VENETO - «Diecimila militari possono fare molto. Per questo sostengo l'iniziativa della Lega e di Matteo Salvini. Il Veneto chiede allo Stato di esserci, adesso». Con queste parole il governatore Alberto Stefani benedice l'iniziativa del segretario del Carroccio, che vorrebbe aumentare sensibilmente il numero di soldati impiegati nell'operazioni Strade Sicure.
Iniziativa che sta scuotendo non poco la maggioranza di governo.
In Veneto
Dal Veneto invece arriva un segnale di distensione da parte del leghista presidente di Regione. «La sicurezza dei veneti è un diritto che deve essere garantito con il massimo impegno - precisa Stefani -. Nei pressi delle stazioni ferroviarie, nei quartieri periferici come nei centri storici delle nostre città si moltiplicano nuovi e inaspettati fenomeni criminali. Per combatterli serve una risposta rapida ed efficace da parte dello Stato. In coordinamento con le forze di polizia e la magistratura, 10mila militari possono fare molto».
«Potenziare il contingente di donne e uomini impegnati nell'operazione Strade Sicure - prosegue Stefani - è fondamentale per la sicurezza, l'attrattività e lo sviluppo del nostro territorio. Attendere non serve: il Veneto chiede allo Stato di esserci, adesso».
La situazione nel Governo
Strade Sicure è un dispositivo che fu introdotto nel 2008 dal governo berlusconiano dell'epoca, che vedeva nel ruolo di ministro della Difesa Ignazio La Russa. Prevede la presenza in strada, nei luoghi ritenuti più sensibili a fenomeni di microcriminalità, di soldati dell'Esercito che si sommano alle forze dell'ordine.
Da tempo la Lega, con in prima linea il suo numero uno Matteo Salvini, chiede che il dispositivo venga potenziato. Il che significa più soldati in strada e richiede ulteriori investimenti economici. La risoluzione presentata da Salvini è ferma da aprile in Commissione Difesa alla Camera e il tema in questi giorni torna alla ribalta e suscita più di qualche attrito nella maggioranza.
Nonostante la stretta securitaria progressivamente imposta dal Governo meloniano in questi quattro anni, anche nello stesso partito di Fratelli d'Italia non tutti accolgono con favore il potenziamento di Strade Sicure. Era lo scorso inverno quando Guido Crosetto, il ministro della Difesa, sottolineava la necessità «di aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario».
Cavallo di battaglia di Salvini per finanziare l'incremento di soldati in strada sono gli extraprofitti delle banche. «La spesa potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana. Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni» ha affermato nei giorni scorsi. L'obiettivo della Lega è aumentare il numero di soldati dell'Esercito impiegati in Strade Sicure dagli attuali 6.800 a 10.000.
L'ufficio di presidenza della commissione martedì dovrebbe calendarizzare la prosecuzione dell'esame della risoluzione, ma per andare avanti servirà necessariamente una soluzione di compromesso. Sforzi che si stanno rivelando sempre più complicati con l'avvicinarsi della fine della legislatura.