Svelarono la più grande operazione di spionaggio al mondo ma 24 ore dopo scoppiò il COVID

2026/07/15

Categories: technology

Per oltre mezzo secolo, più di cento Paesi affidarono i propri messaggi diplomatici e militari a una società svizzera ritenuta neutrale e affidabile. Quella società si chiamava Crypto AG e vendeva alcune delle macchine di cifratura più diffuse al mondo.

Lo spionaggio dietro Crypto AG

Tuttavia, dietro l'azienda si nascondeva una delle più vaste operazioni di spionaggio della Guerra fredda: per anni l’azienda fu controllata segretamente dalla CIA e dai servizi d’intelligence della Germania Ovest. Uno dei primi indizi emerse nel 1986, dopo l’attentato alla discoteca La Belle di Berlino Ovest, frequentata da numerosi soldati americani.

L’esplosione uccise tre persone e ne ferì più di duecento. Il presidente Ronald Reagan accusò apertamente la Libia, sostenendo che gli Stati Uniti avessero intercettato messaggi inviati da Tripoli all’ufficio libico di Berlino Est. Quelle dichiarazioni sollevarono immediatamente un dubbio: come avevano fatto gli americani a leggere comunicazioni cifrate con apparecchi Crypto AG?

L’Iran, uno dei principali clienti dell’azienda, iniziò a sospettare che le macchine non fossero sicure. Nel 1992 le autorità iraniane arrestarono Hans Buehler, uno dei migliori venditori di Crypto AG, e lo interrogarono per nove mesi. Buehler continuò a sostenere di non sapere nulla, e diceva la verità: gran parte dei dipendenti ignorava completamente ciò che avveniva ai vertici della società.

Le origini dell’operazione segreta

Le origini dell’operazione risalivano agli anni Cinquanta. Il fondatore Boris Hagelin aveva stretto un accordo segreto con il crittologo americano William Friedman. In cambio di denaro, Crypto AG avrebbe limitato la vendita dei sistemi più sicuri agli alleati degli Stati Uniti, offrendo agli altri Paesi modelli più facili da decifrare. In seguito l’operazione divenne ancora più ambiziosa: le macchine destinate a Iran, Libia, Argentina, Siria e molti altri Stati vennero progettate per generare sequenze solo apparentemente casuali. CIA e NSA conoscevano già il loro funzionamento e potevano decifrare i messaggi in pochi secondi.

Nel 1970 Crypto AG passò formalmente a una società del Liechtenstein, ma dietro una rete di aziende di copertura si trovavano in realtà la CIA e il servizio segreto tedesco BND. Da quel momento l’impresa divenne una sua controllata.

La rivelazione del 2020

La portata completa dello scandalo venne rivelata soltanto nel 2020, grazie a un’inchiesta basata su un dossier di 280 pagine. Gli Stati Uniti erano riusciti a leggere fino all’80-90 per cento dei messaggi cifrati iraniani e avevano ottenuto informazioni decisive durante crisi internazionali, colpi di Stato e operazioni repressive in America Latina.

La rivelazione avrebbe potuto provocare uno scandalo mondiale. Uscì però l’11 febbraio 2020, lo stesso giorno in cui l’Organizzazione mondiale della sanità annunciò ufficialmente il nome COVID-19. Nel giro di poche settimane, l’emergenza sanitaria cancellò quasi completamente l’attenzione pubblica, seppellendo ancora una volta una delle più grandi operazioni di spionaggio mai realizzate.

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