Sinner, dalle nuove visite al JMedical alla fisioterapia: il programma di Jannik verso gli US Open

2026/08/10

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Saltato Cincinnati, per Jannik Sinner è già iniziata la corsa verso gli US Open. Il numero uno del mondo ha scelto di non rischiare e resterà ancora qualche giorno in Italia per proseguire il percorso di recupero dal problema al ginocchio destro. L’obiettivo è arrivare a New York nella migliore condizione possibile, anche a costo di presentarsi al quarto e ultimo Slam della stagione senza aver disputato alcun torneo di preparazione sul cemento americano.

La decisione di rinunciare al Masters 1000 dell’Ohio è arrivata dopo giorni di controlli e valutazioni tra Milano e Torino. Sinner, insieme al proprio staff medico, ha scelto la strada della prudenza dopo aver constatato di non essere ancora pronto per tornare a competere. Il ginocchio continua infatti a provocargli qualche fastidio e, nonostante il lavoro svolto nelle ultime settimane, il recupero non è stato ancora completato.

«Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati», ha spiegato l’azzurro annunciando il forfait.

Una comunicazione che ha inevitabilmente acceso l’attenzione sulle sue condizioni, ma che non deve essere interpretata come il segnale di un problema particolarmente grave. La scelta nasce soprattutto dalla volontà di evitare rischi e di non compromettere l’appuntamento più importante della seconda parte della stagione.

Sinner continuerà quindi a lavorare al JMedical di Torino, seguendo il programma di fisioterapia e le terapie stabilite con lo staff medico. Nei prossimi giorni proseguirà con il recupero prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove il programma prevede il ritorno direttamente a Flushing Meadows.

È proprio questa la particolarità della preparazione di Sinner. Dopo Wimbledon, conquistato per la seconda volta consecutiva, l’azzurro non ha più disputato partite ufficiali. La rinuncia a Montreal era già stata programmata per avere più tempo a disposizione dopo le fatiche londinesi; quella a Cincinnati modifica invece il piano iniziale e lo porterà ad arrivare agli US Open senza un vero test agonistico sul cemento.

Una scelta che comporta inevitabilmente qualche incognita. Dal 1990, infatti, nessun giocatore è riuscito a vincere lo US Open senza aver disputato almeno un torneo di preparazione sul cemento americano. Sinner proverà dunque a interrompere anche questa particolare statistica, affidandosi esclusivamente agli allenamenti e alla capacità di ritrovare rapidamente ritmo e intensità una volta arrivato a New York.

Non sarebbe però la prima volta che l’altoatesino riesce a trasformare una situazione particolare in un risultato di altissimo livello. Dopo il problema accusato al Roland Garros, Sinner aveva saltato i tornei sulla terra successivi e si era presentato direttamente a Wimbledon. A Londra, nonostante le incognite e la sconfitta nella finale dell’anno precedente contro Carlos Alcaraz, è riuscito a ripetersi e a conquistare nuovamente il titolo. Ora il percorso è simile, ma con una differenza importante: questa volta il problema fisico riguarda il ginocchio e la prudenza è diventata la priorità assoluta. Sinner avrà meno partite nelle gambe, ma più giorni per completare il recupero e costruire la condizione.

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