Mantova, 11 ottobre 2026 – “Ieri a Mantova è stata beatificata suor Maria Ignazia Isacchi, fondatrice della Congreazione delle suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù. Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento si prodigò con carità coraggiosa per i bisognosi e disagiati. Il suo esempio ravviva in tutti noi il desiderio di essere nel mondo testimoni di amore evangelico verso tutti”. È quanto ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro a Roma per l'Angelus, questa mattina.
La cerimonia è avvenuta sabato 10 ottobre, alle 10, nella basilica di Sant’Andrea a Mantova, Santuario del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. A presiedere la Messa col rito della beatificazione è stato il cardinal Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi.
Angela Caterina, Ancilla
Nata a Stezzano, in provincia e diocesi di Bergamo, l’8 maggio 1857: al Battesimo riceve i nomi di Angela Caterina, ma tutti la chiamano Ancilla. Trasloca insieme alla madre e a una sorella, al seguito di suo fratello sacerdote, don Luigi Isacchi, fino ad arrivare a Vercurago, nel Lecchese.
Suor Maria Ignazia e insegnante
Qui conosce le Suore Orsoline di San Girolamo, fondate dalle sorelle Caterina e Giuditta Cittadini, delle quali il fratello è confessore e superiore, ed entra tra di loro, diventando suor Maria Ignazia e conseguendo anche il diploma di maestra elementare.
Nel 1883 viene inviata nel nuovo collegio fondato dalla Congregazione a Ponte San Pietro, dove svolge il servizio di insegnante. Nel 1885, viene nominata Superiora e Direttrice del Collegio. Per le sue qualità umane e spirituali, nel 1889 il Vescovo di Bergamo, Mons. Gaetano Camillo Guindani, la nomina Vicaria Generale dell’Istituto e Maestra delle Novizie.
Una nuova scuola
Nel 1892, nella Congregazione si presentano due orientamenti: da un lato ci sono alcune suore che non desiderano avviare altre fondazioni se non quelle di Somasca e di Ponte San Pietro; dall’altro altre consorelle, tra cui anche suor Maria Ignazia, auspicano l’apertura di nuove case.
In questo contesto la Contessa Bianca Liberati Stanga presenta all’Istituto il desiderio che nel paese di Gazzuolo, nel Mantovano, in una sua struttura, si apra una scuola, a condizione però che le suore si stacchino dall’Istituto e creino una nuova fondazione.

Suor Maria Ignazia Isacchi beatificata a Mantova (Foto profilo facebook)
Orsoline del Sacro Cuore di Gesù
Il vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli, s’accorda con il vescovo di Bergamo, il quale accetta le condizioni della Contessa e chiede all’Istituto delle Suore Orsoline di Somasca di mettere a disposizione delle religiose questa nuova fondazione. Sette suore, tra cui la Venerabile Serva di Dio, si rendono disponibili ad avviare questo nuovo progetto. Le suore arrivano il 5 settembre 1893 alla destinazione e, dopo tre mesi, il vescovo di Cremona, firma il decreto di approvazione della nuova Congregazione con il nome di “Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù”. I rapporti con le orsoline di Somasca sono rimasti sempre fraterni: ci sarà anche una loro delegazione nella basilica di Sant'Andrea oggi, così come era avvenuto, a parti inverse, per la beatificazione di Caterina Cittadini nel 2001.
Lo scontro con la Contessa
Nel 1894, si tiene il Primo Capitolo Generale ed suor Maria Ignazia viene eletta Superiora Generale e Maestra delle Novizie. Gli anni seguenti vedono l’apertura di nuove case, ma anche molte ingerenze della contessa nel governo dell’Istituto: al culmine dello scontro, nel 1903, le suore devono lasciare Gazzuolo. A queste difficoltà si uniscono quelle dovute alla prima Guerra mondiale e alle incomprensioni con i nuovi vescovi di Bergamo, Cremona e Mantova.
La Casa Madre ad Asola
Il caso si risolve il 1° febbraio 1917: la Serva di Dio trasferisce la Casa Madre ad Asola, sempre nel Mantovano, e riceve l decreto di approvazione del vescovo di Mantova.
Madre Maria Ignazia, anche dopo aver rinunciato per motivi di salute al governo dell’Istituto nel 1924, continua ad avere un’autorità spirituale come Superiora Generale a vita ad honorem. Muore il 19 agosto 1934 a Seriate, nella Bergamasca.
La preghiera
Suor Maria Ignazia ha sempre manifestato l’esercizio eroico della virtù della fede attraverso un’intensa vita di preghiera. Anche se impegnata nelle attività educative o di governo dell’Istituto, riservava all’orazione la priorità assoluta. La devozione al Sacro Cuore di Gesù ha rappresentato uno dei capisaldi del suo vissuto interiore.
L’esercizio eroico della virtù della speranza in lei si è concretizzato nel guardare con fiducia anche le situazioni più difficili. Nei momenti di fatica e di prova, ha sempre perseverato con grande convinzione, confidando nell’aiuto del Signore.
Il miracolo e la beatificazione
Nel maggio del 1950, ad una suora della congregazione fondata dalla Venerabile Isacchi, viene diagnosticata una patologia “di natura tubercolare”, confermata da esami radiografici.
Le condizioni peggiorarno progressivamente, fino a quando viene ricoverata all’Ospedale Bolgnini di Seriate. La terapia prescritta si rivela inefficace, con un peggioramento delle condizioni.
In questo stato critico, una religiosa della stessa congregazione della sanata, si propone di invocare la Fondatrice chiedendo la grazia della guarigione attraverso una novena di preghiere a conclusione della quale, alla presenza di un’altra sorella, l’ammalata mostra un miglioramento assai evidente. Un esame radiologico e la successiva visita medica riscontrano una completa guarigione. La suora visse fino a 92 anni; morì nel 2018 per cause del tutto estranee alla malattia del 1950.
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