Per anni il destino dei videogiochi fisici è sembrato segnato: il digitale ha conquistato quote di mercato sempre più importanti, gli store online sono diventati il principale canale di vendita e persino le console hanno iniziato a essere proposte in versioni prive di lettore. Sony, però, potrebbe aver anticipato troppo il momento per accelerare definitivamente questa transizione.

A luglio PlayStation ha annunciato che da gennaio 2028 terminerà la produzione dei dischi fisici per i nuovi giochi destinati alle sue console. La decisione che sembrava soltanto la naturale conseguenza dell'evoluzione del mercato, ma oggi assume un significato diverso alla luce di alcune indiscrezioni emerse durante la Gamescom. Mentre Sony prepara l'addio al disco infatti, Xbox potrebbe aver deciso di fare esattamente il contrario: mantenere il formato fisico e trasformarlo in un elemento di differenziazione rispetto a PlayStation.
Il rumor che potrebbe cambiare la partita
Nel primo episodio di Nitro, il podcast di Eurogamer España, si è parlato proprio di questa possibilità. Secondo le indiscrezioni circolate alla Gamescom, Sony starebbe valutando con maggiore attenzione la propria strategia sul formato fisico, anche alla luce della possibile risposta di Microsoft. Sia chiaro, ad oggi l'annuncio sul 2028 rimane ufficiale e non ci sono conferme di un ripensamento, ma il semplice fatto che la questione sia tornata sul tavolo è interessante, perché nel frattempo Microsoft ha fatto una mossa tutt'altro che casuale.
Il 26 agosto Xbox ha annunciato infatti una funzione che permette di trasformare una copia fisica compatibile in un'autorizzazione digitale, mantenendo però il disco come parte del sistema. Una scelta apparentemente tecnica che nasconde una strategia molto più ampia.
Il punto non è che Microsoft abbia improvvisamente riscoperto il fascino dei Blu-ray, al contrario: Xbox continua a spingere con decisione verso un ecosistema digitale, tra Game Pass, Play Anywhere e cloud gaming. La novità è che Microsoft sembra voler evitare di costringere il giocatore a scegliere tra fisico e digitale e voler offrire il meglio dei due mondi.
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Proprio questa combinazione può diventare estremamente interessante nella prossima generazione e costituire un vero e proprio terreno di sfida e differenziazione dalla concorrenza. In questo modo il marketing di Redmond potrà spingere su ciò che il disco permette di fare: prestare il gioco, comprarlo usato, rivenderlo, conservarlo e continuare a possederlo anche anni dopo l'acquisto. Il digitale, invece, non manca mai di ricordarci quanto quello che acquistiamo non sia mai davvero nostro.
Sony rischia di regalare a Xbox un vantaggio?
È qui che il rumor diventa interessante. Finché tutti i produttori procedono nella stessa direzione, l'abbandono del fisico è principalmente una questione industriale. Ma se uno dei concorrenti decide di mantenere il lettore, la situazione cambia. Sony potrebbe ritrovarsi a proporre una console nella quale i nuovi giochi sono esclusivamente digitali, Microsoft potrebbe invece presentare una macchina capace di fare la stessa cosa, ma senza rinunciare ai dischi e potrebbe essere particolarmente importante per una parte dell'utenza che non è disposta a rinunciare a quello specifico mercato.
C'è poi un aspetto ancora più delicato, quello dei publisher di terze parti: le console possono spingere il mercato verso il digitale, ma alla fine sono gli editori a decidere dove pubblicare i propri giochi. Se le indiscrezioni secondo cui alcune grandi case di sviluppo starebbero valutando con preoccupazione l'assenza del formato fisico su PlayStation fossero confermate, Sony avrebbe davanti un problema ben più serio del malcontento degli utenti. Perché un conto è perdere una parte delle vendite retail, un altro è rischiare che il formato fisico diventi una delle ragioni per cui un publisher preferisce sostenere maggiormente Xbox e Nintendo. Anche in questo caso però, è fondamentale sottolinearlo, si tratta di indiscrezioni e non di decisioni ufficiali.
Il paradosso della prossima generazione
La situazione ha quindi un certo gusto del paradosso. Xbox, che è stata per anni il simbolo della transizione verso il digitale, costruendo una parte enorme della propria strategia proprio sull'idea di liberare il videogioco dal concetto tradizionale, potrebbe presentarsi alla prossima generazione come la piattaforma che non obbliga il giocatore a rinunciare al disco. Sony, al contrario, potrebbe essere quella che ha accelerato maggiormente verso il futuro digitale e che ora rischia di scoprire che una parte del passato può ancora essere un'arma competitiva.
Non sappiamo se Sony farà davvero marcia indietro, anche se vista l'esposizione e la convinzione nella propria strategia (ribadita anche di fronte al malcontento generale), sembra difficile pensarlo; ma se Xbox manterrà il lettore sulla prossima generazione e continuerà a sviluppare sistemi capaci di integrare fisico e digitale, la decisione di PlayStation di abbandonare i dischi potrebbe trasformarsi da semplice scelta industriale per abbattere i costi, ad una vera perdita di quote di mercato.
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