Stop al bollo: Giorgia Meloni si stanca del rigore, alle coperture ci penseremo

2026/09/20

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Dagli 80 euro di Renzi agli 80 kilowatt di potenza. È la Meloni del “meno tasse per tutti”, vecchio slogan berlusconiano, quella raggiante che annuncia l’abolizione del bollo auto per le vetture meno potenti. La misura ormai è nota: un’automobile o motociclo a testa, purché sia inferiore a questo range. Insomma, tutte le utilitarie beneficeranno del provvedimento. 

Lo stop al rigore giorgettiano

La presidente del Consiglio si è un po’ stancata del rigore di Giancarlo Giorgetti: è tempo di allentare un po’ i cordoni della borsa, dopo quattro anni senza slanci. Il Governo lo rimarca sempre: ha trascorso quasi un mandato intero a sistemare gli scostamenti dovuti al Superbonus del 110% e per coprire altre peripezie contabili degli anni precedenti. Vannacci è alla porta e bisogna pure fare qualcosa per arginarlo.

È una “tassa odiata” sostiene Meloni (come se le altre fossero simpaticissime). È regionale, quindi sono cavoli dei Fontana, dei Fedriga e di tutti gli altri governatori che magari si ritroveranno con qualche ammanco nelle casse, vista la vasta platea di beneficiari. Urge davvero una “legge Cottarelli”: ogni atto dovrebbe essere già accompagnato da una copertura sicura da parte della Ragioneria di Stato. Se sono soldi avanzati dal Pnrr, quelli utilizzati in questa circostanza per coprire i 2,3 miliardi di euro di bollo, significa, comunque, che saranno a debito. 

Salvini spiega di averlo sempre chiesto agli esecutivi, di togliere questo maledetto bollo: ma a chi lo ha detto? C’è sempre stato lui al Governo di questo Paese. Come mai la premier lo annuncia adesso e non nelle immediate vicinanze delle elezioni? Vuole forse andare al voto anticipato: giura e spergiura di no. Vuole spostare l'attenzione dall’ennesimo cambio della legge elettorale? O tiene nel cilindro altre magie per annichilire le opposizioni e stoppare l’avanzata del generale Vannacci?

Il solito balletto di cifre

Meloni dichiara 14,5 milioni di auto coinvolte dall’esenzione mentre Salvini, invece, ne conta, 24,6, basandosi su dati forniti dalla Motorizzazione Civile. Si parla di una media di 163 euro a veicolo, non male, anche se l’inflazione di una famiglia quest’anno veleggia sulle ottocento euro a nucleo. Sarà una misura spot dalla durata di un anno o strutturale? Il ministro Francesco Lollobrigida propende per la seconda, scaricando meriti (o responsabilità) sulla “bravura” futura del collega Giorgetti.

Sallusti alla sinistra: “Giorgia vi ha fregato”

L’annuncio dal sapore berlusconiano scatena i commenti. “Il Tempo” di Daniele Capezzone azzarda: “Menomale che Giorgia c’è”. Marco Travaglio ricorda tutte le promesse disattese dalla premier, che dava del Cetto La Qualunque agli avversari e del venditore di pentole a Renzi quando prometteva il medesimo taglio, mentre Alessandro Sallusti si rivolge alla sinistra: “Giorgia vi ha fregato”.

È tutto un “Giorgia e il generale”, gli altri sono comparse. Salvini e Tajani inglobati, oscurati, tagliati. Sicuramente è una premier brava a mutare senza darlo troppo a vedere. Le sue giravolte non sono accompagnate da pernacchie, come accade agli altri. Però pare che voglia cambiare strategia comunicativa, in questi ultimi mesi di mandato: Tommaso Longobardi non sarà più l’uomo ombra sui social. 

Eppure, fino ad adesso, ha sempre funzionato. Proprio sui social Meloni sfotte Renzi, mentre il Pd manda avanti giovani-vecchi che sproloquiano di comunismo, diserzione e anticapitalismo (l'attrice Jasmine Trinca leader del campo largo? È un’opzione). La magistrata Ida Teresi, presidente della commissione “strategie comunicative” dell’associazione nazionale magistrati, ai social consegna un inquietante messaggio: proprio le utilitarie sono le vetture utilizzate tipicamente da mafiosi e narcotrafficanti. 

Certo, manca un po’ di fantasia all’esecutivo. Ci si presenta ai meeting a promettere fondi per creare qui una Silicon Valley italiana, o per intercettare la sfida dell’intelligenza artificiale. Poi ci si riduce a togliere qualche gabella. Avremo il bollo dell’auto pagato dai nostri figli, ma forse non i soldi nel portafoglio per fare il pieno alla pompa di benzina. 

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