Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata ha ottenuto il via libera. Al termine della seduta conclusiva della Conferenza dei servizi decisoria, il commissario straordinario del Governo per gli stadi di Euro 2032, Massimo Sessa, ha annunciato l'esito positivo dell'iter, trasformando anni di progetti, discussioni e passaggi amministrativi in un sì concreto all'impianto fortemente voluto dalla società giallorossa.
Gualtieri: pronto nel 2029
«È una giornata storica. Dopo quattro anni di lavoro mancava solo l'autorizzazione formale al progetto. Ora è una certezza, lo stadio si farà e sarà uno dei più belli al mondo», ha commentato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della seduta. «Ora partiremo con la gara. Ci sono tutte le condizioni per posare la prima pietra a marzo 2027. Il cantiere dura due anni e mezzo quindi lo stadio potrebbe essere pronto a fine 2029», ha spiegato.
La riunione e il via libera definitivo
L'appuntamento era fissato alle 10.30 e Sessa ha presieduto la riunione. Intorno al tavolo sedevano circa 50 soggetti istituzionali e tecnici, dai membri dei ministeri competenti alla Soprintendenza di Stato, fino ai rappresentanti della Roma e ai delegati di Campidoglio e Regione Lazio.
Prima di entrare in seduta, l'ingegner Sessa aveva ripercorso la lunga storia del progetto: «È un qualcosa che parte negli anni '80 con l'ex presidente della Roma, Dino Viola. Oggi finalmente c'è la certezza di fare un qualcosa che fa bene alla città, alla tifoseria e fa bene a tutti. Abbiamo la proiezione moderna di uno stadio che sarà aperto e vivo 365 giorni all'anno».
Superati i nodi
Con questo passaggio cade l'ultimo grande ostacolo amministrativo prima dell'avvio dei lavori.
L'esito era nell'aria: sul progetto si era mosso direttamente il governo, c'era la scadenza di Euro 2032 con il pressing dell'Uefa per avere stadi all'altezza dell'appuntamento, e c'era il lavoro congiunto di Campidoglio e Regione Lazio. Nei giorni precedenti era arrivato anche il parere positivo della Soprintendenza, pur con alcune prescrizioni, tra cui quelle sulla tutela dei reperti archeologici presenti nell'area e sul verde.Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nominati a luglio subcommissari di governo per l'impianto, avevano alimentato la fiducia alla vigilia. Rocca aveva parlato di una conferenza che «si avvia verso una chiusura positiva», mentre Gualtieri aveva confermato: «Siamo fiduciosi e positivi sull'esito. È tutto ben incardinato». Rocca aveva indicato anche il nodo che più aveva fatto discutere, la viabilità, soprattutto in relazione all'ospedale Sandro Pertini: le criticità iniziali, aveva spiegato, erano legate proprio a questo aspetto, ma il lavoro svolto permetteva di guardare alla chiusura con maggiore fiducia.
Gualtieri aveva invece più volte sottolineato la dimensione urbanistica dell'intervento: attorno allo stadio sono previsti spazi verdi, percorsi ciclopedonali e opere di urbanizzazione, in un quadrante destinato a cambiare volto.
L'impianto avrà una capienza di 60.605 posti, con una curva Sud, cuore del tifo romanista, che dovrebbe ospitare 23mila tifosi e diventare così una delle più grandi d'Europa.
Quando la prima pietra
Il cronoprogramma punta alla posa della prima pietra a marzo 2027 e al completamento entro il 2031, anno in cui verosimilmente si disputerà la prima partita. Sullo sfondo ci sono gli Europei del 2032, che l'Italia organizzerà insieme alla Turchia: Pietralata punta a entrare nella rosa degli stadi che ospiteranno l'appuntamento.
Ultimo aggiornamento: lunedì 28 settembre 2026, 14:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home