Vanno al mare e scoprono un relitto romano: sul fondale centinaia di anfore

2026/08/08

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Un relitto romano con un carico di centinaia di anfore è stato individuato al largo di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. La nave giace a circa tre miglia dalla costa, a una profondità di 46 metri, e secondo le prime valutazioni degli archeologi risalirebbe a un periodo compreso tra il II e il I secolo avanti Cristo.

Il sito era stato segnalato da privati cittadini ed è stato successivamente esplorato durante un sopralluogo congiunto del Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo, della Soprintendenza del mare della Regione siciliana e del Nucleo carabinieri subacquei di Messina, con il supporto della motovedetta dei Carabinieri di Trapani.

Le ricognizioni hanno permesso di documentare sul fondale centinaia di anfore utilizzate soprattutto per il trasporto del vino. Le immagini diffuse dai Carabinieri mostrano una vasta distesa di contenitori ancora ammassati nel luogo del naufragio. Accanto alle anfore sono stati riconosciuti anche due ceppi d'ancora e un'altra struttura in piombo. Se le successive analisi confermeranno questa interpretazione, il relitto potrebbe quindi essere quello di una nave mercantile impegnata nei traffici che collegavano la penisola italiana alle altre sponde del Mediterraneo.

I tesori sommersi davanti a Mazara del Vallo

Quella annunciata dai Carabinieri è una nuova individuazione di particolare rilievo, ma non è il primo ritrovamento archeologico nelle acque di Mazara del Vallo. La zona è da tempo considerata particolarmente ricca di testimonianze della navigazione antica. Nel 2022, ad esempio, davanti a Mazara erano stati individuati due grandi ceppi d'ancora in piombo di epoca romana e un'ancora in ferro, mentre nell'area di Tonnarella erano state recuperate alcune anfore. La Soprintendenza del mare effettuerà ulteriori attività di documentazione e approfondimento per ricostruire il contesto archeologico e stabilire le misure necessarie a proteggere il sito.

Uno degli aspetti più importanti sarà capire cosa sia rimasto della nave sotto lo strato di anfore. Il carico visibile sul fondale potrebbe infatti nascondere parti dello scafo originale, rimaste protette dai sedimenti per più di duemila anni.

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