Chiamami col tuo nome
Che la borsa sia un “affaire privato” è cosa ormai nota, ma meglio metterci la firma per siglare questo sodalizio decisamente à la main. Come la T Signature Bag di Tod’s, in morbida pelle e con un cinturino regolabile sul bordo che si può personalizzare con le proprie iniziali in metallo gold. Un vezzo intimo che diventa status. Quel che si dice griffato...
Sua beltà
“Sobrio, semplice e profondamente parigino”, così Christian Dior definì lo stile delle sedie del primo défilé, in Av. Montaigne nel '47, che diede vita al motivo cannage. Quell’eleganza imperiale à la Napoleone III, eppure senza sfarzo, torna a cristallizzarsi nei bracciali My Dior in oro bianco, rosa e giallo con smalto. La “personale trama” della creator Victoire de Castellane di Dior Joaillerie intreccia così, con fili d’oro, la grazia del couturier e il regno di domani.
Incroci stradali
Send me your location. Per geolocalizzare la classe urbana basta seguire alcune coordinate: puntate dritto all’estetica purista, svoltate per una silhouette a trapezio, con il raccordo di doppi manici e lo zenit della nappa tressé. In un solo indirizzo: la Corso tote bag di Bottega Veneta, disegnata dal direttore creativo Louise Trotter, con quel colore Deep mahogany, che è un castagna caldo da perderci la testa. Destinazione paradiso.
High clouds
Levitazione naturale. Ha la consistenza leggera dei sogni, soffice come sanno essere le nuvole più sbarazzine, eppure pronta a scalare il cielo e conquistarsi la strada. La pouch Moncler RE/Icons riscrive la storia dell’archivio d’alta quota: uno scrigno imbottito, un peso piuma misto cotone e nylon, con tracolla di corda che fa subito fashion hiker e leggendario logo montano, nato per sfidare le vette sin dal 1952. Peak of glam
Aristo Crazy
A Starlet is born... Così si chiama l'ultimo guilty pleasure plasmato dal genio creativo di Demna per Gucci. Più che una borsa, un distillato di quella ritrovata Gucciness che rispolvera una sexyness borghese e rivendica un'allure "da cinema". Eccola allora, con la sua silhouette vezzosa e ammiccanti GG beige e nero, iconico Horsebit e la catena gold da far ciondolare anche al braccio da new vamp. Atti di divismo.
Midnight sun
È una sorta di Potere del cristallo di luna alla Sailor Moon che regala quei riflessi persin magici a ogni ora sprigionando una luce iridescente anche al crepuscolo. Le geometrie del Royal Oak Mini di Audemars Piguet catturano i raggi solari sul quadrante, sublimato da indici luminescenti e da una cassa in oro giallo 18 carati. Una perenne golden hour, dove i leggendari otto lati smettono di misurare i minuti per ritmare il fascino eterno delle stelle.
Camera con vista
Slow (e)motion. C’è un tempo per oziare indolenti e uno per scrollare compulsivi, per poltrire tra ipnotici reel o scivolare tra le emozioni di un libro. In ogni caso, riscoprite l’elogio alla lentezza, a quel languire intellò inforcando gli occhiali da vista Scout-02 di Tom Ford firmati da Haider Ackermann. Tartarugati con lenti blu, agender, dalla linea geek chic e T logo frontale, danno proprio una ri-lettura al bien vivre.
Air bag
Quel che si dice: “giù da gara”. Ferrari scende in pista per la FW 2026-’27 in un circuito che unisce estetica funzionale, design ergonomico e ingegneria tattile, grazie alla nuova Pillow Bag. Un bolide in nappa Blush con una “carrozzeria” distintiva che si comprime creando la tipica costruzione effetto cuscino, capace di reinterpretare il lusso in una gimkana tra savoir-faire e innovazione, movimento e trasformismo intuitivo. Pole position.







