espatriati (46%) si dichiara soddisfatta della propria vita nel Paese, contro una media mondiale del 70%. Il problema principale sembra essere la difficoltà nel creare relazioni: il 72% degli expat considera complicato fare amicizia con persone locali.

Anche la Germania, al 30° posto, paga soprattutto la burocrazia e la difficoltà di ambientamento. Il 61% degli espatriati giudica complesso affrontare le procedure amministrative, mentre oltre la metà (55%) indicava la barriera linguistica come una delle principali preoccupazioni prima del trasferimento.

La Turchia, al 29° posto, viene invece penalizzata dalla situazione economica e lavorativa: il 61% degli expat valuta negativamente lo stato dell’economia del Paese, contribuendo al risultato più basso nella categoria “Working Abroad”.

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