TRENTO. La Giunta provinciale ha ammesso a finanziamento, a valore sul Fondo per lo sviluppo locale, l'intervento di ristrutturazione mediante demoricostruzione dell'ex caseificio di Castel Ivano. A confermarlo è la stessa Provincia, che precisa come il contributo ammonti a poco più di 2,1 milioni di euro, pari al 95% della spesa ammessa: sul progetto sono stati acquisiti tutti i pareri di competenza e quindi l'istruttoria amministrativa e tecnica risulta conclusa positivamente.
“L'intervento – spiega il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – prevede di realizzare un polo civico polifunzionale destinato a ospitare spazi per la vita associativa e il volontariato locale, ambienti a disposizione della comunità, servizi per le attività sportive e ricreative e locali attrezzati per il lavoro da remoto, che consentiranno di limitare gli spostamenti quotidiani verso i centri maggiori, promuovendo una migliore conciliazione tra vita professionale e familiare. Si tratta dunque di un'opera rilevante per lo sviluppo del territorio”.
“La riqualificazione dell'ex caseificio – dice il sindaco di Castel Ivano, Alberto Vesco, nel ringraziare la Giunta provinciale per aver riconosciuto il valore strategico del progetto – non è semplicemente il recupero di un edificio pubblico: è un investimento sul futuro del nostro territorio. Restituiremo alla comunità uno spazio moderno, funzionale e aperto, capace di accogliere le associazioni, il volontariato, le attività culturali, sociali e sportive, offrendo al tempo stesso nuovi servizi per i giovani. Le associazioni di volontariato rappresentano il vero motore della vita dei nostri paesi e dotarle di una sede adeguata significa investire nelle persone e nella capacità delle nostre comunità di guardare al futuro senza perdere la propria identità. Questo intervento ha anche un forte valore simbolico: un edificio che per decenni ha rappresentato il lavoro, la cooperazione, il volontariato e la crescita della nostra comunità tornerà ad essere un luogo di incontro, partecipazione e opportunità”.
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