A Palermo stop alle carrozze trainate da animali e via alla sostituzione con mezzi di propulsione elettrica. La scelta è del consiglio comunale. Se ne parla anche a Firenze e Napoli. Il 2o luglio è stata presentata una proposta di legge per il divieto del servizio. Poi l’istituzione di un fondo di 5 milioni per l’acquisto di veicoli elettrici.
Su Vaielettrico ci siamo occupati della soluzione scelta ad Alghero e sposata dalla Asl di Foggia, dell’operazione di New York e dei Fiaker viennesi, della Reggia di Caserta dove al posto dei cavalli sono entrate in servizio delle mini e-car. Nel 2025 abbiamo scritto di Bruxelles e della Germania dove i cavalli sono aiutati da un motore elettrico e annunciato la scelta palermitana. Nel capoluogo siciliano la scelta è poi diventata norma nei giorni scorsi.

A Palermo promessa mantenuta, approvata la delibera
La promessa è stata mantenuta sul piano normativo e ora si assicurano i cittadini che «nell’arco di pochi mesi, il superamento definitivo della trazione animale per il trasporto delle carrozze a uso turistico, attraverso la riconversione verso mezzi elettrici. Si tratta di una svolta di civiltà che permette di lasciarsi alle spalle un’attività economica fondata sullo sfruttamento del cavallo, rispetto alla quale l’amministrazione comunale è stata più volte costretta a intervenire con ordinanze contingibili e urgenti per tutelare animali spesso sottoposti a condizioni incompatibili con il loro benessere».

L’assessore alle Attività Produttive ed Economiche, Giuliano Forzinetti sottolinea: «Palermo dimostra ancora una volta di voler affrontare le grandi sfide con strumenti concreti e regole chiare. Il superamento della trazione animale rappresenta una scelta di civiltà che ci allinea alle migliori esperienze nazionali ed europee, favorendo una visione moderna del turismo e dello spazio pubblico, senza lasciare indietro nessuno».
Se ne parla a Firenze e Napoli
In questi giorni il tema è diventato di attualità anche a Firenze con la proposta del Comitato Ecocarrozze. Anche qui la sostituzione delle tradizionali carrozze trainate dai cavalli si vuole fare con mezzi elettrici.
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Il tema è fissato nell’agenda degli assessori Paola Galgani e Jacopo Vicini che stanno consultando i dodici fiaccherai (fiacchero è la carrozza pubblica trainata da cavalli) autorizzati che operano nel centro storico. I due assessori al quotidiano La Nazione hanno evidenziato come il cambiamento climatico renda ormai necessaria una riflessione, considerando che nelle giornate di caldo estremo il servizio viene già sospeso.

Anche a Napoli si affronta il problema. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs chiedono di riconvertire il servizio turistico. Tutelare i cavalli, ma pure i lavoratori grazie ad incentivi per la transizione. «La riconversione deve essere accompagnata attraverso nuovi strumenti, incentivi e licenze per mezzi elettrici, offrendo agli operatori una possibilità reale e sostenibile di trasformazione», spiega il consigliere Luigi Carbone.
La proposta di legge parlamentare
Il 20 luglio il Campo largo ha presentato alla Camera una proposta di legge per l’abolizione delle carrozze trainate da cavalli. Il testo firmato dai deputati Patrizia Prestipino (Partito Democratico), Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra) e Sergio Costa (Movimento 5 Stelle) prevede anche l’abrogazione dell’articolo 70 del codice della strada che permette il servizio. Che fare dei lavoratori senza più cavalli? Si prevede di istituire al Ministero dei Trasporti un fondo da cinque milioni per il 2026.

Si tratta di contributi a fondo perduto per l’acquisto di veicoli elettrici, risorse già previste nel bilancio del Ministero dell’Economia. E i cavalli? Vietato mandarli al macello così come gli altri animali impiegati nel servizio. Il problema sono i tempi, troppo stretti per approvare la legge, condivisa anche dalla maggioranza, e per un regolamento che permetta di finanziare la transizione.
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