È corsa contro il tempo in Parlamento per modificare il decreto Campi Flegrei. Il provvedimento è stato approvato dal governo il 7 agosto, a pochi giorni dalla forte scossa del 31 luglio, e ora entra nella fase decisiva dell'iter. Il termine per la presentazione delle proposte è fissato a lunedì alle 11, mentre martedì il decreto approderà in aula per la discussione e inizieranno le procedure di voto. Poi ci sarà il passaggio finale: entro il 4 ottobre il provvedimento dovrà essere convertito in legge. Pochissimo tempo, dunque, per ampliare un testo che dai territori viene considerato ancora insufficiente rispetto alle esigenze emerse dopo l'ultima emergenza.
Il documento
La maggioranza ha intanto depositato tre emendamenti, attraverso i relatori delle commissioni congiunte Bilancio e Ambiente e Territorio della Camera. Il primo riguarda direttamente le famiglie costrette a lasciare la propria abitazione. La proposta introduce un contributo fino a 30mila euro per unità immobiliare per il ripristino degli immobili privati che abbiano riportato danni lievi e siano stati sgomberati. L’obiettivo è consentire il ritorno degli sfollati nelle proprie case attraverso interventi rapidi di riparazione.
Il contributo può essere utilizzato anche per le parti comuni degli edifici e gli interventi dovranno essere completati entro 120 giorni dall’avvio dei lavori, con una possibile proroga di altri 60 giorni per cause non imputabili al beneficiario. La domanda dovrà essere presentata entro il primo novembre 2026, mentre per gli sgomberi disposti dopo il 15 settembre ci saranno trenta giorni di tempo. La misura è rivolta agli immobili per i quali non sono necessari interventi strutturali di maggiore complessità.
Le risorse
Il secondo emendamento interviene invece sull’edilizia residenziale pubblica. Per la delocalizzazione degli immobili Acer di via Coste d’Agnano Solfatara, a Pozzuoli, sgomberati perché inagibili, vengono messi a disposizione 40 milioni di euro: 10 milioni nel 2026 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Gli alloggi dovranno essere trasferiti al di fuori della zona esposta al rischio bradisismico. A occuparsi dell’intervento sarà la Regione Campania attraverso l’Acer. Il terzo emendamento interviene sulla percentuale di copertura degli interventi di miglioramento sismico. La soglia del contributo, fissata al 70 per cento, potrà arrivare al 100 per cento per i richiedenti con redditi entro i limiti previsti dalla normativa sul patrocinio a spese dello Stato, al netto del reddito della casa di abitazione.
L’opposizione
Il provvedimento non soddisfa del tutto né i sindaci dell’area flegrea, né il Pd, che a sua volta è pronta a presentare tre subemendamenti. Il primo punta a risorse aggiuntive per il pronto ripristino delle abitazioni: «Rendere il contributo per i danni lievi della Regione Campania aggiuntivo e non alternativo agli altri contributi, finanziandolo con 100 milioni di nuove risorse (50 milioni nel 2026 e 50 nel 2027)». Il secondo è relativo alla continuità del Cas (Contributo autonoma sisteamazione): «Garantire la prosecuzione del Cas e delle altre forme di assistenza alloggiativa fino alla revoca del provvedimento di sgombero, evitando interruzioni prima dell’effettivo ripristino dell’agibilità». Infine portare dal 70 al 100 per cento per tutti gli aventi diritto la misura del contributo per l’adeguamento sismico degli immobili, «eliminando il limite reddituale previsto dall’emendamento dei Relatori».
È proprio dal fronte dei sindaci che nelle ultime ore filtra una certa preoccupazione. Il timore è che il pacchetto di emendamenti messo in campo dalla maggioranza sia troppo circoscritto rispetto alle aspettative del territorio. Dai Comuni dell’area flegrea ci si aspetta un intervento più corposo, capace di affrontare non soltanto il problema degli edifici danneggiati e degli sfollati, ma anche le conseguenze economiche e organizzative dell’emergenza. Tra le richieste avanzate dai sindaci ci sono infatti risorse straordinarie per i Comuni, il rafforzamento delle strutture tecniche, gli interventi sui costoni e sulle infrastrutture, la realizzazione degli hub di emergenza e misure specifiche per le attività economiche.
Intanto è stata ufficialmente revocata l’ordinanza di requisizione del Palatrincone, la struttura comunale che fino a ieri ha accolto una parte degli sfollati costretti a lasciare le proprie abitazioni, nelle more dei ritardi per l’attivazione dell’Hub di via Artiaco. Il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni fa sapere che «l’infrastruttura sportiva potrà ora riprendere la sua funzione originaria al servizio della comunità e dei giovanissimi del territorio».
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