Sicurezza e solidarietà, a Busto Arsizio il bilancio di un anno dei “Lampi Blu”: “Sono un esempio da seguire”

2026/09/27

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L’associazione che ha ripercorso un anno di progetti. Il sindaco Antonelli: “Importante il vostro lavoro a supporto delle forze dell’ordine”

Il gruppo Lampi Blu all’Erba Fina A destra il presidente Paolo Macchi e il vice Matteo Inzaghi

Il gruppo Lampi Blu all’Erba Fina A destra il presidente Paolo Macchi e il vice Matteo Inzaghi

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Busto Arsizio (Varese), 27 settembre 2026 – La sicurezza non passa soltanto dal controllo del territorio e dall’attività delle forze dell’ordine. Passa anche dalla capacità di una comunità di prevenire i rischi, educare i più giovani e costruire una rete tra istituzioni e società civile. È stato questo il filo conduttore della serata organizzata da Lampi Blu all’Erba Fina di Busto Arsizio, dove si sono ritrovate oltre 430 persone tra rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, amministratori, volontari, esponenti del mondo economico e cittadini.  

Alla festa c'erano anche rappresentanti istituzionali e delle forze dell'ordine

Alla festa c'erano anche rappresentanti istituzionali e delle forze dell'ordine

Presenze istituzionali 

Un appuntamento che, a poco più di due anni dalla nascita dell’associazione presieduta da Paolo Macchi, ha assunto i contorni di un momento di confronto sui temi della sicurezza e della legalità. Una presenza istituzionale ampia, con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il questore Paolo Iodice, l’assessore regionale Francesca Caruso, i consiglieri regionali Emanuele Monti e Romana Dell’Erba, la deputata Maria Chiara Gadda e gli europarlamentari Isabella Tovaglieri e Mario Mantovani. Presenti anche i sindaci di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, di Gallarate, Andrea Cassani, e di Cassano Magnago, Pietro Ottaviani, oltre a numerosi rappresentanti delle forze di polizia. 

Il presidente Paolo Macchi e il vice Matteo Inzaghi

Il presidente Paolo Macchi e il vice Matteo Inzaghi

Il richiamo del prefetto 

Proprio dal prefetto Pasquariello è arrivato uno dei richiami più netti della serata, rivolto soprattutto alla responsabilità degli adulti. “Bisogna essere attenti ai rischi dei social: è necessario che noi adulti facciamo la nostra parte”, ha detto, indicando nella comunità educante uno degli strumenti per affrontare le trasformazioni introdotte dalla tecnologia nella vita quotidiana dei ragazzi. “Riprendiamo i Patti digitali – ha aggiunto –. C’è da estendere i meccanismi di tutela nella società civile, gli adulti devono dare le regole ai propri figli”. Sul rapporto tra sicurezza e libertà si è soffermato il questore Paolo Iodice. “Senza la sicurezza non c’è democrazia”, ha affermato, richiamando il valore della collaborazione tra forze dell’ordine e amministrazioni locali. Anche il sindaco Emanuele Antonelli ha sottolineato la crescita dell’associazione, con un riferimento alla sua origine: “Eravate quattro amici al bar: guardate cosa avete fatto. Quando si lavora bene, questo è il risultato”. E ha aggiunto: “Da sindaco capisco il lavoro che fate a supporto delle forze dell’ordine, tra i ragazzi e soprattutto con le famiglie”. 

Legalità condivisa 

Il messaggio sulla necessità di una legalità condivisa è arrivato anche dalla deputata Maria Chiara Gadda: “Avete mantenuto una promessa: promuovere la cultura della legalità, e non è solo per gli addetti ai lavori”. Nel corso della serata il presidente Paolo Macchi ha ricordato il percorso compiuto dall’associazione e le iniziative realizzate, dal progetto per la distribuzione dei defibrillatori alle attività rivolte ai giovani. Sul primo fronte, dopo aver raggiunto quota 36 dispositivi destinati alle forze dell’ordine, è arrivata una nuova sollecitazione: “Chiedo un gesto di coraggio: mettete il defibrillatore sulle auto delle forze dell’ordine”.

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