Sistema Arborea travolto dal caldo  - L’Unione Sarda.it

2026/07/27

Categories: world-news

L’allarme.

28 luglio 2026 alle 00:34

Stalle roventi e prodotti agricoli bruciati, «occorre trovare nuove soluzioni» 

Da maggio a luglio il caldo non ha concesso tregua e ad Arborea, cuore agricolo e zootecnico della provincia, le conseguenze sono pesanti.

Le temperature elevate, diventate persistenti soprattutto nelle ultime settimane, hanno colpito campi e stalle; nei capannoni degli allevamenti si sono registrati picchi fino a 46 gradi sotto le tettoie e oltre 30 durante la notte, mentre nei terreni il calore ha compromesso interi raccolti. Solo per le patate si stimano circa duemila quintali di prodotto non più commerciabile. Negli allevamenti il primo segnale è arrivato dalla riduzione dell’alimentazione degli animali, seguita dal calo della produzione di latte.

I segnali

«La prima cosa che riscontriamo nell’animale è la mancata ingestione e, conseguentemente, il calo della produzione. Interveniamo con impianti di ventilazione e raffrescamento, mettiamo a disposizione più acqua e bagniamo gli animali per abbassarne la temperatura corporea», spiega l’imprenditrice Emanuela Biondo. Il caldo incide anche sulla fertilità e mette in difficoltà i vitelli, mentre per le aziende crescono i costi energetici necessari a tenere in funzione ventilatori e sistemi di raffrescamento.

Per Roberto Serra, direttore di Confagricoltura Oristano, non basta affrontare l’emergenza stagione dopo stagione. «Dobbiamo cambiare paradigma e sviluppare stalle tecnologiche, attente al benessere animale e alla qualità del latte, con il supporto di scienza e politica».

La richiesta è accompagnare gli investimenti delle aziende per rendere gli allevamenti più capaci di resistere alle alte temperature.

L’agricoltura

Ma è nei campi che il danno assume in alcuni casi dimensioni drammatiche. Ad Arborea circa duemila quintali di patate sono andati perduti. «Con il troppo caldo e le irrigazioni le patate, essendo sottoterra e sempre umide, non sono riuscite ad asciugarsi e con le temperature molto alte si sono “bollite”: non sono né commestibili né commerciabili», racconta l’imprenditore Marco Ardu. Un raccolto da eliminare dopo avere già sostenuto tutte le spese di produzione. E non ci sono soltanto le patate. «Con il grande caldo le angurie e i meloni in campo si sono bruciati. La pianta è andata in stress con temperature superiori ai 40 gradi, non è riuscita a fare vegetazione e il frutto è rimasto scoperto», spiega ancora Ardu. Anche diverse varietà di insalata non hanno retto alle temperature, con il rischio di un vuoto produttivo nelle prossime settimane. «Questi problemi non sono più congiunturali ma strutturali – osserva il presidente di Confagricoltura – Occorre trovare soluzioni e chiediamo anche alla scienza nuove ricerche, per individuare varietà che possano adattarsi meglio a un cambiamento climatico ormai in corso».

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