Spagna, elezioni anticipate: alle urne il 29 novembre. Sanchez apre la crisi e spera nel voto di protesta

2026/10/06

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«Ora dipende da voi. Dovete decidere quale futuro volete per voi stessi e per il vostro Paese. Confido in voi, che starete dalla parte giusta della storia». Pedro Sánchez, con un discorso in diretta tv alle 9 di ieri mattina, ha annunciato lo scioglimento delle Camere, che diventerà effettivo da oggi, e la convocazione delle elezioni anticipate domenica 29 novembre, in anticipo rispetto all'estate del 2027. Cinquantaquattro giorni separano l'annuncio di ieri dal prossimo voto e non c'è tempo da perdere: la decisione è maturata dopo un fine settimana di riflessioni a porte chiuse - mentre nelle piazze di Spagna divampava la protesta - e la comunicazione del primo ministro uscente si è già trasformata in un accorato appello con toni da accesa campagna elettorale.

Il messaggio

Quella contemporanea è «un'epoca di tensione, emergenza climatica, cambiamenti sociali e tecnologici, con la dirompente intelligenza artificiale», ha detto Sánchez. Una fase, ha aggiunto, «di grandi pericoli, ma anche, se sapremo coglierle, di grandi opportunità». E agli elettori ha quindi chiesto di decidere se vogliono che la Spagna diventi «un baluardo di apertura, giustizia sociale e responsabilità ambientale» o si unisca alla «ola ultraderechista» che porterà solo al «regresso».

Ha quindi rivendicato i risultati del suo governo e ha puntato il dito contro quella che ha definito «la peggiore opposizione che abbia conosciuto la nostra democrazia», accusandola di non avere «senso dello Stato». Ha però riconosciuto gli errori commessi e l'impossibilità di realizzare tutto ciò che era stato promesso su temi come «la disuguaglianza, i servizi pubblici e l'accesso alla casa». «Serve il sostegno della gente», in altre parole, per andare avanti nel processo di riforme. E quel sostegno, nelle Cortes, non c'era più. Venerdì il governo non è riuscito a far approvare due decreti legge sull'emergenza abitativa, presentati dopo le proteste scatenate dallo sfratto di una donna di 87 anni dalla casa in cui viveva da decenni. I provvedimenti sono stati bocciati con i voti contrari di Pp, Vox e Junts, il partito indipendentista catalano che in diverse occasioni è stato l'ago della bilancia per Sánchez, pur non facendo parte della coalizione di governo, formata dal Partito socialista e da Sumar.

Un equilibrio precario uscito dalle elezioni del 2023, quando il Partito popolare, pur conquistando il maggior numero di seggi, non riuscì a formare una maggioranza. Il Psoe arrivò secondo ma, grazie alle alleanze con la sinistra e al sostegno dei gruppi nazionalisti e indipendentisti catalani e baschi, riuscì a governare. Ora però gli equilibri sono saltati. Le manifestazioni e gli accampamenti organizzati a Madrid e in altre città del Paese sono diventati così un terreno fertile per il dibattito pre-elettorale. Il governo punta infatti a riproporre subito i provvedimenti sulla casa, con alcune modifiche, per poi sottoporli all'organo che mantiene alcune funzioni della Camera dopo lo scioglimento delle Cortes.

Intanto, la maggior parte dei sondaggi indica che alle prossime elezioni i conservatori potrebbero diventare il primo partito. Per formare un governo, però, avrebbero bisogno del sostegno di Vox: in tal caso, la coalizione supererebbe il 50%. «Finalmente gli spagnoli potranno decidere», ha dichiarato il leader del Partito popolare Alberto Núñez Feijóo. Il leader dell'opposizione ha detto che non si tratterà di «un'elezione come le altre», ma di un'occasione per scegliere tra «declino o cambiamento, menzogne o cambiamento, incompetenza o cambiamento, divisione o cambiamento, corruzione o cambiamento».

Le accuse

Anche Vox ha accolto positivamente la convocazione. Il leader Santiago Abascal ha definito «un'ottima notizia» il ritorno alle urne, accompagnando però la reazione con accuse al governo sulla gestione dell'immigrazione, della casa e dei servizi pubblici. A sinistra, Sumar, Izquierda Unida, Más Madrid e i Comuns stanno lavorando alla nuova piattaforma Frente Amplio, che punta a presentarsi unita alle elezioni. C'è fermento tra i partiti: il termine per presentare le coalizioni scadrà tra appena dieci giorni.

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