La sindaca di Genova ribadisce di non volersi candidare alle primarie ma puntella il suo profilo politico: «Sono progressista»
Silvia Salis esclude per l’ennesima volta di volersi candidare alle primarie del centrosinistra. Ma non certo di voler giocare un ruolo nel suo futuro. Ospite di Fabio Fazio nella prima puntata del nuovo ciclo di Che Tempo Che Fa, la sindaca di Genova puntella ancora una volta il suo profilo nazionale. In vista di quale traguardo, si vedrà. Per il momento veste volentieri i panni di «consigliera interna» del campo largo. «Basta con questo dibattito sulle primarie, che alla gente non interessa. Parliamo se mai del fatto che la gente è costretta a rateizzare la spesa settimanale», richiama Salis. Il programma prima di tutto, dunque. La sindaca di Genova a Fazio dice che no, nessuno sinora l’ha chiamata per una mano nell’elaborarlo, ma chissà: «Magari mi chiameranno». Nel frattempo lei è a disposizione per «dare una mano», anche solo facendo campagna elettorale da sindaca per i partiti della coalizione.
Dietro al fair play ufficiale, Salis però non rinuncia a consolidare il suo profilo politico. Se Elly Schlein sostiene che «al centro non si vinca», lei risponde che «si vince dappertutto, se il campo è unito». Guai però a etichettarla come «centrista» o «moderata». «Mi sento progressista», precisa, perché «non ho paura di sostenere temi profondamente di sinistra, ma anche di sostenere che lo sviluppo economico è importante e quello industriale da tutelare. E penso che ci sia bisogno di trovare un leader progressista che sappia dire e fare cose di sinistra». Tra queste non rientra però secondo Salis la patrimoniale. «Non è una soluzione strutturale – osserva – Esalta una parte dell’elettorato ma non ha un vero impatto sulle casse dello Stato. Dobbiamo parlare invece di rientro dall’evasione fiscale, spiegando ai cittadini che non significa mettere le mani nelle loro tasche». Quanto al posizionamento internazionale, sull’Ucraina o altro, la sindaca di Genova sostiene che nel mondo di oggi la linea dovrebbe essere quella di corroborare e rafforzare le posizioni comuni dell’Europa. Di qui a pochi anni, lancia l’amo, «dovremmo eleggere un presidente degli Stati Uniti d’Europa».
"Stiamo confondendo moderato con progressista. Ti fanno definire moderata, in realtà secondo me è importante trovare un leader progressista, che non abbia paura a dire e fare cose di sinistra, ma che poi sappia dialogare con tutti i mondi del paese."
La Sindaca di Genova Silvia… pic.twitter.com/M1FhRZ0gLo
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) October 11, 2026
Il lavoro col governo e la telefonata con Giorgia Meloni
Silvia Salis si prepara allora, magari nel medio periodo, a diventare la sfidante di Giorgia Meloni di centrosinistra? Lei non lo direbbe neanche sotto tortura, oggi. E da Fazio torna a mandare invece messaggi d’intesa istituzionale con la premier. Scagiona lei e il suo staff da ogni responsabilità per il mancato invito della scorsa settimana sul palco del Salone Nautico: «Sono certo che lei non lo avrebbe mai fatto, archiviamolo come un incidente» dice, confermando di averne parlato al telefono con Meloni. Fa sapere di aver scritto al ministro delle Imprese Adolfo Urso per chiedergli di intervenire sulla chiusura prospettata della fabbrica Ilva di Genova («Lunedì mattina alle 7.30 sarò con gli operai», annuncia). E ringrazia pubblicamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, «che verrà a Genova per mettere a punto un piano straordinario di sicurezza». Insomma, manda a dire Salis da Fazio, «io non ho pregiudizi, lavoro con chi aiuta Genova», perché governare la sua città è un lavoro «bellissimo».
In copertina: La sindaca di Genova Silvia Salis ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa (X / CTCF)
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