«Siamo un ristorante, non un bar», lo sfogo di una ristoratrice di Cagliari contro i turisti al risparmio: «Ordinano due spritz e un antipasto da dividere»

2026/08/30

Categories: world-news

La denuncia di Pamela Solinas, titolare de L'Oca Bianca: presenze in aumento, ma gli scontrini crollano. Gli effetti del turismo mordi e fuggi e del boom di affitti brevi sull'estate sarda

Google Preferred Site

«In quattro magari prendono due pizze e un’insalata e quella è la loro cena». È con questo esempio emblematico che Pamela Solinas, titolare del ristorante-pizzeria L’Oca Bianca di Cagliari, denuncia il paradosso dell’estate 2026: le presenze turistiche aumentano, ma la spesa destinata al cibo crolla vertiginosamente. Una tendenza al risparmio che ha segnato soprattutto il mese di agosto, spingendo le famiglie o i gruppi di amici a tagliare drasticamente sui consumi con importanti conseguenze per tutti gli attori del mondo della ristorazione.

«I clienti consumano decisamente meno»

Solinas racconta a La Nuova Sardegna che «quest’anno i clienti consumano decisamente meno», evidenziando una modalità di stare a tavola del tutto inedita rispetto al passato. «Capita che un tavolo da quattro persone non arrivi neanche a ordinare una portata a testa», rincara la titolare. Sempre più diffuso è anche il consumo frettoloso. «C’è molto più “mordi e fuggi”», sottolinea la ristoratrice. Un atteggiamento che impoverisce la tipica esperienza della cena e penalizza le bevande di valore: «Quest’anno abbiamo avuto un calo importante nelle vendite» per quanto riguarda il vino, spinto ai margini da ordinazioni rapide e senza fronzoli.

Il caso di due turista polacche

Il clima di contrazione dei consumi sfocia spesso in situazioni limite all’interno del locale. Solinas ha raccontato a La Nuova Sardegna il caso di due turiste polacche che si sono sedute al tavolo pretendendo di ordinare esclusivamente «due spritz e un antipasto da nove euro da dividere». Di fronte a questa richiesta, la titolare ha scelto di invitare le clienti ad andarsene, rivendicando l’identità della propria attività: «Siamo un ristorante, non un bar, e abbiamo i costi di un ristorante».

La rotazione dei coperti

In questo modo una sala piena non è più garanzia di incasso. Per provare a pareggiare i bilanci con gli anni precedenti, i gestori si vedono costretti ad accelerare la rotazione dei coperti, con tutte le difficoltà del caso: «Preferirei fare qualche coperto in meno ma con consumi normali», ammette la titolare de L’Oca Bianca. Tra i fattori che incidono sul calo degli scontrini c’è anche il mutato stile di viaggio promosso dal boom degli affitti brevi. «Molti vanno al supermercato, comprano in gastronomia o prendono qualcosa da asporto» per consumare i pasti direttamente in appartamento o nelle stanze dei B&B. Un cambio di rotta che, secondo la ristoratrice, impone alle istituzioni locali una revisione del modello di promozione dell’isola: «Bisognerebbe anche chiedersi quale clientela vogliamo portare e con quale capacità di spesa».

>> Home