C’è un momento, arrivando a Sperlonga, in cui il viaggio sembra improvvisamente più lontano di quanto sia davvero. La strada scende verso il Tirreno, il borgo appare aggrappato allo sperone di roccia, bianco, luminoso, quasi sospeso sull’acqua. E allora diventa facile capire perché, da generazioni, questa sia una delle mete predilette dai romani per le vacanze e per le fughe al mare.
Non è soltanto una questione di distanza. Sperlonga offre quella rara combinazione che trasforma una località balneare in una destinazione: un mare trasparente, spiagge dorate, un centro storico che conserva intatto il carattere mediterraneo, una storia antichissima e una dimensione mondana mai completamente slegata dalla sua anima di borgo marinaro. È una vacanza che può cominciare sotto l’ombrellone e finire in un vicolo bianco, davanti a un piatto di pesce, con il mare ancora visibile tra le case.
La sua forza, per chi arriva dalla Capitale, sta anche nella possibilità di sentirsi in vacanza senza dover affrontare un viaggio impegnativo. Sperlonga si trova sulla costa della provincia di Latina, a circa 130 chilometri da Roma, lungo quella Riviera di Ulisse che alterna spiagge, falesie, grotte e panorami mediterranei. Una posizione abbastanza vicina per un fine settimana, ma sufficientemente lontana per cambiare ritmo.
La riviera
Il primo richiamo resta naturalmente il mare. Le spiagge di Sperlonga si sviluppano ai piedi del borgo con arenili sabbiosi che si alternano a promontori rocciosi e piccole insenature. Ponente e Levante hanno caratteristiche diverse, mentre verso sud si incontrano l’Angolo, la zona della Grotta di Tiberio e la costa di Bazzano, dove il paesaggio diventa più selvaggio e scenografico. L’acqua limpida è uno dei biglietti da visita più forti della località, tanto da aver contribuito a fargli conquistare la Bandiera Blu ininterrottamente negli ultimi 30 anni.
Ma è soprattutto il rapporto tra mare e paese a rendere Sperlonga diversa. Non c’è una città alle spalle della spiaggia: c’è un borgo che sembra nascere direttamente dalla roccia e scendere verso l’acqua attraverso scale, vicoli e passaggi. Le case bianche, gli archi, le piccole piazze e i belvedere costruiscono una scenografia naturale che ricorda, senza bisogno di artifici, alcune località delle isole greche. È questa la cartolina che i romani conoscono bene: il mare al mattino, la passeggiata nel centro storico nel tardo pomeriggio, l’aperitivo quando il sole cala e le facciate bianche cominciano a tingersi di rosa. La sensazione è quella di camminare in un luogo costruito nei secoli per guardare il mare, difendersi dal mare e, infine, vivere del mare.
Il mito
In alto domina la Torre Truglia, uno dei simboli della città, costruito nel Cinquecento come punto di avvistamento. Poi arriva la storia romana, e qui Sperlonga assume un’altra dimensione. A poca distanza dal centro si trova la Villa di Tiberio, una delle testimonianze archeologiche più suggestive della costa. La residenza dell’imperatore erede di Augusto comprendeva ambienti abitativi, terme, strutture per l’approvvigionamento dell’acqua, un attracco privato e soprattutto la celebre grotta-ninfeo affacciata sul mare. La grotta, le piscine, i mosaici e le sculture monumentali legate alle imprese di Ulisse raccontano il lusso della villeggiatura dell’aristocrazia romana, ma anche quanto sia antico il rapporto fra questo tratto di costa e il mito omerico. Ed è qui che si inserisce il contributo dato da L’Odissea di Christopher Nolan a rafforzare, indirettamente, il turismo. Nella Villa di Tiberio furono ritrovati monumentali gruppi scultorei dedicati proprio alle avventure di Ulisse, opere che in origine facevano parte della decorazione della grotta e oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga. Non è un caso che il turismo locale abbia già valorizzato questo legame: «Negli ultimi anni Sperlonga ha dedicato iniziative e murales nel centro storico al viaggio raccontato da Omero. Il mito era già qui, scolpito nel marmo, nascosto nella grotta di Tiberio e affacciato sullo stesso mare che ancora oggi richiama migliaia di persone», racconta Leo La Rocca presidente di Sperlonga Turismo, associazione che riunisce cento tra ristoratori, balneari, albergatori e operatori turistici.
Il turismo
«Gli arrivi e le presenze raccontano una Sperlonga che non conosce più una vera bassa stagione ma, anzi, distribuisce i flussi turistici lungo l’intero arco dell’anno, articolandosi in due semestri di fatto consecutivi: da ottobre a marzo e da aprile a settembre», spiega la sindaca facente funzioni Lorena Cogodda. Un dato che fotografa bene la situazione riguarda la qualità e la provenienza delle presenze: «Sperlonga intercetta una componente straniera particolarmente significativa, con turisti provenienti prevalentemente dal Nord Europa e dagli Stati Uniti», aggiunge.
«Perché Sperlonga continua a essere così gettonata?», precisa La Rocca. «Per la capacità di soddisfare desideri diversi senza costringere il visitatore a scegliere. Chi cerca il mare trova acqua limpida e spiagge attrezzate. Chi vuole tranquillità può cercare angoli più appartati e tratti di costa meno costruiti. Le famiglie trovano un litorale adatto anche ai bambini. Chi ama la storia ha la Villa di Tiberio e il museo. Chi cerca una serata piacevole trova ristoranti, locali e il fascino del borgo illuminato».
La movida
E poi ci sono i giovani: «La località marina di Bazzano è palcoscenico per iniziative musicali di respiro internazionale, con la presenza di DJ e artisti capaci di richiamare un pubblico giovanile», precisa la sindaca. Anche l’offerta turistica si è sviluppata intorno a questa pluralità: Sperlonga Turismo indica oltre 2.500 posti letto distribuiti in circa trenta strutture tra hotel, campeggi e altre soluzioni ricettive, a cui si aggiungono stabilimenti balneari, attività sportive e occasioni di intrattenimento. C’è poi la panchina gigante sulla collina che domina l’area di Villa di Tiberio: è la numero 256 d’Italia. Il punto più instagrammabile della costa e che contribuisce a quella identità visiva fatta di colori, di piste ciclabili, di storia e di interesse a prescindere dal mare. Un esempio di turismo sostenibile, destagionalizzato e contemporaneo: un luogo dove la stagione non finisce quando gli ombrelloni vengono chiusi. Cambia ritmo, cambia volto, ma continua a vivere.
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