Slopaganda, cos’è la comunicazione di Vannacci e Trump generata con l’intelligenza artificiale

2026/07/27

Categories: world-news

l'intervista

Immagini e video grotteschi e dal forte impatto emotivo stanno ridefinendo la propaganda politica

di Serena Console

27 Lug 2026 - 07:06

27 Lug 2026 - 07:06

SeguisuSeguici su

 © Tgcom24

© Tgcom24

Donald Trump ha inaugurato la stagione di propaganda generata con l'intelligenza artificiale vestendo i panni del Papa, poi quelli di un medico intento a curare la fantomatica "sindrome da delirio anti-Trump". In un altro video è comparso in costume da bagno, cocktail alla mano, accanto all'alleato israeliano Benjamin Netanyahu, in una Gaza trasformata in un resort di lusso, tra statue d'oro che lo raffigurano e bambini palestinesi sorridenti. In Italia, Roberto Vannacci ha fatto propria questa cifra comunicativa, adattandola al contesto nazionale con richiami all'antica Roma, alla gerarchia militare e all'identità nazionalista.

Google Preferred Site

Questi contenuti, che diventano rapidamente virali, stanno ridefinendo il linguaggio della comunicazione politica. Sempre più spesso il dibattito passa attraverso immagini e video dal forte impatto emotivo, volutamente provocatori, grotteschi e polarizzanti, realizzati a costi quasi nulli grazie agli strumenti di intelligenza artificiale. È il fenomeno della slopaganda, una nuova forma di propaganda politica che analizziamo con Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore, autore della newsletter "Complotti!".

Che cos'è la slopaganda e in cosa si distingue dalle fake news?

"Il termine slopaganda nasce dalla fusione di slop, cioè la cosiddetta "sbobba" generata dall'intelligenza artificiale, una massa di contenuti sintetici e di bassa qualità che ha invaso internet negli ultimi anni, e propaganda politica. L'espressione è stata coniata in ambito accademico, ma il fenomeno è emerso già con la diffusione dei primi strumenti di intelligenza artificiale, quando in particolare il partito Repubblicano statunitense e Donald Trump hanno iniziato a utilizzarli in modo sistematico nella propria comunicazione.

Non è la stessa cosa delle fake news, anche se tra i due fenomeni esiste un forte legame. Uno dei primi momenti in cui la slopaganda è diventata evidente è stato durante la campagna presidenziale americana del 2024, con la falsa storia dei migranti haitiani che avrebbero mangiato cani e gatti a Springfield, poi rilanciata dallo stesso Trump nel dibattito televisivo con Kamala Harris. In quell'occasione circolarono moltissime immagini generate con l'intelligenza artificiale che raffiguravano Trump come il salvatore di cani e gatti: una falsa notizia veniva trasformata in contenuto visivo con finalità propagandistiche. La funzione della slopaganda, quindi, è quella di rendere visivamente efficace un messaggio politico".

Cosa rende la slopaganda diversa dalla propaganda tradizionale?

"La novità non è il messaggio, ma la facilità e la velocità con cui oggi è possibile produrre contenuti audiovisivi. Fino a pochi anni fa, per realizzare video complessi servivano grafici, montatori, illustratori, tecnici audio e un'intera squadra. Oggi basta una sola persona che scrive un prompt e utilizza uno strumento di intelligenza artificiale. Questo permette di produrre enormi quantità di immagini e video, saturando l'ecosistema informativo con contenuti sintetici e immediati che veicolano messaggi politici".

Quanto conta il ruolo degli algoritmi nella diffusione della slopaganda?

"La slopaganda è strettamente legata non solo all'intelligenza artificiale, ma anche alla raccomandazione algoritmica delle piattaforme. Con l'affermazione di TikTok e, più in generale, del modello dei feed algoritmici, il funzionamento di internet è cambiato profondamente: non siamo più noi a cercare i contenuti, ma sono i contenuti a raggiungere noi, selezionati dagli algoritmi in base alle nostre preferenze. Questo rende molto più semplice la diffusione di contenuti estremamente emotivi, provocatori e polarizzanti".

Nel caso dei video di Vannacci, ad esempio, tutto è stato giustificato come ironia. 

"Una delle caratteristiche della slopaganda è proprio la sua dimensione assurda, grottesca e iperrealistica. Questi contenuti sono volutamente esagerati e costruiti su più livelli di ironia. È una tecnica comunicativa mutuata dall'alt-right americana, che già dal 2016 utilizzava la strategia del just joking (stavo solo scherzando): si diffondono messaggi provocatori, razzisti o estremisti rivestendoli di ironia, così da poter sostenere, di fronte alle critiche, che si trattava soltanto di uno scherzo. È esattamente la giustificazione utilizzata anche da Vannacci e da Futuro Nazionale, che hanno parlato di satira politica. In realtà non si tratta di satira politica perché non arriva da un autore satirico, ma da un politico che utilizza il linguaggio dell'ironia per diffondere un determinato messaggio".

video

video

Quindi è una strategia comunicativa studiata e consapevole?

"La slopaganda serve anche a dare l'impressione di un consenso popolare molto più ampio di quello reale. Spesso questi contenuti non vengono prodotti da utenti qualsiasi, ma direttamente da militanti o persone interne ai partiti. È il caso, ad esempio, della canzone "Remigrazione unica soluzione", diventata virale su TikTok, realizzata con l'intelligenza artificiale da un militante di Futuro Nazionale. Oppure della serie di video "Robertus Vannaccius", che secondo quanto ricostruito dal media Facta è stata prodotta da un iscritto allo stesso partito. Non si tratta quindi di fenomeni spontanei, ma di operazioni di comunicazione politica progettate per sfruttare sia l'intelligenza artificiale sia i meccanismi delle piattaforme, come gli algoritmi". 

È una strategia tipica della destra contemporanea?

"Oggi sì. Quella di Futuro Nazionale in Italia riprende modelli già sperimentati dalla destra trumpiana negli Stati Uniti. Lo stesso tipo di comunicazione è stato utilizzato da Reform UK nel Regno Unito, da Vox in Spagna e, soprattutto, da Alternative fur Deutschland in Germania, uno dei partiti europei che ha sperimentato prima e con maggiore continuità l'uso della slopaganda. Lo stesso Vannacci ha più volte dichiarato di guardare a quel modello come riferimento".

E la sinistra? È in ritardo oppure sceglie un'altra forma di comunicazione?

"Credo che, più che essere in ritardo, la sinistra abbia un problema di compatibilità politica e culturale con questo linguaggio. Quando alcuni partiti di centrosinistra hanno provato a utilizzare contenuti generati con l'intelligenza artificiale, la reazione del loro stesso elettorato è stata quasi sempre negativa. Oggi quel modello di comunicazione è ormai fortemente associato all'estrema destra e adottarlo rischia di generare un danno. Esiste anche un elemento politico: una parte consistente dell'elettorato progressista guarda con diffidenza alle grandi aziende che sviluppano questi strumenti di intelligenza artificiale, considerate molto vicine all'amministrazione Trump e a figure come Elon Musk".

Quanta responsabilità hanno le piattaforme? E come possono gli utenti riconoscere questi contenuti?

"Le piattaforme hanno una responsabilità enorme perché non solo permettono, ma spesso incentivano indirettamente la diffusione di questi contenuti. La slopaganda funziona molto bene con gli algoritmi perché è bizzarra, polarizzante e provoca forti reazioni emotive. Più le persone commentano, discutono e condividono, maggiore è l'engagement e la permanenza dell'utente nei social, che resta l'obiettivo principale delle piattaforme.

Per quanto riguarda il riconoscimento, il punto è diverso rispetto alle fake news tradizionali. Molti di questi contenuti non cercano neppure di sembrare reali Anzi, la loro forza sta proprio nell'assurdità: più sono grotteschi e impossibili, più risultano efficaci nel catturare l'attenzione e nel rafforzare un'identità politica. Il video di Trump che sorvola una manifestazione No Kings scaricando letame da un aereo militare è chiaramente irreale, ma non vuole essere credibile. Vuole provocare, divertire e consolidare il rapporto con l'elettorato e i suoi sostenitori".

Questa forma di comunicazione è destinata a dominare la politica dei prossimi anni?

"Non necessariamente. È sicuramente una tecnica comunicativa molto efficace e già molto diffusa, soprattutto nell'estrema destra internazionale. Tuttavia non è una formula che garantisce automaticamente il successo elettorale. Un esempio interessante è quello dell'Ungheria. Viktor Orbán ha utilizzato massicciamente la slopaganda per descrivere un Paese assediato dall'Ucraina e sostenere che una vittoria dell'opposizione avrebbe trascinato l'Ungheria in guerra. Nonostante l'enorme quantità di contenuti prodotti, questa strategia non ha ottenuto i risultati sperati alle recenti elezioni magiare, perché il messaggio propagandistico si è scontrato con problemi concreti, come le difficoltà economiche e sociali del Paese. In altre parole, la slopaganda può rafforzare una narrazione politica, ma da sola non basta a vincere le elezioni".

Ti potrebbe interessare

video

video

Ti potrebbe interessare

video

video

>> Home