Strage di ragazzi in superstrada. Le analisi sull’altro guidatore: “Quel giorno Perugini era ubriaco e sotto l’effetto di psicofarmaci”

2026/07/25

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Consegnata la consulenza tossicologica sul 41enne morrovallese, morto nello schianto che è costato la vita anche a Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia.

Consegnata la consulenza tossicologica sul 41enne morrovallese, morto nello schianto che è costato la vita anche a Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia.

Consegnata la consulenza tossicologica sul 41enne morrovallese, morto nello schianto che è costato la vita anche a Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia.

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Alcol e psicofarmaci in concentrazioni elevate. Questo è stato trovato nel sangue di Christian Perugini, il 41enne di Morrovalle morto in un incidente stradale con tre giovanissimi maceratesi, i ventenni Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia, il 14 giugno scorso lungo la superstrada Val di Chienti, tra Trodica di Morrovalle e Corridonia.

Per chiarire tutte le circostanze di questo fatto tragico, il sostituto procuratore Stefania Ciccioli aveva disposto l’ispezione cadaverica, eseguita dal medico legale Roberto Scendoni, e la consulenza tossicologica, affidata al professor Rino Froldi. I risultati di quest’ultimo accertamento sono stati consegnati la settimana scorsa alla procura, e rappresentano un tassello essenziale per chiarire la dinamica e le responsabilità in merito all’accaduto.

Dalle analisi tossicologiche è emerso che Perugini, all’alba di quella domenica, si era messo al volante della sua Lancia Musa nonostante avesse bevuto alcolici e assunto psicofarmaci. In entrambi i casi le concentrazioni sono risultate elevate, oltretutto gli effetti di alcol e sostanze si amplificano, quando questi vengono mescolati. Il morrovallese aveva imboccato la superstrada dall’entroterra per tornare a casa. Ma dopo Corridonia, in un tratto in cui si procedeva in entrambi i sensi sulla stessa corsia per via dei lavori, avrebbe urtato la Fiat Punto che procedeva nella direzione opposta, mandandola fuori strada. Un impatto tremendo, che aveva ucciso sul colpo sia Perugini sia il ventenne maceratese Nicolas Calabrese, a bordo della Punto; poi nelle ore successive le lesioni gravissime si erano rivelate fatali anche per Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia, deceduti entrambi a vent’anni in ospedale ad Ancona nonostante i disperati tentativi dei medici di Torrette di salvarli. Feriti gravemente invece, ma per fortuna ancora vivi, gli altri due passeggeri della Punto, i maceratesi Michele Calcagni e Simone Bracaccini.

Con gli accertamenti medico legali e tossicologici completati, a questo punto manca solo la relazione finale della polizia stradale, che aveva effettuato i rilievi sul posto e raccolto le testimonianze di altri automobilisti presenti quella mattina. Poi il sostituto procuratore Ciccioli potrà chiudere il fascicolo. Dal punto di vista delle eventuali responsabilità penali, il reato si estingue con la morte del reo, quindi il fascicolo sarà archiviato e non ci saranno processi né colpevoli. Resta aperta invece la partita in sede civile, per i possibili risarcimenti, e anche per questo, oltre che per la gravità della vicenda, la procura ha voluto comunque andare fino in fondo per ricostruire i fatti sotto tutti i punti di vista, per le ulteriori implicazioni e ricadute.

L’incidente di quella domenica mattina è stato un trauma profondo per la comunità cittadina e non solo. Quattro vite spezzate, tra cui quelle di tre giovanissimi, studenti e sportivi pieni di vita e progetti, e una marea di familiari e amici choccati. I genitori dei ragazzi hanno dato vita a una associazione, chiamata "Tristar", per portare avanti la loro memoria e organizzare iniziative, soprattutto in campo sportivo, nel nome di Nicolas, Giorgio e Daniele. Intorno a loro si è creata una rete di solidarietà e affetto.

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