02 ago 2026 - 06:30
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Alle 10:25 del 2 agosto 1980 una valigia piena di tritolo esplode nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione del capoluogo emiliano, causando 85 vittime e 200 feriti. È la strage più sanguinosa nella storia italiana. In via definitiva vengono condannati gli ex terroristi di estrema destra dei Nar Fioravanti, Mambro e Ciavardini come esecutori, e in concorso esterno Gilberto Cavallini, oltre a Paolo Bellini, ex di Avanguardia Nazionale
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LA STRAGE DI BOLOGNA
- Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, una bomba esplode nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. L'Italia torna nell'incubo del terrorismo: 85 morti e 200 feriti il bilancio finale della strage più sanguinosa nella storia del Paese.
Bologna, storia di una strage
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L'OROLOGIO SIMBOLO
- L'ora della tragedia rimarrà impressa, come ricordo indelebile, nelle lancette ferme del grande orologio che si affaccia sul piazzale della stazione.
Strage di Bologna, la lotta per la verità
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L'ORA FISSATA PER SEMPRE
- A memoria di quel terribile giorno le lancette dell'orologio da allora segnano sempre la stessa ora.
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I PRIMI SOCCORSI
- Subito dopo l'esplosione si forma una catena spontanea di aiuti che coinvolge tantissime persone.
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LE VITTIME
- Inizia anche la conta della vittime: la più piccola è Angela Fresu, appena tre anni, la più anziana Antonio Montanari, di 86.
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L'AIUTO DELL'ESERCITO
- Interviene anche l'esercito, mentre il silenzio irreale nel centro città è squarciato dalle sirene di ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine.
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L'IPOTESI INIZIALE
- Le prime ipotesi investigative parlano dello scoppio di una caldaia, ma nel punto dell'esplosione non ce ne sono. La fuga di gas viene quindi presto scartata per lasciare spazio alla vera causa della strage: una bomba ad alto potenziale.
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IL BUS COME CARRO FUNEBRE
- Un bus Atc della linea 37 diventa simbolo di quel 2 agosto perché si trasforma in un improvvisato carro funebre che fa la spola con l'obitorio di via Irnerio, a poca distanza, per trasportare le salme.
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I FERITI
- Le ambulanze servono invece per i feriti che vengono smistati in tutti gli ospedali, dove rientrano in servizio medici e infermieri.
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LA LAPIDE
- I nomi delle 85 vittime della strage sono oggi impressi in una lapide nella stazione di Bologna. La sala d'attesa, ricostruita, presenta nel punto dello scoppio la pavimentazione originale del 1980 coperta da vetro.
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LE COMMEMORAZIONI
- Ogni anno, il 2 agosto, a Bologna, si tengono diverse commemorazioni organizzate dall'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato per ricordare chi ha perso la vita e per chiedere giustizia e verità sulla strage.
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IL RICORDO DI CARMELO BENE
- In occasione del primo anniversario, il 31 luglio 1981, per commemorare le vittime l'attore Carmelo Bene legge cantiche e sonetti di Dante dall'alto della Torre degli Asinelli.
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I PROCESSI
- Alla fine di una lunga serie di processi, sono definitive dal 1995 le condanne all'ergastolo come esecutori della strage di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, appartenenti ai Nar, gruppo terroristico di estrema destra attivo tra fine anni '70 e primi '80.
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LA CONDANNA PER FIORAVANTI E MAMBRO
- Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, in un'immagine dell'8 febbraio 1982. Il 23 novembre 1995 è stato condannato in via definitiva quale esecutore della strage.
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IL PROCESSO A CIAVARDINI
- Del 2007, invece, è la condanna a 30 anni per Luigi Ciavardini, altro militante di estrema destra processato a parte perché nel 1980 aveva 17 anni.
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IL RITORNO IN LIBERTÀ PER FIORAVANTI
- Nell'aprile del 2009, dopo 26 anni di carcere, 5 di libertà vigilata e a 31 dall’arresto, Fioravanti è completamente libero dalla pena cumulativa come previsto dalla legge Gozzini. Condannato all'ergastolo, ha ottenuto la liberazione condizionale nel 2004 grazie ai benefici di legge previsti per tutti i detenuti, senza gli sconti riservati a "pentiti" o "dissociati". Terminati i cinque anni di prova, la sua pena è ora "estinta".
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LA COPPIA
- La pena di Francesca Mambro si è invece estinta nel 2013. Mambro e Fioravanti, fidanzati fin dagli anni Settanta, si sono sposati nel 1985 e nel 2001 hanno avuto una figlia.
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I TRE HANNO SEMPRE PROCLAMATO INNOCENZA
- I tre ex terroristi dei Nar si sono sempre dichiarati innocenti per quanto riguarda la strage alla stazione.
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IL PROCESSO A CAVALLINI
- Nel 2017, davanti alla corte di Assise di Bologna, ha preso il via un nuovo processo per accertare le responsabilità di un eventuale 'quarto uomo'. Si tratta di Gilberto Cavallini, ex Nar, ergastolano in semilibertà. Nel 2020 è stato condannato per concorso esterno alla strage (confermato nel 2023 in Appello e nel 2025 in Cassazione), con l'accusa di aver aiutato e supportato Fioravanti, Mambro e Ciavardini con alloggio, documenti falsi e fornendo la vettura per il viaggio da Padova a Bologna.
Strage di Bologna, definitivo l'ergastolo per Gilberto Cavallini
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I DEPISTAGGI
- Il 23 novembre 1995 viene condannato per depistaggio delle indagini il colonnello Giuseppe Belmonte (nella foto) insieme all'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del Sismi Francesco Pazienza e l'ufficiale del servizio segreto militare Pietro Musumeci.
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I MANDANTI
- Il livello superiore, cioè quello dei mandanti, invece è rimasto avvolto nel mistero e la Procura ordinaria, dopo anni di indagini, aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto contro ignoti. La Procura generale però, nell'ottobre 2017, ha avocato a sé il fascicolo e, pur nella difficoltà di svolgere accertamenti a 39 anni dai fatti, ha condotto l'inchiesta, a cui hanno lavorato carabinieri del Ros, Digos e Guardia di Finanza. A opporsi all'archiviazione era stata l'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato.
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IL NUOVO PROCESSO
- Nel 2020 la Procura generale di Bologna ha notificato 4 avvisi di fine indagine, accusando la P2 e Gelli di essere i mandanti della strage. Tra i destinatari Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale (nella foto), ritenuto esecutore che avrebbe agito in concorso con Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi - questi ultimi 4 tutti deceduti e ritenuti mandanti, organizzatori o finanziatori - oltre che in concorso con i Nar. Bellini è stato rinviato a giudizio nel febbraio 2021, il processo ha preso il via il 16 aprile.
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LA CONDANNA A BELLINI
- Nell'aprile 2022 arriva la sentenza di primo grado: Bellini (in foto) viene condannato all'ergastolo, con un anno di isolamento, in qualità di esecutore materiale della strage. L'accusa ha continuato a dichiarare colpevoli anche Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti e quindi non più imputabili, in qualità di mandanti, finanziatori o organizzatori della strage. Nel 2024 la condanna a Bellini è stata confermata in Appello e l'anno dopo in Cassazione.
Strage di Bologna, Cassazione: confermato ergastolo per Bellini
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LE ALTRE CONDANNE
- La Corte di assise di Bologna ha giudicato responsabili anche altri due imputati: 6 anni all'ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio; 4 a Domenico Catracchia, ex amministratore di condomini in via Gradoli, a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini. Condanne confermate in Appello e in Cassazione. Secondo le indagini, ammonterebbe a circa 5 milioni di dollari il flusso di denaro proveniente da conti riconducibili a Gelli (in foto) e Umberto Ortolani e diretto a organizzatori e Nar.
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LA MORTE DI DELLE CHIAIE
- Nel frattempo, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2019, è morto all'ospedale Vannini di Roma anche Stefano Delle Chiaie, accusato di concorso nella strage e assolto poi nel processo per insufficienza di prove. Neofascista esponente della destra radicale e della destra spiritualista in seno al Movimento Sociale Italiano, è stato fondatore di Avanguardia Nazionale.
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