Sigfrido Ranucci, attraverso i suoi legali, contesta formalmente la decisione della Rai di togliergli la conduzione di Report per affidarla a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Nella comunicazione inviata alla Rai, gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi contestano "integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d'urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti".
La contromossa di Ranucci
I legali di Ranucci chiedono di conoscere fatti e circostanze e avere, entro sette giorni, la documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento a una "obiettiva situazione di incompatibilità" che si sarebbe determinata, per effetto delle "continue pressioni" a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report, e della diminuita credibilità e autorevolezza conseguenti a "percezioni di opacità, commistione e interferenze", come scritto nella decisione con cui la Rai ha rimosso Ranucci.
Una decisione adottata senza che fosse indicato, sottolineano i legali, "alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni". "Tale carenza - osservano gli avvocati - appare tanto più rilevante ove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi 'oggettivamente' venuti meno e, dall'altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso".
Secondo i legali poi la Rai sostiene che la redazione di Report sarebbe "gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta", ma "non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell'immediato avvicendamento di Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma". I legali denunciano, inoltre, "la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuta dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità".
"Smerdare perché ti vogliono ammazzare"
Fin qui le contestazioni formali e la battaglia legale con la Rai. Ranucci sia sui social sia dal vivo durante le tappe dello spettacolo "Diario di un trapezista" ha continuato a rivolgersi al suo pubblico e a commentare quanto sta vivendo. "Un pensiero alla redazione di Report, che sta subendo il più grande attacco della sua trentennale storia", ha detto dal palco del teatro dell'Efebo di Agrigento.
Durante lo spettacolo Ranucci ha ripetuto più volte la frase "Smerdare perché ti vogliono ammazzare", spiegando che queste sono le parole che una producer esterna della Rai gli aveva sussurrato telefonicamente alcuni anni addietro per avvisarlo. Parole che oggi Ranucci definisce "una profezia". "Hanno detto che ero un uomo dei servizi segreti cinesi, russi. Sono stato accusato di bullismo sessuale e di comprare servizi per delegittimare la sanità lombarda - ha detto -. È cambiata la narrazione, ma è rimasto 'smerdare' come tentativo di eliminarmi. Ci trovavamo davanti ad attacchi scomposti, la redazione era smarrita. Ma io applicavo la teoria del trapezista che passa a quello più complicato e noi siamo andati avanti con inchieste più complicate, assumendoci la nostra responsabilità".
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