Smart ring e sudore: la nuova frontiera per il monitoraggio del glucosio e della salute

2026/08/04

Categories: technology

Gli attuali anelli intelligenti si affidano principalmente a piccoli sensori integrati, come quelli a luce fotopletismografica (PPG) per raccogliere dati biometrici come frequenza cardiaca e livelli di ossigenazione del sangue. Un team di ingegneri dell’Università della California di San Diego sta lavorando a un approccio completamente diverso.

Si tratta di un anello smart capace di utilizzare il sudore delle dita per monitorare specifici biomarcatori chimici. Il dispositivo è ancora un prototipo, ma come spiegato dai ricercatori e da CNET, potrebbe rappresentare una nuova generazione di dispositivi indossabili, in grado di analizzare continuamente il corpo umano a livello molecolare invece di limitarsi ai tradizionali parametri fisiologici.

In uno studio pubblicato il 23 Luglio sulla rivista Nature Communications, il team spiega che il nuovo anello intelligente è in grado di utilizzare il sudore per monitorare in modo continuo fino a quattro diversi indicatori tra cui glucosio, chetoni, vitamina C, acido urico, lattato e concentrazione di alcol.

Come funziona il monitoraggio tramite sudore

I chetoni sono acidi prodotti dal fegato quando l’organismo utilizza i grassi come fonte energetica al posto del glucosio, mentre l’acido urico si forma invece quando il corpo scompone le purine, sostanze chimiche presenti in alimenti e bevande come carne rossa, frutti di mare e birra. Il lattato infine è conosciuto anche come acido lattico e viene prodotto dall’organismo durante la trasformazione dei carboidrati in energia.

Secondo gli autori dello studio, non è necessario fare attività fisica o sottoporsi a uno sforzo per produrre il sudore richiesto dal dispositivo, dal momento che è stato sviluppato un particolare idrogel osmotico, vale a dire un polimero morbido capace di attirare il sudore della pelle sfruttando un gradiente di pressione indolore. All’interno dell’anello sono presenti sensori elettrochimici che analizzano ripetutamente il sudore, effettuando calibrazioni e ricavando valori relativi alla concentrazione delle diverse sostanze rilevate. Tali dati vengono poi inviati senza fili a un’app per smartphone.

All’interno della scocca esterna in polimero stampata in 3D è presente una scheda elettronica più piccola di una moneta da un quarto di dollaro statunitense. Il dispositivo utilizza inoltre una batteria ricaricabile flessibile agli ioni di zinco-ossido d’argento progettata appositamente dal team, che garantisce fino a 12 ore di autonomia con una singola ricarica.

Limiti attuali e confronto con Oura Ring

L’autonomia rappresenta però uno dei punti principali da migliorare rispetto agli attuali prodotti commerciali. l’Oura Ring di quinta generazione infatti offre fino a otto giorni di utilizzo continuato.

Il gruppo di ricerca però ritiene che questo tipo di prodotto potrebbe rivelarsi utile per chiunque voglia ottenere un quadro più completo e in tempo reale del proprio stato di salute, come coloro che hanno il diabete o che vogliono monitorare meglio la loro alimentazione. Durante i test condotti sia su persone sane sia su individui con diabete di tipo 1, le misurazioni del glucosio effettuate dall’anello hanno mostrato risultati molto vicini a quelli ottenuti con i dispositivi commerciali per il monitoraggio continuo della glicemia. Risultati simili sono stati osservati confrontando i dati relativi ai chetoni con quelli forniti dai misuratori di sangue disponibili sul mercato.

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