
di Serena Murri
3 Minuti di Lettura
martedì 11 agosto 2026, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 09:01
PORTO SAN GIORGIO La denuncia per procurato allarme è stata presentata. Il sindaco Vesprini dopo la psicosi generata sabato da un messaggio circolato tra le chat in cui si vagheggiava di una presunta sparatoria che sarebbe avvenuta in città, lo aveva detto e lo ha fatto. Finita qui? Non si sa: di certo per il sindaco la questione sicurezza a Porto San Giorgio è un caso chiuso, se non proprio inesistente.
La sorveglianza
«A Porto San Giorgio, su 8 chilometri quadrati, abbiamo lo stesso numero di telecamere che ha Ascoli su 150 chilometri quadrati -ha spiegato - Le telecamere sono una delle poche leve che ha un comune per la prevenzione.
Questa amministrazione ha puntato sull'incremento dei dispositivi in zone sensibili come piazza Gaslini, migliorando anche la qualità delle immagini con telecamere da 8 k su Bambinopoli. Aumentando i dispositivi su via Rismondo, via Nazario Sauro, su lungomare centro. Abbiamo investito circa 200 mila euro, abbiamo sostituito i ponti radio con la fibra che rende il servizio più efficiente. Continuiamo a partecipare a bandi ministeriali per investire anche su viale Cavallotti e su un altro tratto di lungomare. Continueremo sempre di più ad investire perché le telecamere sono fondamentali. A questo si aggiungono i servizi appiedati dei vigili su zone sensibili. Stiamo facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità e continueremo a investire sulla sicurezza».
Il punto
Il punto, però, è un altro: capire solo se i fenomeni di violenza che stanno agitando questi mesi sangiorgesi siano legati a fattori casuali oppure a bande legate al controllo del piccolo spaccio della droga.
Questa secondo ipotesi è tuttora la più accreditata, per esempio, per quel che riguarda l’accoltellamento del 17enne avvenuto sabato scorso suol lungomare. Il sindaco, che dopo il tam tam sulle chat sulla presunta sparatoria ieri ha invitato ad un uso responsabile dei social network, la vede diversamente: «Negli ultimi mesi in città gli episodi di rilievo sul tema della sicurezza sono stati solo due (cioè l’aggressione ad un 40enne in stazione e le stesse minacce di morte di cui lui stesso è stato oggetto da parte dei maranza, ndr)». E poi: «Nessuno vuole minimizzare quanto accaduto ma è anche vero che Porto San Giorgio continua a registrare dati ben al di sotto della media nazionale e di molte realtà limitrofe. Proprio per questo, abbiamo insistito affinché fosse riconosciuta la vigilanza rafforzata». Di fatto, le misure attualmente in campo sono state diverse, dai comitati sulla sicurezza, alla vigilanza, unitamente al potenziamento.
L’immagine
«Doveroso sporgere denuncia -ha poi ribadito- un'intera comunità non può essere ostaggio di voci incontrollate che generano panico, danneggiano l'immagine della città e penalizzano chi vive e lavora a Porto San Giorgio. Diffondere notizie non verificate può avere conseguenze gravissime. Dalle prime ore della mattinata di sabato siamo stati in contatto con Prefettura, Questura e Forze dell'ordine. Ogni valutazione è stata condivisa con gli organi deputati a gestire la situazione». Per Vesprini, social e app di messaggistica «non possono trasformarsi in amplificatori di allarmismi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home