I dati Istat di luglio mostrano aumenti più o meno consistenti per molti dei capitoli di spesa più importanti per le famiglie d’estate. Diminuiscono a sorpresa i biglietti per voli intercontinentali
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Non stupisce più vedere benzina e gasolio in cima alla lista dei beni aumentati di più di prezzo, ma oltre al caro-carburanti, quest’estate sta portando con sé anche il caro-vacanze. Non siamo ai livelli dei rincari del 2022, ma un’estate al mare richiede esborsi sempre maggiori, innanzitutto per gli stabilimenti balneari: questo luglio i prezzi sono aumentati più di un decimo rispetto all'anno scorso, registrando un +12,6 per cento, una tendenza che si era manifestata già negli scorsi mesi. Oltre a lettino e ombrellone, sono aumentati anche i costi di alberghi, pensioni e ristoranti, tutti oltre l'andamento medio dell'inflazione, confermato dall'Istat a luglio al 2,9 per cento.
Rincari su cibo calano i voli internazionali
Chi, scoraggiato, volesse restare a casa e provare a sentire il sapore del mare cucinando un'orata o un branzino, deve tenere in conto invece di spendere il 3,5 per cento in più rispetto all'anno scorso. La fettina di limone con cui accompagnarli supera addirittura l'11 percento di rincaro, caso eclatante rispetto a un andamento dei prezzi degli alimentari che si attesta in media a un più contenuto 1,3 per cento. Lasciando stare le onde e dedicandosi alla cultura, non stupisce il 4,3 per cento che mediamente bisogna spendere in più nei trasporti per raggiungere le città d'arte, ma una volta là bisogna tenere in conto musei e attrazioni più care del 5 per cento. Anche chi vuole dedicarsi all’attività fisica, noleggiando attrezzatura sportiva, o rifugiarsi tra il verde di un campeggio fuori dai centri urbani si trova davanti a rincari di più del 10 per cento. In questo scenario grigio per i portafogli, ci sono però voci in calo sorprendente, tra cui soprattutto i voli internazionali: se le tratte nazionali registrano un rincaro del 6,2 per cento, quelle intercontinentali costano quasi il 12 per cento in meno rispetto a luglio 2025, paradossale effetto della crisi di Hormuz, che nei mesi scorsi ha portato a programmare vacanze più local e ad abbassare la domanda per biglietti verso altri angoli del mondo.
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Associazioni dei consumatori in allarme
A parte queste eccezioni, le impennate quasi generalizzate dei prezzi hanno messo in allarme le associazioni dei consumatori. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona ha evidenziato con dei dati concreti elaborati dall'organizzazione quanto potrebbero sborsare le famiglie: "Rispetto alla scorsa estate, una coppia con due figli spenderà per i trasporti 252 euro in più su base annua e 115 per servizi di ristoranti e di alloggio. In media per una famiglia la stangata per i viaggi è di 153 euro in più, mentre per alberghi e ristoranti si spendono 66 euro in più rispetto a luglio 2025. L' aumento complessivo del costo della vita è di 1020 euro per una coppia con 2 figli, 946 euro per una con 1 figlio e 746 euro per una famiglia media".
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